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IL COGNOME DEI FIGLI, NON È UNA FAKE NEWS

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di Elio Truzzolillo

Ogni tanto, per rilassarsi e divertirsi insieme, è anche giusto occuparsi della pochezza della politica interna soffermandosi su proposte che, fortunatamente, non hanno una sola possibilità su un milione di diventare legge.
Il prode Franceschini ha annunciato la volontà di presentare una legge che preveda per i figli la sola attribuzione del cognome della madre per risarcire la donna di un’ingiustizia secolare.
Ora, l’automatica e ingiusta attribuzione del solo cognome paterno è stata ovviamente una cosa anacronistica. Il principio di recente è stata progressivamente demolito dalla Corte Costiuzionale a più riprese, senza però che si sia arrivati a una disciplina organica e chiara (mi correggano i giuristi se sbaglio, è quello che ho capito).
Non ci vorrebbe molto a seguire un palmare buonsenso e statuire in linea di principio che il cognome del figlio viene concordato dai genitori e che in caso di disaccordo si opti per il doppio cognome o per una decisione del giudice (ma se litigate per queste sciocchezze forse avete sbagliato la persona con cui fare un figlio, io ve lo dico eh).
E invece spunta lui, il genio, il progressista vendicatore che vede oltre e cerca di porre rimedio a secoli di ingiustizie. Un po’ come dire che dopo aver proibito le punizioni corporali a scuola ora si decida che gli alunni possono picchiare i professori per risarcire gli alunni stessi.
Tre cose mi preme sottolineare al di là della della colica renale per il troppo ridere che mi è venuta quando ho letto la notizia.
1. Il PD è morto, si dividano gli estremisti-intellettuali-marci buoni a nulla, che con la loro stupidità portano voti alla destra becera (la lezione di Trump non è stata ancora appresa), i socialdemocratici seri  facciano un partito diverso una volta per tutte.
2. La legge proposta dal genio Franceschini è palesemente anticostituzionale per gli stessi motivi per cui lo era la vecchia disciplina che prevedeva in modo automatico e obbligatorio l’attribuzione del solo cognome paterno.
3. Franceschini sa che non passerà e sa anche che non verrà riproposta nel caso un giorno fosse la sinistra al governo (così come non riproporranno la dote ai 18enni e tante altre minkiate che tanto hanno entusiasmato certi elettori). Sono solo segnali di fumo per galvanizzare gli elettori più estremisti e ideologizzati, paragonabili a quelli di Claudio Borghi quando prometteva seriamente i mini-bot.
Alla fine rimane solo il devastante panorama della pochezza politica dei nostri leader. E questo non fa ridere.

Autore

  • Redazione

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