Home Opinioni BEN VENGA UNA FORZA CHE RAPPRESENTI AUTENTICHE ISTANZE POLITICHE

BEN VENGA UNA FORZA CHE RAPPRESENTI AUTENTICHE ISTANZE POLITICHE

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di Giuseppe Augieri

Mi dichiarai dubbioso sul bipolarismo, che alcuni di noi pensavano essere ormai l’unica prospettiva politica in Italia. Non ci credevo; ed immaginavo invece che si creasse un terzo polo – laico, socialista, progressista, riformista – che l’avvio di un dialogo, peraltro subito abortito, tra Renzi e Calenda faceva credere possibile. Ho anche sostenuto, e sostengo, che Forza Italia e una parte dei meloniani – quelli che credono davvero al congresso di Fiuggi – potevano staccarsi nettamente dalla Lega e dalla destra più estrema e creare un’area liberal-democratica: in ogni caso anche qui con le connotazioni di un terzo polo. Certo, con politiche moderate e conservatrici. Ma proprio per questo più suscettibili di consensi larghi non solo elettorali, che sono essenziali, ma anche internazionali, che essenziali lo sono anche di più.
In un’Europa segnata dall’ascesa delle forze di destra, solo la Gran Bretagna ha resistito puntando su politiche moderate. Il tentativo di bloccare le destre contrapponendo un “pacchetto di tutti a sinistra” è fallito in Francia ed in Germania. In Italia la sinistra è concentrata sul “campo largo” con il Movimento 5 Stelle, un’alleanza che garantisce numeri più ampi ma che, per me senza dubbio, penalizza il dialogo con le forze centriste. Che infatti reagiscono.
Il risultato è che oggi non c’è una politica – nelle proposte e nelle visioni – che possa contrapporsi a quella attualmente in atto. Una politica quest’ultima che produce risultati importanti e positivi (ed è inutile dire bugie per negarlo) ma anche senza soluzioni e con poche prospettive sul campo della redistribuzione della ricchezza e del welfare. Buchi neri, in verità non di oggi, ma che oggi non si riducono: ed il motivo merita di essere discusso senza preclusioni ideologiche.
L’iniziativa in atto da parte di Prodi, Castagnetti, Del Rio, ma anche di Gentiloni, Ruffini è un nuovo sommovimento. Guardo ad esso con interesse. Attendo che si vada oltre i richiami alla tradizione di De Gasperi, Fanfani e Moro ed ad una mediazione di quelle istanze con quelle che furono di Donat-Cattin e Fontana: oltre alla tradizione storica, serviranno idee chiare, leadership forte e una visione moderna, capace di coniugare equità sociale e competitività economica.
HuffPost propone tre diverse ipotesi di progetto politico: il rafforzamento dell’area cattolica nel PD; oppure dar vita ad un progetto politico centrista sganciato dai rispettivi schieramenti maggioritari; oppure dar vita ad un partito centrista strettamente organico alla coalizione di sinistra ma distinto dal Pd. In questo ultimo caso azzerando l’esperienza del percorso Pci/Pds/Ds. E vorrei capire, perché non mi è per niente chiaro, cosa faranno Renzi e Calenda in ognuno di queste ipotesi. E cosa si muoverà nel centro dell’attuale centro-destra.
In ogni caso mi sembra si stia sfatando un tabù smentendo la validità dell’attendismo di Schlein. In uno stagno immoto, che ci fa temere miasmi del ritorno a violenze di contrapposti schieramenti, incoscientemente sollecitati con violenza verbale e di atteggiamenti di molti, un sasso sembra essere stato gettato.
Comunque andrà a finire, è un bene.
 

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  • Redazione

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