
di Savino di Scanno
Michel Albert (1930-2015) è stato un brillante e capace economista francese. Consigliere di Francois Mitterand, Presidente dell’Unione Cristiana Internazionale dei Dirigenti di Azienda, professore come Segretario Permanente della Academié des Sciences Morales et Politique dal 2005 al 2010, ha dato alla stampa nel 1991, pubblicato in Italia nel 1993, un testo che ha fatto scuola dal titolo “Capitalismo contro Capitalismo” di cui lo scrivente ne ha una copia nel suo archivio/deposito ormai colmo di testi che prima o poi verranno donati a qualche scuola.
In questo testo il professor Michel Albert pone in confronto due tipi di capitalismi, quello anglo sassone e quello renano/alpino di stampo centro europeo. Sono visioni completamente opposte di interpretare le dinamiche socioeconomico e finanziarie del Capitalismo che pur avendo le sue origini nel Medio Evo o Tardo Medio Evo solo nell’ ‘800 assume connotati che stravolgono l’emisfero occidentale, dando origine a quelle forme politiche, denominate “democrazie” che andranno a sostituire le varie dinastie monastiche che avevano governato sino ad allora.
Nel durante il fiorire di ideologie, dal liberalismo al socialismo, con i loro pensatori e filosofi di cui colme biblioteche e scaffali di librerie.
Il pregio di Michel Albert è porre degli esempi concreti a queste differenze, che non sono solo ravvisabili nel descrivere il Capitalismo anglosassone come espressione del predominio della finanza, basti pensare a Wall Street ed alle grandi banche d’affari, alla visione a “breve” dell’orizzonte geopolitico, alla affermazione dell’individualismo più sfrenato in contrapposizione al Capitalismo renano con fondamento la Germania ove premiante una visone sociale di lungo periodo, la presenza di ammortizzatori sociali , una visone finanziaria di lungo termine.
Un esempio per tutti è la politica tariffaria assicurativa.
Il sistema renano/alpino sceglie la “tariffa demografica”. Nella semplificazione per assicurare una persona sugli eventi “vita” come una pensione integrativa od un rischio morte, si guardano le tabelle attuariali.
Il sistema anglosassone, e lo scrive chi da giovane è stato direttore commerciale di una società a Londra “Lloyd’s broker” guarda l’aspetto personale, come la componente professionale, sociale, lavorativa, il reddito percepito o percepibile, costruendo “ad personam” la polizza più adatta.
E’ solo un esempio tra i tanti.
Ma il libro “Capitalismo contro Capitalismo” introduce il vero tema dell’articolo, ovvero che quando si scrive di Capitalismo si dovrebbe scrivere di Capitalismi.
Proprio nei giorni scorsi il Presidente USA uscente Biden ha premiato, tra i vari personaggi, la Signora Clinton ed il famigerato Soros.
Clinton, Soros, sono stati espressione di un Capitalismo Globalista, che ha introdotto politiche a supporto come l’economia green, ma anche come collante sociale la dottrina woke, il transumanesimo, il pensiero unico, la società liquida, con l’obiettivo di trasformare, in parte riuscendo, le masse informi in meri consumatori. Nulla a voler aggiungere quando Galbraith scriveva delle bolle speculative del Capitalismo definendolo una Economia della Truffa.
Si ricordi lo scandalo della Lehman Brother ove il giorno prima il titolo costituiva uno dei primi 5 titoli del paniere azionario delle famiglie statunitensi ed il giorno dopo il tracollo finanziario, e sempre lo scrivente lo può scrivere perchè operava in Borsa a Milano in quel periodo.
Oggi abbiamo Trump alla Casa Bianca, con Elon Musk che va a sostituire Soros, e la guerra, perchè di guerra stiamo scrivendo, continua e continuerà sempre più feroce, basta verificare che il giorno stesso che Trump andrà ad insediarsi a Washington sulla montagna fatata di Davos i globalisti inizieranno il loro convegno. Ma tutto ciò non basta, perchè su questa enorme scacchiera su più piani i giocatori non sono solo due interpretazioni di Capitalismo. Siedono adesso i Paesi Brics, con la Russia e la sua politica di guerra ibrida definita dottrina Gerasimov con l’allegato dell’Eurasia di Dugin con l’alta operatività del KGB/FSB che si ricordano ancora quando furono costretti a vedere il crollo del Muro di Berlino. Siedono i Cinesi con l'”Arte della Guerra” fondata sull’inganno ove il Partito Unico riesce ad ottimizzare le politiche del libero mercato a prorpio favore.
Abbiamo anche una novità che per lo scrivente è estremamente positiva, ovvero un nuovo ruolo di Israele che con IDF e Mossad sta’ stabilizzando il Medio Oriente per permettere la realizzazione della Via del Cotone.
Ma abbiamo un’altra novità. Questo Paese, fondamentalmente di cialtroni e traditori come di recente riaffermato anche dal nostro Marforius, su questo scacchiere ha una Sua Regina, Giorgia Meloni che si augura che dopo la recente vicenda di Cecilia Sala si sia convinta che molti “nemici” li ha in casa e che confermare gli stessi personaggi pressoché in ogni stanza del potere è un pericolo costante. Giorgia Meloni realmente giocherà una partita importante e chi scrive Le fa i massimi auguri.
Ma abbiamo nuove sfide dove sarà necessario confrontarsi.
Mentre i soliti idioti continuano ad aggiornare le cartine geografiche e solo ora si accorgono che l’Artico e le sue rotte da almeno 15 anni è territorio russo, che il Canale di Suez è una appendice del Mediterraneo strategica, ci voleva Elon Musk per spostare gli interessi nello spazio, e chi controllerà lo spazio controllerà il mondo ed i continenti, più o meno come gli Ateniesi affermavano per i mari.
Ma si termina con un’ultima considerazione. Il Capitalismo ha generato un ultimo “mostro”. Le criptovalute.
Sulle criptovalute si scateneranno gli scenari più perversi sino alla pura eversione dell’ordine finanziario internazionale ma forse i nostri esperti di intelligence, quelli che pontificano nelle università e regalano premi e riconoscimenti ormai a tutti, quelli che nella loro esistenza una spia non la hanno mai vista neanche nei film di James Bond anche se alcune riviste patinate dedicano a questo nome una sezione, non lo sanno.
Il mondo và avanti con buona pace dei professori dai cognomi importanti, ma per un semplice motivo.
E’ il “conto economico” che fa’ fede nei bilanci, sia degli Stati che della grandi corporation. Non considerare le caselle dare/avere, costi/ricavi, potremmo scrivere semplicemente ciò che i consulenti aziendali sintetizzano nell’acronimo Ebitda (solo per ricordare il mestiere che si fa) che vale anche le Ragionerie Generali dello Stato, determina la vita e la morte delle Istituzioni.
Agli studiosi dell’inutile un tema per il 2025. Come inciderà la IA sulla occupazione, sui nuovi posti di lavoro, sulle attività produttive?
Studiate……





