
di Giuseppe Augieri
Non devi pensare se quello che credi, e perciò dici, e se puoi fai, abbia un fondamento logico. Magari un pizzico più logico di quello che si dice in giro. Se questo ti “allontana” dai tuoi, dal tuo gruppo, sei fuori. Sei contro. Sei l’altro. Sei il nemico. E se se fuori, e la tua coscienza – politica e non – ti impedisce di cercare consensi “altrove”, sei solo. Isolato. Out. Il dialogo? Solo se sei accettato come componente del gruppo. E quindi con stretti limiti. Perché chi è fuori del gruppo è il nemico. Ben più che l’avversario. Sicuramente mai l’interlocutore.
E’ la logica del branco. E’ la filosofia di una stagione, questa che viviamo, che definire di civiltà sarebbe imbarazzante. Per tutti coloro che non vogliono confondere la adesione culturale con la militanza, che si rifiutano di “essere” ma accettano di condividere analisi, percorsi, obiettivi solo se ne sono convinti, e sono leali in questo, questa logica deteriore pone problemi di coscienza. Non pochi, difficili da gestire.
Mi ha colpito, sulla vicenda del ReArm Europe, che i principali mass media si siano impegnati nel contare quante distinzioni ci fossero nella maggioranza e nell’opposizione, per contare “i traditori” nelle fila del “nemico” e compiacersene, anziché andare a fondo ai diversi ragionamenti che ne erano la causa. Una sorta di stupore perché “le divisioni” – così sono state etichettate le diverse posizioni – fossero trasversali ai raggruppamenti politici. Ma come, anche nel mio gruppo? Che si discutesse di qualcosa che segnerà la storia ed il futuro di due generazioni non sembra essere stato colto. Qualche tentativo di capire le motivazioni è miseramente annegato nel pregiudizio ormai imperante: “è trumpiano”, no “è putiniano”, no è “sovranista”. Purtroppo per qualcuno, è mancato solo la possibilità di parlare di “rigurgito fascista”. Ma non è detto nel prossimo futuro. Il paradosso è che sono rimasto tra i pochi – io, proprio io – a sostenere che Schlein non avesse detto una sciocchezza quando ha parlato di difesa comune da contrapporre a riarmo nazionale.
La logica del branco prevale nella politica, almeno quella italiana. La virulenza dello scontro è arrivata ad un culmine che spero sia la punta di una parabola: e che dunque possa iniziare a calare. Ma sta investendo non solo i rapporti tra Partiti: riguarda anche – appunto con il ReArm Europe manifesto dell’evidenza – i rapporti internazionali. E’ incominciato tutto da qualche anno: da quanto la “tranquilla incoscienza” che nulla potesse cambiare rispetto al paradigma: “la sicurezza da Washington, l’economia da Berlino, l’energia da Mosca” con l’aggiunta di “mercato e guadagni da Cina” è sparito: ma vi erano stati segnali inequivocabili che stesse spirando. E la logica del branco non ammette che vi siano stati errori e disattenzioni.
Con questa struttura del pensiero dubito che possa ritornare il “fare politica”. Purtroppo credo anche che la guerra finirà per essere inevitabile.





