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NATO E DINTORNI

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Visto che nelle lunghissime e spesso inutili discussioni in Tv sulla presunta ma erronea convinzione di molti che affermano della necessità di creare un esercito unico europeo invece che di 27 eserciti ci corre l’obbligo di smentire questa affermazione su cui si stanno accapigliando in molti con scontri verbali incredibili. Infatti c’è un vitale precedente che ha funzionato molto bene dal 1949 ed è quello della Nato.  

Sia chiaro a tutti che nel Trattato istitutivo l’Alleanza Atlantica non dispone di un esercito proprio, bensì si avvale delle forze armate dei Paesi membri. Esse sono, in via preliminare, sotto il comando e controllo esclusivo dei rispettivi Capi di Stato maggiore, fino a quando non vengono assegnate alla NATO dai Paesi stessi per intraprendere compiti nell’ambito di attività dell’organizzazione, sulla scorta di quanto pianificato dalle strutture politiche e militari dell’Alleanza atlantica. Il tutto fa capo alla Military Structure of Nato. Ad essa aderiscono: Albania, Belgio, Bulgaria, Canada, Croazia, Rep. Ceca, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Islanda, Italia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Montenegro, Paesi bassi, Macedonia del Nord, Norvegia, Polonia, Portogallo, Regno Unito, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Stati Uniti, Svezia, Turchia, Ungheria ben 32 Paesi. Sul totale dei militari della Nato abbiamo che gli USA ne mettono in campo il 41,8%, la Turchia il 13,6%, la Francia il 6,5%, la Germania il 5,8%, l’Italia il 5,5%, la Gran Bretagna col 4,9%, la Spagna al 3,8%, la Polonia col 3,7% e la Grecia al 3,3%.

Dai dati del 2024 e dalla cartina sottostante appare chiaro che Italia in primis, seguita a ruota da Spagna, Portogallo e Belgio hanno speso meno del 2% del proprio PIL. Si ricorda che dall’ex presidente Obama, si era nel 2008 e a seguire tutti sia Biden che Trump avevano richiesto di portare le proprie spese militari Nato almeno al 2% ma nessuno rispose.  

L’attuale spesa per la difesa a parità di costi è di 461 miliardi di dollari per la Russia e di 457 miliardi per l’UE più la Gran Bretagna.

Nel mondo su segnalazione della Defensenews si apprende che le 10 aziende top di difesa militare sono appena 10, di cui 6 negli Stati Uniti, 3 in Cina, 1 in Gran Bretagna e nessuna in UE. Inoltre il fatturato delle industrie di difesa è pari a 260 miliardi di dollari negli USA e di 120 in Cina.

Per quanto riguarda, invece, la vitale tecnologia Stealth per i caccia invisibili delle

aviazioni l’UE non la possiede essa, infatti, è totalmente nelle mani americane che a breve, 2030, possiederanno ben 500 caccia con questa vitale tecnologia. Rimanendo in area aeronautica gli USA hanno i più grandi aerei militari da trasporto con i Boeing C-17 che può portare un carico massimo di ben 78 tonnellate mentre l’Europa, con l’Airbus A400M, arriva a 37 tonnellate. Airbus è controllata dai governi francese, tedesco e spagnolo attraverso rispettivamente la SOGEPA, la GZBV e dalla SEPI. Se si passa ai sistemi aerei di controllo utilizzati dalla Nato ne troviamo 14 degli Stati Uniti e nessuno degli altri Paesi aderenti al Patto atlantico.

Dall’International Institute for strategic Studies si apprende che 221 lanciarazzi sui 291 presenti in Europa per la difesa dello spazio aereo sono stati prodotti negli USA e che l’altro importante produttore è la Turchia. Per completare tale difesa aerea ci sono le batterie Samp-T che hanno la vitale funzione di neutralizzare i missili balistici nemici orbene lo scorso 14 marzo, durante la visita del ministro della Difesa ucraino Umerov, abbiamo appreso che non ci sono più munizioni per poterli caricare ed utilizzare.

Altra vitale novità, piaccia o non piaccia, è che la Germania unitariamente ha modificato la propria carta costituzionale in Parlamento approvando un programma di spesa militare di ben 500 miliardi di euro finanziati a deficit superando le forche caudine del deficit e del debito di bilancio. Forniamo tutti questi dati ai nostri lettori per favorire al meglio la comprensione di quanto sta accadendo nel mondo.

Il problema è che gli altri stanno decidendo noi no!  

Per concludere il quadro d’insieme abbiamo che i Paesi della Nato hanno un parco di ordigni nucleari così suddiviso: Stati Uniti 3.708, Francia 290 e Gran Bretagna 225

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  • Redazione

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