
di Alessandro Roazzi
Molti ammirano la forza morale della madre di Cecilia Sala. Sono con loro. Adesso si demonizza il regime iraniano, le ragioni ci sono tutte, ma è troppo facile.
In realtà’ sono saltate tutte le regole internazionali perché’ non ci sono più equilibri nel mondo. Abbiamo una pletora di organismi internazionali che girano ormai a vuoto con la conseguenza drammatica di una giovane giornalista che diventa cinicamente ostaggio dell’islamismo ed in condizioni detentive assai lontane dal rispetto per le persone.
Fino a quando non si ripristineranno equilibri sostenibili, inutile però esibirsi in anatemi. Contano interessi e rapporti di forza, un lampo di Medio Evo.
E tutto è molto complicato: l’Iran oggi serve a Putin ad esempio e domani potrebbe diventare bersaglio di Trump.
Difficile capire cosa fare. E da noi chi tiene per Putin come al solito fa finta di non capire, mentre probabilmente anche a quella sinistra sopravvissuta agli anni ‘80 il fantasma di Sigonella, a ragione, crea qualche agitazione.
Gli americani sono pur sempre quelli, che con l’ambasciatore Usa a Roma allora fecero capire che non avrebbero dimenticato. Serve unita’ vera delle forze politiche e del Paese.
Certo, ma non solo per l’oggi, ma soprattutto peR domani e dopodomani. Vediamo cosa avviene: giusto dire, fare presto, inevitabile dire trattare (e prima dell’arrivo di Trump alla Casa Bianca), è necessario anche aguzzare l’ingegno.
E ricordiamoci in che mondo viviamo…dove il diritto è umiliato sempre di più in numerose aree del mondo assieme alla libertà e quando lo si vuole osservare si rischia di portare impotenza.





