Home Politica estera GLI ILLUMINATI GUARDANO AL PASSATO E SI ATTEGGIANO A NUOVI CHURCHILL E...

GLI ILLUMINATI GUARDANO AL PASSATO E SI ATTEGGIANO A NUOVI CHURCHILL E A NUOVI DE GASPERI

0

di Lucio LEANTE

Alcuni intellettuali italiani, tra cui il liberale prof. Angelo Panebianco sul Corriere di lunedì, accusano la maggioranza del popolo bue, che non li segue nel loro bellicismo riarmista, di essere rimasti a prima del novembre 2024; di non avere, cioè ancora “capito” – poveretti retrogradi! – che l’elezione di Donald Trump alla casa Bianca avrebbe segnato “il venir meno della protezione americana dell’Europa”.  Questa grande novità – argomentano – insieme all’acutizzarsi della “minaccia dell’imperialismo russo”, dovrebbe indurci ad armarci in fretta fino ai denti e prepararci ad una prossima invasione russa e addirittura persino ad una guerra con la Russia (copyright Ursula). Com’è che non capite benedetti figlioli?

Ma sono loro a non capire perché non vogliono né sentire né vedere la realtà. Non vogliono capire, sentire e vedere anche perché i loro giornaloni occultano certe notizie scomode o le scrivono con la sordina.

E’ passato così quasi sotto silenzio il fatto che lo stesso Trump in persona tre giorni fa negli USA- ed il suo capo negoziatore Witcoff ieri a Riad- hanno ripetuto che gli Usa non hanno alcuna intenzione di abbandonare l’Europa e la Nato. Ma sul punto basterebbe ragionare:  un disimpegno americano sarebbe contrario agli interessi americani perché significherebbe abbandonare gli europei in balìa della Xi Jin Ping, molto più che di Putin. Trump sarà un rozzo palazzinaro, ma non è certamente uno stupido. Sa che il vero avversario è – e sarà sempre più- la Cina. Ma certi illustri illuminati non sembrano voler ragionare.  E’ bastato così che Trump chiedesse (certo più energicamente e perentoriamente di quanto non abbiano fatto i suoi predecessori) di riequilibrare gli oneri finanziari e militari all’interno della Nato, perché i nostri bright illuminati nostrani dichiarassero la morta della Nato e dell’alleanza euro-americana, la loro offesa inimicizia per Trump.

Non si capisce dove sarebbe la “rottura”, il “disimpegno”, il “solco”, la “voragine atlantica”, “l’abbandono” di cui parlano dai loro pulpiti politico mediatici, tra gli altri (e citando solo i più noti ed autorevoli) personaggi come Romano Prodi, Mario Monti, Mario Draghi, Paolo Mieli, Ezio Mauro. Tutti sembrano non sentire, non vedere e non ragionare più. A prima vista non si capisce su cosa basino le loro assertive convinzioni.

Ma a ben vedere, si capisce a cosa miri il loro coro. C’è una logica ed un metodo.

Il loro sembra, nella migliore delle ipotesi, un wishful thinking, un pensiero desiderante e magico. E’ (o sarà) così perché così io desidero che sia. C’è una logica: sognano un’Europa federale unita e armata al punti di divenire autonoma e indipendente dagli USA. Non basta loro un’Europa confederale, quella delle patrie e delle nazioni. No. La vogliono federale, perché vogliono la distruzion e dello stato nazionale. Anche per questo guardano al manifesto di Ventotene del 1941.

L’aspetto più esilarante è che, accusando i poveri ignoranti di essere rimasti a prima del novembre 2024. mostrano di essere rimasti loro con la loro testa ad un passato ben precedente, e cioè al 1938-41 e di non saper uscire da quegli schemi.

Bisogna capirli! Hanno passato la vita a pronunciare dei severi e reboanti “mai più”, e cioé a mettere in guardia i loro lettori e studenti contro un (impossibile) ritorno del nazifascismo e dagli atteggiamenti di “appeasement” di quell’epoca. Molti di loro vogliono, a sinistra la morte delle patrie, delle nazioni, oltre che della religione tradizionale e della famiglia. Hanno subito anche delle corbellature per queste loro ossessioni. Ora non pare loro vero di poter utilizzare quelle loro categorie mentali obsolete ad una situazione attuale: per di più emergenziale. E così non riescono a interpretare il “fenomeno Putin” se non assimilando il leader russo ad un “nuovo Hitler” ed il “fenomeno Trump” se non come un “nuovo mussolinismo”. Sono perciò tentati di vedere la loro incipiente intesa sulla guerra in Ucraina come un nuovo “asse di ferro” ed un nuovo “patto d’acciaio”.

Viene il sospetto che lo facciano anche per sentirsi dei “novelli Churchill” e anche dei padri della Europa del futuro come dei “nuovi” Schumann o De Gasperi.

 Contro di loro un giorno si potrebbe ritorcere, parafrasando proprio Churchill: “dovevate scegliere tra la pace, non perfetta e non del tutto “giusta”, di Trump e la guerra. Avete scelto di rifiutare la prima, stavate favorendo la guerra.

Autore

  • Redazione

    Nuovo Giornale Nazionale è una testata Online totalmente indipendente, di proprietà dell’associazione Libera Stampa e Libera Comunicazione LIBERCOM.

Ricevi i nostri articoli via mail!

Ogni giorno i contenuti del Nuovo Giornale Nazionale sulla tua casella di posta elettronica

Non inviamo spam! Leggi la nostra Informativa sulla privacy per avere maggiori informazioni.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui