Home Opinioni PUBLIC INVESTMENT FUND (PIF) صندوق الاستثمارات العامة‎?, ṢUNDŪQ AL-ISTIṮMĀRĀT AL-ʿĀMMA)

PUBLIC INVESTMENT FUND (PIF) صندوق الاستثمارات العامة‎?, ṢUNDŪQ AL-ISTIṮMĀRĀT AL-ʿĀMMA)

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Sul sito l Public Investment Fund (PIF) (in arabo صندوق الاستثمارات العامة?Ṣundūq al-Istiṯmārāt al-ʿāmma)https://www.pif.gov.sa/en/ del governo saudita possiamo leggere

925BN USD

Assets Under Management (approx.) 
1.1+ Million

Direct and indirect jobs created domestically and globally
103

PIF portfolio companies created
13

Strategic sectors
 
Stiamo scrivendo di uno dei più imponenti Fondi Sovrani al mondo, il fondo sovrano creato in Arabia Saudita, sede Riyad,  nel 1971 finalizzato agli investimenti governativi sauditi.
L’attuale Presidente è il principe Mohammad bin Salman Al Sa’ud ,  che condurrà il fondo alla Saudi Vision 2030 con l’obiettivo di far divenire il PIF il primo fondo sovrano al mondo.
Il fondo ha investimenti, partecipazioni,governance, in quasi tutti i comparti economico finanziari strategici a livello planetario. Visitare il sito istituzionale come sopra citato permette di verificare la capacità operativa, i settori di investimento che vanno dall’agricoltura alla energia non tralasciando il settore industriale puro come quello della trasformazione delle materie prime.
L’Arabia Saudita è un primario attore nello scenario geopolitico internazionale.
Riguarda questa Stato della Penisola Arabica sia la politica degli “Accordi di Abramo” con altro protagonista i nostri fratelli di Israele, sia le dinamiche dei Paesi Brics come elementi alternativi alla economia occidentale.
La classe dirigente saudita ha studiato nelle università anglosassoni, è inserita nei consigli di amministrazione delle grandi corporation statunitensi, ha relazione alla pari con tutte le cancellerie che governano il globo terrestre.
Ma esiste anche un altro aspetto, che deve essere evidenziato.
Si pensa che il denaro sia tutto, e spesso lo è, ma esiste per i “Credenti” prima di ogni cosa DIO.
Le religioni abramitiche, l’Ebraismo, il Cristianesimo e l’Islam, nascono in Medio Oriente, e l’Arabia Saudita è custode delle città sante dell’Islam come Mecca e Medina, e ciò rende questa nazione primaria tra le popolazioni sunnite e sciite.
Tornando agli aspetti prettamente economici di recente il nostro Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha sottoscritto con l’Arabia Saudita ben 26 accordi riguardanti energia e commercio come scritto e riportato sul sito https://www.geopolitica.info/italia-arabia-saudita-energia-idrogeno/ per un valore di 10 miliardi di euro, A riguardo possiamo citare accordi per:
– Transizione Energetica
– Interconnessione delle Reti
–  Progetti Sostenibili con la Saudi Electricity Company e ACWA Power 
 
E’ necessario aggiungere, con riferimento al ruolo della nostra SACE anche
– Finanziamento per il progetto NEOM per 3 miliardi di dollari
– Collaborazione con Saudi Electricity Company (SEC)
– Progetti di energia rinnovabile e desalinizzazione
 
Su tutto l’attuazione del “Piano Mattei” considerando i nostri interessi nazionali per la costruzione della “Via del Cotone” e del  Corridoio H2South come principale rotta energetica nel Mediterraneo. E nelle conclusioni gli interessi delle nostre aziende strategiche come Leonardo, Fincanieri ed Elettronica.
Stiamo assistendo ad un passaggio epocale nei rapporti internazionali.
La nuova Yalta si chiama Gedda , ridente città sul Mar Rosso sede tra l’altro della Banca Islamica per lo Sviluppo. E’ a Gedda che si tratterà il nuovo assetto mondiale. Al tavolo, come già scritto in precedenti articoli, statunitensi,russi, ma sopratutto sauditi con ospiti i cinesi e la supervisione di Israele destinata a garantire la sicurezza militare di tutta l’area grazie alle elevate competenze di merito del Mossad.
E l’Europa?
Con buona pace degli europeisti da “bar dello sport” che vivono di spot pubblicitari, di lezioni ripetitive dei professoroni “trombati dalla Storia”, che sarebbero ringraziati per l’eternità se si dedicassero alla vela ed allo sci oltre che allo shopping, un esempio di competenza,capacità e conoscenza per tutti. Vogliamo ricordare chi ha nominato la UE dal 1 giugno 2023 al 28 febbraio 2025 Rappresentante Speciale UE per i Paesi del Golfo? Ebbene il nome è una garanzia, Luigi Di Maio detto “Giggino” dove alla voce paesi del Golfo andava spiegato non trattasi di Castellamare di Stabia o Torre del Greco. Ma non è il peggiore visto tutti gli scandali di parlamentari europei beccati con le “mani nella marmellata” come in ultimo i lobbisti pagati dai cinesi di Huawei.
A Gedda si tratta per l’Ucraina, ma non solo.
Si tratta per le risorse prime, per l’energia, per la IA, per la demografia, per i nuovi assetti continentali.
Per trattare chi si siede ha forze armate, testate nucleari, petrolio, soldi, servizi segreti, alleanze con i grandi fondi internazionali, ma sopratutto “visione” intesa questa come proiettare i propri interessi economici nel futuro.
Cosa altro scrivere…..nulla o quasi. Se questi sono i presupposti e ciò che possiamo assistere sono spettacoli indecorosi di bagarre parlamentari su documenti storici di cui buona parte dei partecipanti alle risse non hanno neanche mai letto una pagina possiamo solo andare alla municipalità di Gedda e chiedere la concessione di licenza per apertura di ristoranti, pizzerie e bar.

Autore

  • Redazione

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