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LA VERITÀ È CHE L’AMERICA HA PAURA

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Scrivere questo titolo, per una serie di brevi articoli, non è stato facile. Immaginare che coloro che ci hanno protetto per più di un secolo, liberato dal nazismo, e poi dal comunismo, regalato musica, moda, liberalismo, abbiano paura è un esercizio che genera disconforto.

Tuttavia, alcune azioni USA degli ultimi anni – soprattutto dal 2008, direi – ci confermano che il colosso ha paura.

Di tante cose. Del mondo, non delle idee. Dei poteri altrui, non delle filosofie. Della tecnologia, non del progresso.

Vi va di esplorare insieme queste paure? 

Primo capitolo: la Russia[i]

1. La Dottrina Gerasimov e la strategia di destabilizzazione progressiva

La Dottrina Gerasimov, articolata in sei fasi cumulative, mira a indebolire avversari senza dichiarare guerra, infliggendo danni permanenti e sistemici. Nella prima fase, impiega strumenti non militari, come cyber-attacchi, disinformazione e sabotaggi economici, per destabilizzare le strutture statuali. L’interferenza nelle elezioni USA del 2016 ha polarizzato l’opinione pubblica, compromesso la rappresentazione della volontà popolare ed il patto sociale, minando le fondamenta stesse della più grande democrazia del mondo.

Le fasi successive introducono strumenti militari in contesti incerti. In Ucraina, forze paramilitari hanno destabilizzato il Donbass, evitando risposte NATO e creando una crisi duratura. Ogni fase amplifica i danni, lasciando cicatrici profonde su istituzioni e coesione sociale.

2. Il cambiamento climatico e il dominio russo nell’Artico

Lo scioglimento dei ghiacci ha reso il Canale del Nord navigabile tutto l’anno, aprendo nuove rotte commerciali. La Russia, con la costa artica più estesa, ha militarizzato la regione e consolidato il controllo su riserve di petrolio e gas non sfruttate, rafforzando la leadership energetica.

La flotta sottomarina russa opera indisturbata, aumentando la capacità deterrente. L’esercitazione “Umka-2021” ha dimostrato l’efficienza della Marina russa nell’Artico, includendo il coordinamento tra sottomarini nucleari. Questo controllo rafforza la posizione russa contro l’influenza USA nella regione, trasformandola in un teatro geopolitico cruciale.

3. L’intervento in Ucraina e la capacità militare russa

L’operazione russa in Ucraina combina tattiche convenzionali e ibride, usando droni, armi di precisione e operazioni cibernetiche per destabilizzare rapidamente il paese. Attacchi a infrastrutture critiche e operazioni cyber hanno paralizzato la risposta ucraina, rivelando vulnerabilità NATO.

L’Ucraina è un campo di prova per nuove strategie militari, come l’impiego del Gruppo Wagner. Queste tattiche rafforzano la percezione della Russia come minaccia militare multidimensionale, capace di destabilizzare aree chiave.

4. La cooperazione militare tra Russia e Corea del Nord

La Russia riceve armamenti e supporto logistico dalla Corea del Nord, offrendo in cambio addestramento avanzato e tecnologia missilistica. Questa collaborazione colma lacune operative nordcoreane e rafforza la deterrenza militare.

Una Corea del Nord più armata destabilizza la penisola coreana e distoglie risorse statunitensi da altri teatri globali. L’asse Mosca-Pyongyang crea un blocco strategico che sfida l’ordine internazionale.

5. La Russia come potenza energetica globale

La Russia sfrutta gas, petrolio e oro per influenzare il panorama geopolitico. Nel 2023 ha prodotto 529,6 milioni di tonnellate di petrolio e 636,9 miliardi di metri cubi di gas, diversificando le esportazioni verso Asia e Medio Oriente. Questa strategia riduce l’efficacia delle sanzioni occidentali.

La continuità delle esportazioni verso l’Europa limita la competitività del GNL statunitense, compromettendo il meccanismo dei certificati bianchi. L’accumulo di riserve auree rafforza l’autonomia finanziaria russa e la dedollarizzazione.

6. Il corridoio San Pietroburgo-Hormuz

Il corridoio collega San Pietroburgo al Golfo di Hormuz, bypassando rotte dominate dagli USA. Rafforza la cooperazione con Iran e Cina, consolidando un blocco economico alternativo e aggirando le sanzioni occidentali.

Questo asse strategico rafforza l’influenza russa su flussi energetici globali e crea una rete commerciale che limita la dipendenza dalle rotte occidentali, aumentando la resilienza economica.

7. Capacità scientifica e matematica della Russia

La Russia eccelle in matematica e fisica, grazie a istituzioni come l’Istituto di Fisica e Tecnologia di Mosca. Ha sviluppato un prototipo di computer quantistico a 50 qubit e reti di comunicazione quantistica sicura, rafforzando la sicurezza nazionale.

Queste competenze supportano lo sviluppo di tecnologie militari avanzate, come missili ipersonici e sistemi di crittografia. La deterrenza nucleare, alimentata anche dai siluri Poseidon, capaci di generare tsunami radiologici, amplifica il potenziale strategico russo. Questo know-how alimenta la superiorità militare e tecnologica russa.

8. Missili balistici intercontinentali e ipersonici

La Russia è leader mondiale nei missili balistici intercontinentali e ipersonici. L’Avangard, capace di raggiungere Mach 27, elude i sistemi di difesa tradizionali con traiettorie imprevedibili. Il Sarmat, con una gittata di 18.000 km, può trasportare testate multiple e passare sopra il Polo Sud, aggirando le difese americane.

Queste armi comprimono i tempi di reazione e aumentano il rischio di escalation incontrollate, destabilizzando l’equilibrio strategico globale e consolidando la deterrenza nucleare russa.

9. Siluri nucleari Poseidon

I siluri Poseidon, trasportati da sottomarini come il Belgorod, rappresentano un’arma asimmetrica unica. Dotati di testate nucleari fino a 100 megatoni, possono generare tsunami radiologici devastanti, sommergendo città costiere e rendendo inabitabili le aree colpite.

Con velocità ipersoniche e propulsione nucleare, il Poseidon elude le difese convenzionali e rafforza la capacità di proiezione strategica russa, introducendo una minaccia senza precedenti per infrastrutture e popolazioni costiere.

Possiamo quindi dire che la Russia rappresenta un pericolo multidimensionale per gli Stati Uniti, non solo per la sua capacità di destabilizzare con strumenti convenzionali e ibridi, ma anche per la sua influenza su nuovi paradigmi tecnologici, strategici ed energetici.

Mosca non solo opera con efficienza in contesti di ambiguità, ma anticipa i cambiamenti globali, modellandoli a proprio vantaggio.

La sua capacità di integrare proiezione di forza militare, dominio nei mercati energetici e supremazia scientifica si traduce in una sfida sistemica, capace di alterare l’ordine internazionale e di mettere in discussione la tranquillità americana su più fronti.

 

[i] Bibliografia

Autore

  • Redazione

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