
La Françafrique ormai è un ricordo e mentre Emmanuel Macron sogna di comandare le armate europee contro la Russia che ci vuole invadere, i suoi militari vengono cacciati dall’Africa. Dopo Niger, Burkina Faso, Mali, ora tocca al Senegal.
La fallimentare gestione dei rapporti con le nazioni africane ex colonie è tutta lì da vedere, ma Macron è troppo impegnato a fare la Campagna di Russia e così l’Africa se ne va e intrattiene rapporti con la Russia.
Una beffa del destino? No, incapacità manifesta di un leaderino.
La Francia ha avviato formalmente il ritiro militare dal Senegal, cedendo due strutture chiave al Paese.
L’Ambasciata francese ha confermato che le strutture nelle installazioni Maréchal e Saint-Exupéry a Dakar sono state restituite, essendo già pronte dalla scorsa estate.
Al momento sono ancora operative tre basi militari francesi rimanenti, tra cui quella di Camp Geille, che saranno chiuse e restituite alle autorità senegalesi, con un calendario ancora da definire.
Questa decisione segue la richiesta del Presidente senegalese Bassirou Diomaye Faye di rimuovere le forze straniere, rispecchiando la crescente resistenza alla presenza francese in Africa occidentale.
E’ probabile che le FF.AA. francesi rimangano in loco solo per supportare programmi addestrativi ad hoc, a richiesta delle autorità senegalesi.
L’influenza francese nell’area è pesantemente diminuita, con il ritiro anche dal Burkina Faso, Niger e Ciad, segnando il quasi completo ritiro di Parigi dal Sahel.
Sebbene sia stata creata una commissione per coordinare il ritiro, l’Ambasciata francese non ha specificato il numero di militari francesi rimasti in loco ed i tempi di chiusura delle ultime basi rimaste.
Allo stato attuale la Francia mantiene in Africa un consistente dispositivo militare solamente a Gibuti dove sono presenti contingenti delle Forze Armate e della Gendarmerie Nationale.





