Home Opinioni EFFETTO SERRA, OVVERO LA MANIFESTAZIONE PROMOSSA DA UN GIORNALONE

EFFETTO SERRA, OVVERO LA MANIFESTAZIONE PROMOSSA DA UN GIORNALONE

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di Marforius

Come molti sanno, soprattutto grazie alla grancassa mediatica, si è tenuta ieri a Roma una manifestazione, precisamente a Piazza del Popolo, alla quale hanno aderito circa 30.000 persone.

La manifestazione, titolata “Una piazza per l’Europa” ha avuto come oggetto un qualcosa di variegato, che ricomprende la solita supponenza dei soliti noti che alzano il ditino, unitamente al richiamo alle armi indirizzato al popolo smarrito, soprattutto dai continui contrordini che mettono a dura prova anche le fedi più granitiche.

Il titola evoca una tematica, che avrebbe richiesto, e non solo oggi, un diffuso dibattito fra i cittadini, le forze politiche e  le componenti sociali tutte. Ma così non è e non è stato, visto che le forze politiche sono dedite ad altro, soprattutto ad autoconservarsi mediante la rielezione e la capacità di fare le cosiddette nomine.

Non poteva, allora, certo mancare, di fronte all’assordante silenzio riguandante un argomento così significativo,  l’ormai consueta furbesca azione dell’autonominata intellighentia, che come al solito vuole dirigere ed appropriarsi della piazza.

In realtà è accaduto, analogamente ad ogni consesso societario che si rispetti, che un socio, insoddisfatto dagli amministratori (in questo caso i partiti di riferimento), convochi l’assemblea dei soci stessi, per ricercare un nuovo assetto alla compagine sociale al fine di trovare nuove strategie e ovviamente risultati positivi. Così ha fatto, proponendo la manifestazione, un giornalista appartenente alla scuderia di un noto giornalone, sicuro punto di riferimento di una certa sinistra, dei radical chic, della fratellanza dei ZTL e dei devoti del deep state, che sovente qualcuno pretende di considerare in modo complessivo “società civile”.

Si è così consumata, al di là delle anime pie, una operazione di marketing, volta a supplire ai disastri del più importante partito di riferimento e della sua armocromistica segretaria, compreso quello avutosi riguardo il recente voto europeo relativo al progetto di riarmo.

Allora quale occasione migliore per manifestare e quindi aggregare, cogliendo gli accadimenti che si verificano, soprattutto in questi tumultuosi giorni. Sicuramente è cosa buona e giusta sostenere l’Europa e ovviamente favorirne la sopravvivenza, che, al di là dei convincimenti delle anime belle e dei bamboccioni, può essere garantita solo dalla deterrenza, come la storia ci insegna.

Quindi una manifestazione che implicitamente avrebbe dovuto rammentare i nostri padri latini allorché sentenziavano “si vis pacem para bellum”. Invece no quello che conta è il marketing, ovvero far credere di essere gli unici soggetti degni di considerazione e quindi gli ottimati che meritano il governo in aeternum e quindi il voto, i quali non hanno bisogno di proporre cose concrete, logiche e coerenti con la realtà fattuale.

Così abbiamo avuto chi ha manifestato dichiarando, in modo vacuo, di voler difendere l’Europa, che per di più non esiste come soggetto statuale, dimenticando che sino ad oggi siamo coperti dall’ombrello della NATO, tanto avversata da gran parte di lor signori. Ombrello che, in ogni caso, a medio termine appare necessario, ammesso che si sia in grado di creare nel tempo una difesa efficace ed autonoma.

Allora come sottacere che siamo di fronte al solito tentativo, per di più contraddistinto da un palese affanno, volto come al solito ad aggregare per aggregare, con il quale peraltro celare l’andamento della guerra in Ucraina e i correlati costi umani e finanziari a carico degli europei.

Quindi ecco la solita piazza, nella quale si sbandierano i vessilli utili per la circostanza, riempita dai soliti ingenui partecipanti, privi di consapevolezza e di capacità critica, soprattutto vittime dei soliti imbonitori.

Peraltro, cosa ci possiamo aspettare da chi ha sostenuto tutto e il contrario di tutto, pur di rimanere in sella e governare. Per costoro la cosa più importante è, per tornare alla allegoria societaria, continuare a staccare i dividendi, grazie anche alla manipolazione delle coscienze dei poveri cittadini, che nei fatti è l’azione che favorisce il consenso.

Autore

  • Marforius

    MarforiusMarforius, il Marforio del XXI secolo, in omaggio alla celebre statua "parlante" di Roma. Proclama la verità senza filtri ed esprime, in modo sferzante, il malcontento popolare e le proteste politiche e sociali degli italiani verso chi, fingendo di fare gli interessi del Belpaese, fa i propri.

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