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DA GAZA A SANREMO E RITORNO

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di Giovanni Negri

Gentile signor Gianluca Mercuri, raffinato Pensatore del Corriere della Sera, oggi lei si distrae dal Festival di Sanremo per spiegarci un paio di concetti semplici semplici, niente meno che sulla fine incombente dell’Occidente:

“Posso dire con certezza che la proposta di Trump è la più idiota e pericolosa iniziativa di “pace” in Medio Oriente mai presentata da un presidente americano. Il grande giornalista americano Thomas Friedman non aveva ancora commentato l’orrore del piano Stella e Striscia, la pretesa trumpiana di impadronirsi di Gaza. Trump si è mosso con fare da padrino, tra minacce e ricatti appena velati agli Stati che dovrebbero avallare il suo maxi-progetto immobiliare con le fondamenta della pulizia etnica…..un piano approvato solo da da un suprematismo white and western esplicito, che non comprende come a Gaza l’Occidente si giochi tutto”.

Ora, le voglio solo far presente che il bilancio storico della vicenda palestinese mostra che un disastro da almeno 80 anni è in effetti davanti agli occhi di tutti. Ma che si tratta del disastro palestinese , non del disastro dell’occidente.

Per ben 4 (quattro) volte i leader Palestinesi hanno rifiutato la proposta di creazione di uno stato sovrano, preferendo il ruolo (e i sussidi) di eterne vittime internazionali, per l’esattezza, come di seguito si può vedere.

1) Proposta della Commissione Peel 1937, consistente in Gerusalemme Est, Gaza, Giudea, Samaria e Negev (80% del territorio assegnato allo stato ebraico palestinese dal Mandato per la Palestina del 1922.

2) Risoluzione ONU 181/1947 consistente in Gerusalemme Est, Gaza, Giudea, Samaria e Negev (40% del territorio della Palestina ebraica del suddetto Mandato).

3) Offerta del governo Barak nel 2000 consistente in Gerusalemme Est, Gaza, Giudea, Samaria e Negev (40% del territorio della Palestina ebraica del suddetto Mandato).

4) Offerta del governo Olmert nel 2008 consistente in Gerusalemme Est, Gaza, Giudea, Samaria e Negev (40% del territorio della Palestina ebraica del suddetto Mandato).

Contemporaneamente tutti i paesi arabi, nessuno escluso hanno categoricamente rifiutato lungo questi decenni, sia di accogliere i Palestinesi, sia di impegnarsi in una gestione comune dI Gaza.

Ora, dopo il 7 Ottobre, siamo approdati alla proposta di Trump.  Che letta goliardicamente si traduce nella grottesca comica di Mar a Gaza e di un investimento immobiliare, ma letta politicamente – come dovrebbe leggerla un giornalista che fa il suo mestiere – altro non è che la candidatura USA a un ruolo di Presidio e Garanzia militare a Gaza per imporre la smilitarizzazione e la fine di ogni attività terroristica nella Striscia.

Quindi, signor Mercuri, prima di sproloquiare di fine dell’Occidente e di Suprematismo White, faccia il piacere di rileggersi due briciole di Storia. E torni, nel frattempo, a fare articoli sul Festival di Sanremo.

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  • Redazione

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