
di Angelo Ciccarella
Non mi considero un pessimista, semmai un’ottimista apocalittico e come tale vedo l’invisibile alla stregua di un allucinato ma sano.
Le nostre vite si poggiano su un equilibrio precario. Ciò che ci sorregge non è poi così stabile come sembra.
Ogni anno è quello buono: ci diciamo. Ma il sistema è sempre lo stesso, ingannatore e vessatore. Le chiacchiere istituzionali, sono solo fuochi artificiali che durano una notte, poi si spengono.
Se lasciamo a questi tangheri di avere le briglie della nostra esistenza, sarà la fine. Ma viviamo come sotto l’effetto di una narcoipnosi da secoli, e pare complicato svegliarci.
Forse chi si spaccia per potente è solo una marionetta da altri manovrato. Uno spesso velo, però, ci impedisce di vedere le cose come stanno.
Siamo morbida creta nelle mani di esseri malvagi?
Siamo proprietà altrui?
La pubblicistica alternativa, neognostica di questi ultimi decenni, ci ha terrorizzato con tesi estreme, incapacitanti. E per noi frontalieri non è stato facile opporsi a tali iatture. Tuttavia, mai sottovalutare la realtà e men che meno il Nemico.
Dobbiamo prendere coscienza di quanto facciamo. Di quello che ci accade intorno. Del fatto che stiamo camminando sul filo del rasoio, e non sulla strada larga e ben pavimentata che ci hanno fatto credere con le spacconate scientifiche.
Perché, come tutti, ci muoviamo sull’orlo del baratro. Dobbiamo aprire gli occhi e vedere la realtà senza fronzoli, sovrastrutture, paraocchi ideologici.
Ciò ci riempirà di paura, ma ci farà capire l’importanza di ogni passo, il reale significato di ogni nostra decisione. Non è questione di abilità, ma di consapevolezza. Stiamo tutti lottando contro un’ombra e allo stesso tempo contro chi la proietta. E quella cosa non ama chi le resiste. Solo ricordando chi siamo veramente e confidando in Dio, passeremo incolumi i tempi che ci aspettano. Impresa difficile, certo, ma cosa c’è di facile al mondo?





