
Leggo i giornali e apprendo che non dobbiamo essere contenti se Trump riuscirà a far tacere le armi in Ucraina e a fermare la strage di giovani ucraini e russi. Non sarebbe fine.
Per il Corriere della Sera un accordo di tregua sarebbe “l’ora più buia” dell’Ucraina “peggio dell’invasione” perché “metterebbe Zelenski nell’angolo” (sic, Lorenzo Cremonesi!) . Leggo anche che un patto propiziato da Trump sarebbe persino peggiore di Monaco 1938 perché “del tutto privo di dignità” (Paolo Mieli), e che rappresenterebbe “la fine dell’Occidente” (R. Glucksmann). Un accordo propiziato da Trump sarebbe addirittura “un affare sporco” secondo la rappresentante dell’UE, Kaja Kallas.
Nasi arricciati si possono intravvedere in molti commenti di politici e giornalisti che pure si dicono amanti della pace. Si ha l’impressione che preferirebbero che la guerra e le stragi continuassero ancora a lungo, in eterno, fino all’ultimo ucraino. Si dispongono sin d’ora a definire ingiusto ogni accordo di tregua e di pace propiziato da quel puzzone di destra (forse fascista?) di Trump. Piuttosto che una pace propiziata da lui, meglio la guerra. Logico, no?





