
di Antonius Gallus Lutidus
De epiroto negotio.
Undecimo anno Sergii Funebris Mattarelli
Pontifici Maximi ineunte, optimates, id est democraticae partis judices, proelium epiroticum contra consules gerere perseverabant.
Georgia Melonia Garbata, enim, africanas ac asiaticas gentes, quae palam vel clam sine intermissione in oras Italiae perveniebant, ad epirotam tellus adducere jusserat.
Maximum consensum italicarum gentium hoc decretum Georgiae Meloniae Garbatae tulerat. Societas judicum, quae ANM (Actio Necfanda Maxima) nomabatur, ferre nolens imperium perdere, sectatoribus suis adductionem illam quoquo modo impedire imperavit.
Nec semel, nec bis, sed ter adductiones judices delere juberunt, ad Georgiam debilitandam.
Italicae gentes, tamen, majored fidem et consensum Georgiae tribuebant quia radicitorum elegantium culturae pasti erant.
Sic Georgia consilium novum cogitavit.
(sequitur)
Traduzione
Dell’affare Albania.
All’inizio dell’undicesimo anno della Presidenza di Sergio Funereo Mattarello, gli aristocratici, cioè i giudici di sinistra, continuavano pervicacemente a condurre la guerra d’Albania contro il governo.
Giorgia Melonia Garbata, infatti, aveva ordinato di trasportare in terra albanese le moltitudini africane e asiatiche che senza sosta, palesemente o clandestinamente sbarcavano sulle coste italiane.
Questo ordine aveva portato a Giorgia Melonia Garbata un consenso grandissimo.
L’associazione dei giudici, che si chiama ANM (Azione Riservata Massima), non potendo sopportare di perdere il potere, ordinò ai suoi seguaci di ostacolare in ogni modo quel trasporto.
Non una, non due, ma tre volte i giudici, per indebolire Giorgia, ordinarono di annullare quei trasporti.
Le popolazioni italiane, tuttavia, concedevano sempre maggiori fiducia e consenso a Giorgia, perché erano sazie della cultura dei radical chic.
E così Giorgia pensò a una nuova soluzione.
(Continua)





