
Questa Europa, finto Stato delle multinazionali, è morta. Il motivo è chiaro, ma presuppone una premessa.
La premessa è che la multilateralità è coniugata con il globalismo e la bilateralità è coniugata con il multipolarismo.
La politica trentennale dei neocon, adottata da repubblicani Rino (repubblicans in name only, vedi Bush) e dal Partito democratico, ha prodotto nel Vecchio Continente l’Unione Europea di Maastricht (asse franco tedesco), il sorgere dei verdi e la trasformazione dei socialisti in progressisti (con tradimento della loro natura).
L’Unione Europea uscita da Maastricht è un finto Stato in mano alle multinazionali e alla finanza.
Il globalismo si basava sul predominio della finanza, sulla presunzione Usa di essere l’unica potenza mondiale dopo la fine dell’Unione Sovietica e sull’idiozia (vera idiozia a denominazione d’origine controllata) della fine della storia.
Quando si può pensare che la storia sia finita perché è finito un equilibrio significa essere degli alienati. E, infatti, gli alienati ci hanno regalato trent’anni di cose da matti.
L’idea dei globalisti neocon era ed è che Russia e Cina (idem dicasi per altri soggetti internazionali) fossero (siano) realtà al servizio della finanza, delle multinazionali e degli Usa e che per quanto riguardava il Vecchio Continente fosse necessario (sia necessario) il multilateralismo che, tradotto in altri termini, significa trattare con la Commissione e non con gli Stati appartenenti all’Unione.
Il problema è che l’Unione Europea non è uno Stato e che la Commissione non è l’esecutivo di uno Stato.
Il risultato, voluto con l’impianto istituzionale di Maastricht, è che l’Unione Europea è un mercato, una moneta, una burocrazia e che, non essendo uno Stato, consente alla finanza e alle multinazionali di fare il bello e il cattivo tempo, imponendo concretamente, al di là dei paraventi, politiche a loro funzionali, come il Green Deal, la lotta al cambiamento climatico, le idiozie woke, il transgender, il transumanesimo e le varie porcherie al seguito.
Le popolazioni europee, grazie al multilateralismo, hanno visto, ad esempio, acquistare i vaccini da parte della Commissione secondo logiche ancora non chiare (eufemismo)..
Il multilateralismo ha consentito alle multinazionali e alla finanza, grazie a verdi e socialisti e con l’acquiescenza massimamente colpevole del Partito popolare europeo, di sottoporre le popolazioni europee ad una sperimentazione di controllo sociale, di censura, di propaganda, di psycological operations degne del nazismo e dello stalinismo (pandemia docet).
Il libero mercato è stato piegato ad una pianificazione puntigliosa di tipo sovietico e a un’oppressione burocratica stalinista che piace molto alle logiche fabiane che qualche nostalgico socialista nostrano continua a pensare appartenere al socialismo storico.
L’Unione Europea di Maastricht, coniugando multilateralismo e globalismo, ha fatto del Vecchio Continente una gigantesca cavia in base ad una sperimentazione fallita, come sono falliti i regimi nazifascisti e comunisti della seconda metà del secolo scorso.
Comunque di sperimentazione dittatoriale si tratta.
Con l’arrivo di Donald Trump il mondo vede materializzarsi l’altro coniugio, quello tra multipolarismo e bilateralismo.
Il multipolarismo presuppone la presa d’atto che gli Usa non sono l’unica potenza del mondo e che è necessario, con le altre potenze, definire aree di influenza e equilibri da mantenere stabili.
Il coniuge naturale del multipolarismo è il bilateralismo, ossia il rapporto tra Stati.
Usa, Russia, Cina, India, Arabia Saudita sono Stati, mentre non lo è l’Unione Europea, ragione per la quale , con il radicale mutamento del paradigma che viene dagli Usa (non tanto e non solo da Trump) l’Unione Europea, questa Europa, è morta.
Gli Usa (e non solo loro) tratteranno con gli Stati sovrani, sulla base delle convenienze reciproche, della lealtà e dell’affidabilità.
L’Unione Europea, copertura istituzionale di un esperimento fallito, è morta. Il tema è come fare il funerale senza che si producano altri guai.





