
di Alessandro Roazzi
In attesa che Zelensky ceda, non sarebbe male che l’Europa prosegua a gestire la micidiale situazione con un informale direttorio politico che releghi ad esecutori Bruxelles e Strasburgo (meglio sarebbe…spettatori).
Mi sembra difficile sfuggire al detto romano “si vis pacem, para bellum” intendendo la importanza della difesa comune. Semmai sarebbe utile capire se l’aumento delle spese “teatralmente” annunciato dalla Baronessa preveda anche limiti alla vendita di armi nel mondo con esclusivi guadagni privati o perlomeno il loro riassorbimento per un utile comune.
Sarebbe bene però’ proprio per tale motivo ripristinare contemporaneamente quella Europa sociale a favore dei ceti più deboli, oggi dimenticata soprattutto per il neoliberismo delle élite di ex sinistra, dato che dalla destra nazionalista non c’era da attendersi nulla se non assistenzialismo domestico.
Certo che una Europa nata dalle ceneri reali della Seconda guerra mondiale su obiettivi di libertà, cooperazione, pace duratura, solidarietà’ dovrà rivedere necessariamente i suoi valori di riferimento in un mondo dove la lotta per l’egemonia si avvia alla resa dei conti e pesano soltanto la legge del più forte e comunque i rapporti di forza.
Regole, istituzioni sovranazionali, equilibri multipolari appaiono infatti come quelle cataste di libri gettate nel fuoco di un profetico Farhenheit 451.
Un’Europa per giunta con un tradizionale alleato stufo di fare il Benefattore anche perché la sua logica imperiale è messa in discussione seriamente, smanacciando di tutto e di più.
Altro che sussulto, servirebbe un poderoso cambio di visione di come assicurare la sopravvivenza.
Pensate quanto ridicoli sono i paletti sui deficit ed altre regole economiche, o le astruserie di tante norme europee oppure anche programmi di primaria importanza come il superamento del gap tecnologico posizionati in futuri temporali da suicidio.
Difficile però capire se nascerà, da questo frangente tremendo della storia, una classe dirigente veramente all’altezza come necessario.
Ma c’è altra via d’uscita?





