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2025 – IL GRANDE GIOCO (6) – AL DIPARTIMENTO DIFESA USA COMUNISMO APPLICATO MALE

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Segue da: https://www.nuovogiornalenazionale.com/index.php/estero/politica-internazionale/21516-2025-il-grande-gioco-5-neocon-e-dem-hanno-disarmato-lamerica.html

“Tutti, compresi i russi e i cinesi, hanno abbandonato il comunismo, tranne Cuba e il Dipartimento della Difesa. L’unico problema è che siamo dei cattivi comunisti. Gestiamo un processo centralmente non pianificato che non ha né i presunti vantaggi di un’economia pianificata né i (molto superiori) vantaggi di un mercato libero”.

Così, nello studio: “The defense reformation” del 31 ottobre, Palantir stigmatizza la situazione nella quale trent’anni di politica neocon ha ridotto l’assetto militare Usa.

Forse sarebbe utile cominciare a chiamare i neocon “neocom”, ossia neocomunisti pianificatori secondo gli schemi dell’Unione Sovietica stalinista abbandonati dagli eredi del comunismo: lupi travestiti da agnelli.

Riferisce lo studio di Palantir che Bill Greenwalt (American Enterprise Institute, ndr) spiega “i peccati dei nostri tentativi mal riusciti di copiare i comunisti”.

“Questo approccio [di ideologia e gestione] – spiega Bill Greenwalt – , ora profondamente radicato nella cultura, nei processi, nelle leggi e nei regolamenti della gestione della difesa, si basa sui concetti di gestione scientifica che un tempo erano di moda nell’Unione Sovietica e all’avanguardia nell’industria automobilistica statunitense degli anni ’50 prima di essere superata dal Giappone negli anni ’70. Si pensava allora che la programmazione, la gestione e il controllo centralizzati e predittivi fossero superiori al processo di prova ed errore e al disordine della sperimentazione decentralizzata vincolata dal tempo e alla presunta inefficienza di avere molteplici fonti che prototipano rapidamente soluzioni potenziali”.

Secondo Palantir “non esiste un processo che possa salvarci” e la “riforma sarà dolorosa”. “Il nostro processo di budget centralizzato, di gestione e supervisione predittiva valuta il tempo speso, non il tempo risparmiato. Valuta i costi e lo sforzo, non il valore e i risultati”.

Prima di proseguire nella lettura di un rapporto che chiarisce in modo lampante cosa sta accadendo nella macchina militar-industriale Usa, è opportuno ricordare, come ha rivelato il  Financial Times,  che esiste  un’alleanza tra Palantir, Anduril Industries (specializzata in droni e sistemi autonomi) e SpaceX di Elon Musk, con l’obiettivo di creare un nuovo polo di potere e di contractor nel settore della difesa.

Se questa “triade tecnologica” dovesse prevalere, non solo lo scenario tecnologico, ma anche lo scenario geopolitico potrebbe cambiare radicalmente: da un lato, i colossi tradizionali come Lockheed Martin e Boeing, dall’altro, la “Silicon Valley della guerra” rappresentata da Palantir e i suoi alleati.

Da quanto si capisce e da come si muove Elon Musk, c’è da pensare che la partita al Pentagono sia stata vinta da Palantir e dai suoi alleati.

Ed eccoci arrivati al punto che ci fa capire la svolta avvenuta nel kombinat militar-industriale americano, appannaggio, per trent’anni dei neocon (neocom).

“Il Grande Scisma – spiega Palantir – ha creato una religione nel governo che è ignara o sminuisce gli esiti della legge di potenza derivanti dal talento della legge di potenza. A Silicon Valley li chiamiamo ingegneri 10x o 100x, intendendo che sono 10 a 100 volte più preziosi e produttivi degli ingegneri normali. Un tempo capivamo questo anche nella difesa: Rickover, Kelly Johnson, Ed Hall e innumerevoli talenti leggendari combattevano la burocrazia e facevano le cose. Sembra che generalmente apprezziamo che Usain Bolt sia più di un talento generazionale – persino il medagliato d’oro a Parigi 2024 non è stato più veloce di lui. Ma questo è vero anche per Tom Mueller, Elon Musk, Palmer Luckey, Brian Schimpf, Ryan Tseng e i Fondatori del First Breakfast. Riformare il sistema significa rinunciare alla conformità comunista che ci rallenta e liberare i leader carismatici che possono guidare i risultati – in sala riunioni e sul campo di battaglia”.

Ecco una delle parole chiave del disastro: burocrazia. Apparatčik. Il cancro di tutte le democrazie.

“La radice della nostra patologia – sostiene Palantir – è la mancanza di competizione all’interno della Difesa. […] Quando persiste solo il monopsonio, le cose non funzionano, sono costose e ci rendono più deboli”

monopsonio, lo ricordo, è una situazione di mercato caratterizzata dall’accentramento della domanda da parte di un solo soggetto economico e dall’impossibilità per altri acquirenti di entrare sul mercato.  

E qui arriviamo ad un punto centrale della riflessione di Palantir che ci riguarda direttamente.

Il governo italiano è attualmente in trattative con SpaceX, guidata da Elon Musk, per garantire servizi di telecomunicazione sicuri. Secondo varie fonti, l’Italia potrebbe concludere un accordo quinquennale da 1,5 miliardi di euro con SpaceX per la fornitura di un sistema criptato di massimo livello per le reti telefoniche, i servizi internet del governo, le comunicazioni militari e i servizi satellitari per le emergenze. Le trattative sono state descritte come avanzate, ma il governo italiano ha smentito che siano stati firmati contratti o conclusi accordi definitivi con SpaceX per l’uso del sistema di comunicazioni satellitari Starlink. Tuttavia, ambienti governativi ammettono che ci sono state interlocuzioni con l’azienda come parte dei normali approfondimenti con società del settore.

L’interesse per SpaceX è motivato principalmente dai costi relativamente bassi dei servizi offerti rispetto ad altre alternative. Ad esempio, il progetto europeo IRIS² o la costruzione di una propria costellazione satellitare italiana sarebbero molto più costosi, con stime che superano i 10 miliardi di euro. Questo ha portato a un dibattito politico, con l’opposizione che richiede maggiori chiarimenti e trasparenza su queste trattative, mentre alcuni membri del governo vedono l’accordo come un’opportunità significativa per l’innovazione e la modernizzazione delle infrastrutture di telecomunicazione italiane.

La differenza tra 10 miliardi e 1,5 miliardi è ben spiegata da Palantir quando approfondisce i costi della macchina militar-industriale Usa.

“Il contratto a costo più profitto – spiega Palantir – rende la nazione più stupida, più lenta e più povera. Forse è il modo giusto per acquistare una portaerei, ma è il modo sbagliato per il 95% delle cose. Priva di qualsiasi ricompensa per procedere più velocemente o sviluppare approcci innovativi, istituzionalizzando la mancanza di incentivo a competere sul prezzo valorizzando il tempo speso rispetto al tempo risparmiato. SpaceX ha ridotto i costi di lancio dell’85% — questo semplicemente non è possibile in un dominio basato sul costo. Infatti, la NASA ha stimato il costo dello sviluppo del razzo SpaceX a 4 miliardi di dollari quando SpaceX lo ha fatto per 400 milioni. Il costo più profitto è la ragione per cui i costi della difesa crescono più velocemente dell’inflazione e non risultano in diminuzioni cumulative delle prestazioni di prezzo. Nel mondo commerciale, le persone sono viste come costose e la tecnologia è considerata economica. Nel governo, c’è una perversione dove le persone sono viste come abbondanti e la tecnologia è vista come inaccessibile. Nel frattempo, Starship ridurrà i costi di lancio di 100 volte rispetto al Falcon 9 e di 1.000 volte rispetto ai discendenti degli approcci cost-plus in un arco temporale che è ben all’interno del ciclo di sviluppo del F-35, che costa 2 trilioni di dollari con solo il 30% disponibile”.

Nella riflessione che avviene sulla stampa italiana sulla dotazione di servizi di telecomunicazione sicuri, uscendo dal pollaio delle polemiche italiote, forse sarebbe utile cominciare a guardare ai grandi processi in atto nell’Occidente che, quasi per miracolo, sta uscendo da trent’anni di oppressione della finanza globalista per entrare in una fase nuova, che guarda ad un futuro che non assomigli ai piani quinquennali stalinisti, abbandonati da tutti coloro che hanno provato l’esperimento comunista e che una banda di lupi travestiti da agnelli voleva imporre all’Occidente, deprivandolo di ogni energia economica e militare e rimbambendolo con l’ideologia woke, accompagnata dalla polizia orwelliana del pensiero unico politicamente corretto.

Autore

  • Silvano Danesi

    Silvano Danesi, laureato in Filosofia all’Università Statale di Milano. Dopo la laurea ha seguito studi storici e antropologici, ha pubblicato diversi saggi di storia, antropologia e massoneria, e ha tenuto varie conferenze e seminari.

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