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RIPRESA DEL DIALOGO E PRELIMINARI DI PACE

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di Carlo Di Stanislao

“La pace non è assenza di guerra: è una virtù, uno stato d’animo, una disposizione alla benevolenza, alla fiducia, alla giustizia”
Baruch Spinoza
 
“La pace non è unità nella somiglianza, ma unità nella diversità, nel confronto e nella conciliazione delle differenze” 
Michail Gorbačëv
 
Vivere in pace dovrebbe essere una condizione imprescindibile per la vita di tutti noi, eppure l’umanità ancora oggi non è in grado di garantire una totale assenza di conflitti.
 
Nonostante il progresso scientifico e tecnologico raggiunto, da questo punto di vista non ci siamo molto evoluti rispetto ai secoli e ai millenni passati. L’odio, la violenza, la sete di potere sono, purtroppo, dei sentimenti troppo difficili da debellare. Quel che ci resta è continuare a sperare nella pace ed agire in modo da poterla un giorno raggiungere.
 
L’amministrazione Trump ha rilasciato  Alexander Vinnik, un cyber criminale russo che l’anno scorso si è dichiarato colpevole di cospirazione per commettere riciclaggio di denaro, come scambio per la liberazione dell’insegnante americano Marc Fogel: lo scrive il New York Times, citando un funzionario statunitense a conoscenza della questione.
 
Vinnik, riferisce il Nyt, è un criminale non violento (come prevedeva una delle condizioni Usa) e sta rinunciando a decine di milioni di dollari in beni nello scambio.
 
Mercoledì il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha detto di aver parlato al telefono con il presidente russo Vladimir Putin e di aver concordato l’inizio delle discussioni per negoziare la fine della guerra russa in Ucraina. Gli Stati Uniti farebbero da mediatori con l’Ucraina, il cui governo è stato informato della telefonata solo in seguito. Per ora non si sa su quali basi potrebbero avvenire questi negoziati.
 
La telefonata rappresenta un passo in avanti notevole nei rapporti tra Russia e paesi occidentali da quando è iniziata la guerra in Ucraina: l’ultima telefonata tra un presidente statunitense e Putin risaliva al 12 febbraio 2022, poco prima dell’inizio della guerra, e in quel caso a parlare con il presidente russo era stato il predecessore di Trump, Joe Biden.
 
Trump ha scritto della conversazione con Putin sul suo social network Truth e, poco dopo, la telefonata è stata confermata dal portavoce del presidente russo, Dmitri Peskov. Trump si è limitato a dire di aver parlato con Putin di varie questioni, ma soprattutto che «entrambi» hanno «concordato di voler fermare i milioni di morti nella guerra tra Russia e Ucraina»». In realtà secondo le stime più recenti le morti nella guerra tra Russia e Ucraina sarebbero diverse centinaia di migliaia, non milioni.
 
Solo dopo la telefonata con Putin, Trump ha parlato anche col presidente ucraino Volodymyr Zelensky: anche quest’ultimo non ha dato informazioni su come dovrebbero avvenire i negoziati con la Russia. Ha detto che ne discuterà con il vicepresidente statunitense JD Vance e con il segretario di Stato Marco Rubio alla conferenza sulla Sicurezza di Monaco, un grande evento annuale che inizierà venerdì.
 
Dopo la telefonata, Trump ha detto ai giornalisti alla Casa Bianca di aspettarsi anche di incontrare Putin in un prossimo futuro, forse in Arabia Saudita, paese con cui sia Stati Uniti che Russia hanno stretti rapporti politici e commerciali. Al tempo stesso Peskov ha detto che il governo russo ha invitato Trump a Mosca, ma al momento non ci sono state risposte dagli Stati Uniti.
 
Ai giornalisti Trump ha anche detto di ritenere improbabile che se finisse la guerra l’Ucraina potrebbe tornare ai confini precedenti al 2014, cioè che possa riprendere i territori della penisola di Crimea, annessa illegalmente dalla Russia, e del cosiddetto Donbass, la regione dell’Ucraina orientale in cui si trovano le repubbliche autoproclamate di Donetsk e Luhansk, zone formalmente ucraine che sono gestite da separatisti appoggiati dalla Russia. Ha però aggiunto di ritenere che «alcuni» di quei territori potrebbero tornare all’Ucraina sulla base di un accordo di pace, senza specificare quali territori e in che modo.
 
Trump ha fatto queste dichiarazioni un giorno dopo che Zelensky aveva detto per la prima volta in un’intervista al Guardian di essere favorevole a uno scambio di territori con la Russia per negoziare la fine dell’invasione russa e della guerra. Mercoledì Peskov aveva risposto però negativamente al presidente ucraino, definendo la possibilità di uno scambio di territori impossibile: «La Russia non ha mai discusso e non discuterà mai di uno scambio relativo al suo territorio».

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  • Redazione

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