
di Sergio Restelli
In una mossa che sottolinea il suo incrollabile impegno nella campagna di “massima pressione” contro l’Iran, l’amministrazione Trump ha deciso di revocare l’esenzione dalle sanzioni precedentemente concessa all’India per lo sviluppo del porto iraniano di Chabahar. Questa decisione, mascherata dalla retorica della necessità di limitare l’influenza regionale di Teheran e le sue ambizioni nucleari, ha ripercussioni che vanno ben oltre le relazioni tra Stati Uniti e Iran.
Per l’India, infatti, non si tratta di un semplice aggiustamento di politica estera, ma di un vero e proprio terremoto geopolitico. Situato nel sud-est dell’Iran, il porto di Chabahar è da tempo al centro della visione strategica dell’India per la connettività regionale. Per Nuova Delhi, non si trattava solo di un’iniziativa commerciale, ma di un elemento chiave per aggirare il Pakistan e ottenere un accesso diretto all’Afghanistan e all’Asia centrale. Il porto era anche cruciale per l’ambizione indiana di promuovere la stabilità regionale, offrendo all’Afghanistan, privo di sbocchi sul mare, un’alternativa commerciale vitale.
Proprio per questo ruolo favorire lo sviluppo economico e ridurre la dipendenza da Islamabad, Washington aveva concesso l’esenzione dalle sanzioni su Chabahar nel 2018.Revocando tale esenzione, l’amministrazione Trump ha di fatto messo l’India in una posizione difficile. Per anni, Nuova Delhi ha investito risorse significative nel porto, vedendolo come un contrappeso all’influenza cinese nella regione, specialmente nel vicino Pakistan. Il porto di Gwadar fulcro della Belt and Road Initiative di Pechino, che si trova a soli 72 chilometri da Chabahar. Il coinvolgimento indiano in Iran era quindi pensato come un necessario bilanciamento strategico. Tuttavia, la nuova linea dura di Washington rischia di mandare all’aria questi piani, costringendo l’India a trovare soluzioni alternative in tempi stretti. Questa decisione minaccia anche di far deragliare uno dei più ambiziosi progetti di connettività della regione: il Corridoio Internazionale di Trasporto Nord-Sud (INSTC). Ideato per collegare l’India all’Europa passando per l’Iran e la Russia, l’INSTC è un elemento cruciale della strategia commerciale di Nuova Delhi.Chabahar rappresentava la porta d’accesso a questo corridoio. Senza di esso, la grande visione di una connettività efficiente con l’Asia centrale e oltre potrebbe vacillare, costringendo l’India a riconsiderare il proprio ruolo nel progetto e le sue più ampie ambizioni regionali.
Ma al di là delle conseguenze economiche tangibili, si profila una sfida diplomatica ancora più complessa.Per l’India, il progetto Chabahar ha sempre rappresentato la capacità di destreggiarsi tra alleanze e rivalità intricate. Collaborando con l’Iran in questa iniziativa, Nuova Delhi era riuscita a bilanciare la sua crescente vicinanza agli Stati Uniti senza alienare Teheran. Ora, questo delicato equilibrio è in pericolo. La decisione di Trump costringe l’India in un angolo scomodo, obbligandola a scegliere tra la sua autonomia strategica e il rafforzamento dei legami con Washington. Questa mossa potrebbe avere anche conseguenze impreviste per l’intera regione. L’Afghanistan, già alle prese con una profonda instabilità, rischia di vedere trasformare quel simbolo nell’ennesima vittima delle manovre geopolitiche, lasciando l’India a raccogliere i pezzi proprio alla vigilia della visita del Primo Ministro Narendra Modi alla Casa Bianca.





