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QUANDO LA POLITICA MANDA A PROCESSO I NEMICI

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di Sergio Pizzolante

Quando la politica è piccola piccola manda i nemici a processo.

Se la politica là si fa con i processi o, peggio, con le Procure, non è più politica.
È una cosa miserabile. E’ sottomissione all’antipolitica. E’ rinuncia al primato della politica a favore del primato della giurisdizione. E’ il manifesto dell’incapacità politica. La non politica che si fa ingarbugliare dagli azzeccagarbugli.
Queste cose le scrissi 4 anni fa ai tempi del fatto.
Molti storcevano il naso, anche molti amici che non riuscivano a non godere della libidine di vedere Salvini alla sbarra, non accorgendosi che così mettevano dietro le sbarre ogni principio di garanzia e autonomia politica e democratica.
Io non sopporto i giustizialisti, ancora meno, molto meno i garantisti a fasi alterne.
Perché i primi mi fanno orrore, i secondi orrore con pena.

SONO CONTRO IL PROCESSO
Sono lontano anni luce da Salvini.
Sono contrario alle sue leggi sulla sicurezza, perché nulla hanno a che fare con la sicurezza , essendo manifesti ideologici e razzistici buoni per alimentare odio e sentimenti razzisti.
Ciò detto, sono contro i processi politici.
Gli errori di Salvini devono giudicarli gli elettori, se ne sono capaci.
E se non ne sono capaci è un bel problema.
Se non sanno capire che una cosa è frenare l’immigrazione, controllarne i flussi, cosa necessaria, un’altra cosa è dire che “sono giovanotti muscolosi in vacanza”,
“Che la pacchia è finita”, è un bel problema.
Significa che il paese ha rotto ogni argine che definisce i confini fra ciò che è umano e ciò che è disumano.
Salvini ha violato le leggi internazionali sul salvataggio di vite umane?
Non era solo! Perché devono oggi giudicarlo coloro che erano d’accordo con lui? E che quando erano con lui l’hanno salvato?
Perché Conte non intervenne?
Perché hanno approvato i decreti sicurezza che, di fatto, normano i comportamenti contro l’obbligo di salvare vite umane?
Perché quei decreti sono ancora in vigore?
Lo sono grazie alla maggioranza di governo che oggi giudica Salvini e lo manda a processo?
Rivoltante.
Anche Renzi!
Da sempre mi da la sensazione di fare il furbo!
Di trattare su tutto sino all’ultimo minuto.
Ma su questi principi non si scherza!
Il riformismo e il garantismo non sono materie per furbi.
Non va bene.
Non va bene.
L’hanno fatto martire
Come volevasi dimostrare.
Si può giudicare bene o male la linea di Salvini sull’immigrazione (io male, non per i freni, ma per le accelerazioni, la chiusura dei centri di accoglienza, in assenza di espatri fa crescere la clandestinità, ad esempio, la chiusura di tutto, senza programmazione, crea difficoltà di manodopera in molte aziende, altro esempio), ma era evidente, evidentissimo, che le scelte, sugli sbarchi, non erano solo sue. Modi compresi.
Era evidente, più che evidente, che non poteva essere una questione giudiziaria.
Ma politica. Tutta politica.
Un errore (spesso un orrore) ma tutto politico.
E non si può giudicare Salvini, con le Procure poi, in un modo se governa con i 5 stelle e in un altro modo se sta all’opposizione!
L’hanno fatto martire.
E c’è un’Italia che proprio non vuol guarire dall’uso improprio della “giustizia” delle Procure.
Dalle scorciatoie giudiziarie

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