
di Fabrizio Abbate*
Si può regolamentare l’intelligenza artificiale?
E’ un dei quesiti che ci siamo posti nel salotto della intelligenza artificiale di Enia, al fine di affrontare tale tematica, anche se forse è opportuno fare preliminarmente delle considerazioni metodologiche essenziali.
Attualmente nel mondo vi sono diverse opinioni.
Quella anglosassone che è contraria ad una regolamentazione giuridica e che preferisce affidarsi all’autoregolamentazione interna dei grandi soggetti proprietari. Ciò perché si sostiene che bloccherebbe il progresso.
Cui si contrappone quella europea, che ritiene la necessità di regole (su cui il salotto sta riflettendo e su cui faremo osservazioni). Ma il problema di fondo non è affrontato.
L’IA è regolamentabile (alla lunga)? https://amzn.eu/d/ag6VqXH
Vi è poi una congerie piuttosto numerosa di autori che si cimentano e ipotizzano regole riguardanti l’IA (sulla cui efficacia torneremo) ma neanche costoro si pongono l’interrogativo di fondo che è preliminare.
Costoro trattano l’IA coma una delle tante materie (tecnologiche e scientifiche) che si sono susseguite nei secoli e che sono state regolamentate e dunque perché non dovrebbe essere così per l’IA? Ecco perché non si pongono neanche il problema.
Cioè costoro smentiscono se stessi (che enfatizzano l’IA) per poi equipararla a tutte le altre tecnologie, negando che l’IA sia un’innovazione così clamorosa rivoluzionaria e travolgente da costituire l’inizio di una nuova era nella storia umana www.neoevo.org. Era che noi abbiamo chiamato NEO EVO appunto per sottolineare il cambio radicale che si sta consumando sotto i nostri occhi con velocità impressionante.
Al NEOEVO (età dell’intelligenza artificiale) abbiamo dedicato un libretto NEO EVO PROSSIMO VENTURO appunto per spiegare perché è una svolta epocale non una semplice continuazione dello sviluppo moderno. Non a caso in un mio libri, Extrafallaces (un giallo Fantasy), ho sostenuto che si tratta di una partita a scacchi con l’Apocalisse (non un semplice sviluppo) il cui esito è al momento indecifrabile, ma al tempo stesso decisivo per le sorti dell’umanità.
Ecco perché nel nostro approccio prima di proporre regole vogliamo esaminare i vincoli e i limiti https://youtu.be/EX6LRmJICmE?si=0TpVNefB_Fj2K2sN.
E lo facciamo ponendo interrogativi aperti a tutto la comunità gli studiosi e tecnici perché è tema così decisivo che occorre uno sforzo comune convergente https://youtu.be/QlNrCovoi5Q?feature=shared.
E nel salotto IA dell’ Enia noi discuteremo di questi temi e di questi dubbi Passiamo quindi ad esaminare i temi che pongono dubbi e interrogativi sulla IA e sulla possibilità di regolamentarla facendo preliminarmente riferimento a due articoli precedenti pubblicati su questo giornale, per non dilungare il presente che ne è la terza parte.
Articolo su intelligenza artificiale plurale o singolare https://www.nuovogiornalenazionale.com/index.php/italia/opinioni/20908-intelligenza-artificiale-singolare-o-plurale.html
Articolo che contesta la definizione amplissima e ambigua di IA che comprende sia delle tecnologie super intelligenti ma tutto sommato rispondenti all’Uomo o meglio a chi ha inventato tale tecnologia-software e una IA che cominciando ad auto apprendere ad un certo. assume decisioni (anche operative) autonome che gli autori iniziali non possono governare (o forse neanche prevedere).
A queste due tipologie di IA fanno riferimento i due gialli epopea che ho scritto e su cui faccio rinvio in fondo a questo articolo. https://www.linkedin.com/posts/ente-nazionale-per-l-intelligenza-artificiale-e-n-i-a_ai-autenticitaeq-omogeneizzazione-activity-7263941836568711168-PM9t?utm_source=share&utm_medium=member_desktop
Ecco quindi, come semplice spunto di riflessione, gli interrogativi su cui ci confronteremo nel salotto enia prima di concretizzare le proposte di regolamentare l’iA in modo incisivo, proprio per dare un approccio di ampio respiro e rispondere agli interrogativi che di seguito si riportano.
Primo interrogativo
La definizione impropria di IA (tecnologia super o IA vera e propria) rende arduo indicare delle norme perché l’oggetto è eccessivamente indeterminato anzi in qualche modo assolutamente diverso e quindi ciascuna norma non si capisce a chi si applica e come.
Secondo interrogativo
La definizione di IA come singolare (quindi unicamente risponde ad una impostazione ideologica globalistica) vi è una sola IA più o meno potente la realtà e la crisi del globalismo fa emergere varie IA plurali con varie e differenziabili logiche e quindi discende una difficoltà di applicare le regole a tipologie potenzialmente molto distanti (per origini e per risultati).
Terzo interrogativo
La velocità di implementazione della IA davvero notevole fa da ostacolo a delle norme pensate con vecchie metodologie perché non riescono a seguire i tempi della innovazione della IA e sono perennemente in ritardo ( se non si cambia metodo per stabilire le norme) e da qui l’accusa di frenare lo sviluppo.
Quarto interrogativo
I limiti territoriali di regolazione sono da un lato troppo angusti (devono essere su base almeno continentale) ma da un lato sono confusi superabili e quindi tutti l’edificio regolatorio rischia di essere un pachiderma che enuncia regole che poi non riesce ad imporre.
Un caso analogo l’impero romano che per secoli aveva dato leggi regole che avevano codificato commerci e rapporti tra i popoli quando non riuscì più a difendere i confini (per invasioni e cristianesimo) crollò per impossibilità di farle vivere su tutto il territorio.
Ora in questo campo i confini appaiono ancora più labili, con il limite che potrebbero in parte esere difesi con la compressioni di taluni diritti.
Quinto interrogativo
Gli aspetti militari della IA non sono nettamente distinguibili da quelli civili anzi proprio la distinzione è priva di senso (esclusi i sistemi d’azione strettamente legati alle armi ma appunto per questo definibili come tecnologie intelligenti non IA).
Già ora la IA militare e di intelligence è esentata dalle norme ma non si tratta di un vero di un varco limitato e circoscritto bensì di un eccezione potenzialmente enorme e quindi capace di vanificare le norme.
Sesto interrogativo
Segreto industriale Il segreto su questo tema prescinde applicazioni di norme che facciano riferimento al base dati su cui la IA si è sviluppata. Occorre sapere da chi ha tratto i dati, con quali diritti dove consentito o trattenuto illegalmente chi e come può controllare. Insomma una serie di vincoli che se non adeguatamente valutati fanno delle norme astratte (e astrattamente belle) una scatola vuota o delle grida manzoniane che illudono di regolamentare mentre in realtà occultano i rischi.
Settimo interrogativo
Approccio privatistico ed economistico della IA: questa impostazione è voluta soprattutto in Occidente ma è fuorviante, infatti la distinzione pubblico privato valida in altri campi nel settore IA è ingannevole perché prevede un qualcosa che si riferisca all’individuo ma mettere sullo stesso piano o piani analoghi singoli individui (più o meno potenti e o ricchi) e entità così strapotenti da superare il PIL di singole nazioni pur importanti è una confusione assoluta (voluta??).
Affidarsi a questa distinzione appare assolutamente inidoneo, in campo IA e dunque le norme che non tengono conto di questo aspetto sono chiaramente destinate a inefficacia . Ora in tutto l’occidente l’approccio (finora) prevalente è appunto economicistico e mercantile.
Mentre l’IA supera ampiamente il limite di mercati e di interessi economici ed investe interessi umani e interessi imperiali non mercificabili e dunque questa impostazione non solo non è accolta in altre parti del mondo ma non è esaustiva.
Ottavo interrogativo
L’approccio formalistico giuridico adottato da chi vuole regolamentare l’IA. Vi sono infatti approcci che si limitano a suggerire regole senza però precisare come e da chi tutelate e come il singolo cittadino possa farle valere in presenza di soggetti smisuratamente più potenti ed invasivi. Questo approccio meramente formalistico invece di essere utile rischia di ingenerare sfiducia e disimpegno delusione e In definitiva è autoreferenziale e fa più danno di chi nega la possibilità di regolare la IA.
Nono interrogativo
Assenza della mano pubblica nella produzione di IA: in ossequio alla ventata privatistica e mercantilistica dei decenni scorsi, la mano pubblica appare quasi completamente assente nei sistemi europei e quindi non ci sono strumenti economici/imprenditoriali per confrontare e stimolare le imprese di IA come sarebbe stato con Imprese a partecipazione pubblica (tutte smobilitate dal mercantilismo EU).
Ciò comporta che ci si debba affidare solo a strumenti legali di limitata efficacia invece che al confronto concreto tra IA private e di partecipazione statale( vedasi la scellerata tesi UE degli aiuti di stato !!! vietati in un campo che non è solo economicistico!).
Il paradosso è che invece in Usa il controllo pubblico REALE è ottenuto tramite la committenza diretta(molto presente) militare, di intelligence, spaziale e quindi proprio lì dove sembra tutto non regolato in realtà vi sono strumenti regolatori statali molto forti anche se meno visibili.
Decimo interrogativo
Gli strumenti regolatori affidati alla best practice e alle autodichiarazioni di oligopoli.
Quanto sopra comporta che molti controlli siano affidati ai meccanismi interni degli oligopoli con conseguente inaffidabilità e molta ipocrisia.
In pratica si fa conto sulla “bontà loro” rinunciando ad un vero controllo, le sanzioni sono tardive e insufficienti molto spesso formali e facilmente scaricabili sugli utenti finali ( cioe i danneggiati !!) che non possono reagire per regime monopolistico o fortemente oligopolistico.
Undicesimo interrogativo
Il forte squilibrio nella tutela dei soggetti deboli rende il meccanismo regolatorio inefficace dal punto di cista della gente comune, al piu è un sistema in cui gli oligopoli possono regolare i conti tra di loro.
In pratica le regole tutelano i poteri forti e i luoghi comuni da questi imposti, raro rinvenire strumenti alla portata dei singoli cittadini, di singoli creatori, dei singoli autori. Vi è cioè una giustizia a due piani fortemente classista. Persino il concetto di soggetti deboli da tutelare è antiquato (circoscritto ai soliti minori, disabili, gruppi speciali) in quanto andrebbero tutelate molte più persone (anziani, utenti di grandi servizi, eccetera eccetera) che perlopiù si devono arrangiare.
Dodicesimo interrogativo
Mancanza di un piano di formazione universale di base. L’ UE ha Infatti previsto una attività formativa (cosa in sè importante) ma indirizzata agli operatori alle imprese. Ma tutti gli altri si dovrebbero arrangiare? come se l’attività formativa non avesse i costi? Insomma è il caso di dire arrangiatevi tutti (nel far web). Mentre infatti nell’Ottocento Novecento furono varati imponenti programmi di formazione di massa con scuole (dell’obbligo gratuite e pubbliche e universali) che mostrarono ben altro respiro e coraggio di affrontare i cambiamenti.
Ecco dunque che questa breve rassegna di ostacoli e domande sara la griglia attorno a cui rifletteremo.
Non abbiamo citato gli aspetti ETICI di tutto questo, aspetti che riteniamo importantissimi e ineludibili, ma che appunto per questo meritano analisi specifica ed altrettanto dettagliata , che ci vediamo costretti a rinviare alla prossima occasione., anche perche ancor piu pressanti si fanno in campo etico i temi della imputabilità della responsabilità.
Insomma non basta per affrontare il tema etico invocare ETICA , perche senza un a visione operativa e concreta sarebbe solo un esercizio retorico. Ecco dunque che nel salotto ENIA il momento dell’ETICA sara ben presente e verrà approfondito ma con un approccio filosofico-operativo e non come semplice orpello.
la griglia di temi su cui salotto IA dell’ ENIA sta avviando la riflessione https://youtu.be/VL4maGbk2t8?si=G3u4aCeNKf7O2xuY.
I temi sono qui solo accennati ma meritano ben altro sviluppo e saranno oggetto di ulteriori e ben più solide riflessioni mentre vengono qui solo elencati (brevemente) per far capire che regolare la IA (se sarà possibile) vuol dire affrontare concretamente questi punti e cercare soluzioni operative e coordinate perché non basta scrivere semplicemente regole vuote di contenuti e affidarsi alla buona sorte per la loro attuazione.
Se vogliamo mantenere un approccio dinamico dobbiamo usare tutti gli strumenti, non solo i vincoli o i divieti dobbiamo cioè operare su molti altri aspetti combinandoli assieme quali ad esempio:
incentivi economici, Mano pubblica, trasparenza delle fonti , Open Source, dobbiamo garantire sicurezza ai singoli non lasciarli abbandonati con una sicurezza affidata al fai da te in cui ciascuno si deve arrangiare e i poteri pubblici tutelano solo i piu forti ( le multinazionali) perche uno dei varchi di attacchi ostili sta proprio negli uomini, che se non formati diventano il punto di accesso degli hacker.https://youtu.be/9cGeAu_Xyqo.
Il tema della cybrersicurezza infatti è molto piu che un aspetto dell’IA, è un problema cruciale ed epocale cui dedicheremo particolare attenzione perche un IA non sicura puoi creare immensi danni, tantè che nel romanzo Extrafallaces https://amzn.eu/d/4EhUeAd.
tutto il mistero del giallo ruota su questa domanda chiave, come distinguere il vero algoritmo supremo ?come capire se vi è un secondo algoritmo supremo ( Eretikus) ? e nel finale poi c’è l’algoritmo pentito e persino l’algoritmo impazzito!! un girandola di sorprese appunto per far capire al grande pubblico quanto il tema sia decisivo e lo sarà nello scontro tra gli imperi mondiali
Occorre quindi un complesso di interventi dinamico per affrontare un passaggio di Era epocale e mobilitare (come stiamo facendo nel salotto Enia) competenze multidisciplinari che si confrontino in tutti i campi creando una dialettica tra tecnici e utilizzatori, (che oggi manca) perché i tecnici da soli sono solo autoreferenziali. Questa è la prossima sfida che tendiamo affrontare Naturalmente abbiamo delle ipotesi concrete da proporre non limitandoci ad elencare le difficoltà di regolazione dinamica della IA.
* presidente salotto intelligenza artificiale dell’ Enia Ente Nazionale intelligenza artificiale
per approfondire
https://www.ciaddnews.com/intelligenza-artificiale-in-salotto/
https://www.romait.it/neoevo-prossimo-venturo-lera-dellintelligenza-artificiale.html





