
«Che cosa costrinse Cossiga all’intransigenza, sebbene il Dipartimento di Stato desse “luce verde” alla trattativa coi BR?» Silenzio. È bizzarro. Non se lo chiedono neppure i venerati maestri vocianti contro la CIA. E veniamo ora a due imposture per spiegare l’opacità di questo silenzio, da Cossiga fino a oggi.
PRIMA IMPOSTURA Tale Steve Pieczenik apparve in un libro pubblicato nel 2008, “Abbiamo ucciso Aldo Moro”. Basti leggere un brano per svelare l’impostura: «La decisione di far uccidere Moro non venne presa alla leggera. Ne discutemmo a lungo, perché a nessuno piace sacrificare delle vite. Ma Cossiga mantenne ferma la rotta e così arrivammo a una soluzione molto difficile, soprattutto per lui. Con la sua morte impedimmo a Berlinguer di arrivare al potere e di evitare così la destabilizzazione dell’Italia e dell’Europa.» Il libro è una sequela di belle chiacchiere per dare a intendere che costui avrebbe influito sui BR. Come? Non si sa. perché questo sarebbe avvenuto? Per “impedire a Berlinguer di arrivare al potere”. Il governo col PCI si fece ugualmente.

Pieczenik inviato dal Dipartimento di Stato, lo stesso organismo che scrive a Cossiga di trattare coi BR per salvare la vita di Aldo Moro. C’è qualcosa che stride.
È disinformazione per coprire la verità. Steve Pieczenik fu spacciato come agente degli Stati Uniti per mano del Dipartimento di Stato del 2008. Non era della CIA, neppure della CIA di Jimmy Carter nel 1978. Il Dipartimento di Stato che gabella Pieczenik non è quello di Jimmy Carter. Siamo nel 2008, quando Pieczenik appare sulla scena in un libro stampato in fretta e furia. Nel 2008, gli Stati Uniti, grazie al colpo di Stato[1] di Tangentopoli hanno l’Italia in pugno dal 1992. I padroni di Pieczenick sono George W. Bush e il Segretario di Stato, Condoleeza Rice. Si chieda al giudice Gherardo Colombo: ”A chi giovò il colpo di stato? Chi lo pilotò?”
Rimangono sul tavolo le 4 costole rotte ad Aldo Moro e il documento nascosto da Cossiga, intransigente insieme a Enrico Berlinguer, Giulio Andreotti, Ugo La Malfa, Giorgio Almirante e Sandro Pertini, inopinato successore, dopo il primo colpo di Stato, quello del 16 marzo 1978, seguito dalla defenestrazione di Giovanni Leone[2]. Il Dipartimento di Stato di Jimmy Carter sollecitò la trattativa per salvare Aldo Moro. I suddetti statisti rimasero intransigenti dal 16 marzo al 9 maggio 1978. Poi calano all’unisono i calzoni per salvare un altro statista internazionale, tale Ciro Cirillo. Lo scopo dell’intransigenza nei 55 Giorni di Moro era chiudergli la strada del Quirinale oppure non avevano scelta perché un’entità li ricattava? Quale? Non la CIA, visto che avevano scritto a Cossiga di trattare. Facciamo bene attenzione.
Il 16 marzo 1978 dicono sia accaduto il “Golpe di Via Fani”[3].colpo di Stato, lo dicono autorevoli autori. Non c’è alcuna prova della presenza effettiva di Piekzenic a Roma nel 1978. Questa è una tesi di Cossiga, del Dipartimento di Stato di George Bush jr e dello stesso Piekzenic. Un po’ poco. Questa prima impostura necessita di due osservazioni.
La prima osservazione. I due colpi di Stato, del 1978 e del 1992, sono colpi di Stato ambedue veri e dalle estreme conseguenze, nell’Italia schiacciata fin dal 1960 fra due bufale: “la strategia della tensione” e il c.d. “golpe” [4]. Due ganasce politiche e semantiche, la prima nata fra le rotative de L’Espresso e del britannico Guardian, analogamente alla seconda, ma in spagnolo, dandole affinità cilene o franchiste. Alla resa dei conti il paradosso: “Tangentopoli”, pilotato dagli Stati Uniti nel 1992, segue il precedente del 1978 ma agevola i nipotini del misteriosamente defunto Enrico Berlinguer. Che cos’è accaduto con la morte di Aldo Moro?
La seconda osservazione. L’antifrasi di Cossiga[5], mercoledì 28 mar. 2001: «Io ho ucciso Aldo Moro», svelate tali imposture, è una lugubre ironia sul cadavere del morto ammazzato e torturato. Se si fosse saputo delle costole rotte, che cosa avrebbe detto? «Io ho ucciso e torturato Aldo Moro.»?
LA SECONDA IMPOSTURA L’apparizione del Pieczenick nel 2008, svela la volontà di spargere fumo, da parte del Dipartimento di Stato degli Stati Uniti; quello di Bush, quello del 2008 non quello del 1978. La domanda precedente: “Che cosa è accaduto con la morte di Aldo Moro?” è vicina a una risposta.
Il Dipartimento di Stato e Cossiga gabellano la misteriosa presenza di Steve Pieczenik a Roma nei giorni di Aldo Moro, incaricato di manipolare i BR fino a uccidere il rapito. Che cosa vuol dire “manipolare”? Come manipolò un gruppo di terroristi marx leninisti? Non lo spiega e, poiché non l’ammanettarono, è troppo tardi per chiederlo. Il diavolo fa le pentole ma non i coperchi; stavolta ha dimenticato pure i manici. Nel 1978 c’era un documento del Dipartimento di Stato, come abbiamo visto, che voleva Aldo Moro vivo. Come mai né George Bush, né Condoleeza Rice (vertice del Dipartimento di Stato), né Cossiga che lo ebbe nel suo cassetto, nessuno dei tre ricordò il documento del 1978 e invece appare tale Piekzenic? Il documento del Dipartimento di Stato di Carter, riaffiora solo nel 2024. Che sbadati.
Vi sono 4 pesanti fatti non trascurabili: 1) Cossiga nasconde il documento del Dipartimento di Stato del 1978 che lo sollecita alla trattativa; 2) Cossiga nasconde le 4 costole rotte nella sua relazione al Parlamento e nelle deposizioni davanti alle commissioni parlamentari; 3) Cossiga nasconde l’esplosivo in via Fani nella sua relazione al Parlamento e nelle deposizioni davanti alle commissioni parlamentari; 4) il Dipartimento di Stato del 2008, quello di George Bush, protegge Cossiga.

Un comune interesse lega Nush a Cossiga, come l’usuraio alla sua vittima: finché questa sopravvive può pagare il suo debito. Quale?
È evidente: la morte di Aldo Moro non la volle Jimmy Carter né il suo segretario di Stato, Cyrus Vance. La morte di Aldo Moro fu voluta dallo Stato italiano ostentando l’intransigenza farlocca. Dietro molte cortine, c’è l’ombra dei cekisti dell’Unione sovietica. Ma fra queste cortine, uscito di scena Ronald Reagan, entrano in gioco il Dipartimento di Stato USA e la CIA.
Era il luglio del 1981, quando su proposta di legge del ministro del Tesoro Beniamino Andreatta, Banca d’Italia non entrò più nelle aste primarie di collocamento dei titoli di Stato come prestatore di ultima di istanza (per comprare i titoli di stato invenduti o calmierare le aste nel caso in cui le offerte degli investitori privati fossero state troppo basse) lasciando campo libero alle banche private, agli operatori e agli speculatori finanziari.
Le banche private comprarono e rivendevano debito pubblico, ma nessuno sapeva che le stesse banche erano titolari delle quote di maggioranza della Banca d’Italia. La CIA e gli USA divennero i padroni dell’Italia e tengono la bocca chiusa oggi, quando i loro stessi agenti italiani li chiamano in causa per via Mario Fani.
In tutto questo Kissinger non ha ruoli, quale che fosse quello dal 1966 al 1977. È un fatto innegabile: mentre sparavano in via Mario Fani, il segretario di Stato operativo fu Cyrus Vance, dal 20 gen. 1977 fino al 28 apr. 1980, che scrisse a Cossiga di trattare per Aldo Moro..
Dopo il documento del Dipartimento di Stato di Jimmy Carter, dopo la nebbia su due prove gravissime, le 4 costole rotte e l’esplosivo in via Fani per mano di Cossiga, non della CIA o del KGB, veniamo alla terza delle sei prove che svelano la fandonia sugli USA e sulla CIA.
Nessuno ricordò in Italia le politiche di Aldo Moro, nel Mediterraneo e sui diritti umani, pienamente condivise col presidente Jimmy Carter, recentemente scomparso a 100 anni. È un altro fatto – non una supposizione – un fatto a testimoniare l’impossibilità che Jimmy Carter e Israele, nel 1978, potessero volere la morte di Aldo Moro. I venerati maestri dimenticano gli Accordi di Camp David del 17 set. 1978, cui seguì il trattato di pace tra Israele e l’Egitto nel 1979, il primo tra Israele e un paese arabo.
Gli Accordi di Camp David si negoziarono subito dopo la Guerra dello Yom Kippur del 6 ottobre 1973. Il Segretario di Stato, il perfido Henry Kissinger, avviò la cosiddetta “diplomazia navetta”, per trattare accordi tra Israele, Egitto e Siria. La possibilità di successo si vide solo nel novembre 1977 – quattro mesi prima di via Mario Fani – quando il presidente egiziano, Anwar Sadat, fece la storica visita a Gerusalemme, rivolgendosi alla Knesset israeliana per proclamare la volontà dell’Egitto di negoziare la pace con Israele. (2-continua)
[1] P.Sansonetti ”Tangentopoli fu un colpo di Stato” Il Riformista 5 apr. 2023
[2] Cfr. Capitolo Settimo del Secondo Volume
[3] Giuseppe De Lutiis” Il Golpe di Via Fani” ed. Sperling & Kupfer 2007
[4] Il Capitolo Quarto del prossimo libro inchiesta smaschera interessi e autori della bufala “strategia della tensione”.
[5]Radio Radicale, audio di 4 minuti e 8 secondi https://www.radioradicale.it/scheda/180840/cossiga-io-ho-ucciso-aldo- moro





