
di Marco Sarli
Mi sono fidato (ma ci si può realmente fidare di qualcuno o qualcosa in questo che Antonello Venditti che, come anche Lucio Dalla abitava a pochi metri da casa mia quando abitavo a Trastevere, definiva a ragion veduta un “mondo di ladri”) del fatto che questa settimana la conduzione di Prima pagina, la fortunata trasmissione di Rai radio tre è affidata al Vice di Repubblica (uno dei sei vice direttori) nonché responsabile degli approfondimenti del quotidiano romano fondato da Eugenio Scalfari, nonché giornalista investigativo di primaria grandezza per porre a Carlo Bonini una semplice e secca domanda: come mai trascorsi appena due giorni dallo scoop de La Verità sulla presunta tangente, e sottolineo presunta, da ottanta milioni citata dall’ex presidente del Consiglio Massimo D’Alema in una telefonata a quanto pare intercettata a sua insaputa, presunta tangente relativa ad una, anche essa presunta, maxi commessa per navi ed armi alla Colombia, presunta commessa che poi sarebbe sfumata lasciando a bocca asciutta i presunti protagonisti, tra cui il presidente della società Leonardo Alessandro Profumo ex enfant prodige del mondo bancario italiano, un personaggio che verrà ricordato per la creazione attorno all’ex banca un tempo guidata con piglio deciso da Raffaele Mattioli, dando vita al colosso quasi globale UniCredit presente in decine di nazioni e che si batte con il gruppo Intesa S. Paolo per la primazia nell’un po’ arretrato sistema bancario, una vicenda un po’ oscura quella della presunta tangente e dell’altrettanto sfumato contratto che non vede resoconto alcuno sui principali quotidiani italiani e sugli altri mezzi d’informazione.
Ho chiamato inutilmente sia ieri che oggi e altrettanto farò nei giorni a venire in attesa che qualcuno mi chiarisca nei fatti quale è la “mission” della Libera Stampa nel nostro Paese.
Al terzo tentativo sono finalmente riuscito a parlare con Carlo Bonini, vice direttore del quotidiano della Repubblica grande quotidiano romano fondato bel 1976 dallo scomparso Eugenio Scalfari e di proprietà di Carlo De Benedetti, quotidiano che si affiancava L’Espresso, il settimanale vero e proprio incubo dei governi democristiani prima e e di quelli pentapartitici poi.
Bonini, come già cennato, è molto conosciuto nell’ambiente per essere uno dei maggiori giornalisti investigativi italiani e non si contano le inchieste a sua firma nonché la sua partecipazione a gruppi di lavoro a livello internazionale.
Sul caso in questione mi ha risposto sottolineando che quello che c’è di strano nella diffusione nella notizia dell’indagine della procura della repubblica di Napoli sulla presunta tangente da 80 milioni in favore di due cittadini colombiani e di Massimo D’Alema e di Alessandro Profumo è la completa assenza di una reazione da parte dell’intero arco parlamentare della quale i giornali avrebbero certamente parlato.
È quest una circostanza su cui riflettere e molto!





