
di Carla Ceretelli
Non poteva essere altrimenti. Perché il fatto non sussiste. In modo assoluto e oggettivo. E qualcuno ha avuto paura di alzare il livello dello scontro.
Inutile dire della soddisfazione della maggioranza. Così come di un Bonelli che non accetta l’assoluzione di buon grado. E non riescono ad accettarlo. Costui, (dis )onorevole, ca va sans dire, di Alleanza Verdi e sinistra, accoglie con afflizione e scoramento, la sentenza di assoluzione “perché il fatto non sussiste” nei confronti di Matteo Salvini, accusato di sequestro di persona e rifiuto d’atti d’ufficio nel processo Open Arms a Palermo.
Le zecche non sono più rosse, esordisce Bonelli, quasi come se l’assoluzione fosse politica.
“Le sentenze si rispettano e questa dimostra che i giudici agiscono nella loro autonomia. La destra non potrà dire che sono “zecche rosse”. Rimane inalterato il nostro giudizio politico: Salvini non ha difeso i confini dell’Italia, ha tenuto per settimane in mezzo al mare 147 naufraghi tra cui donne e bambini per meri calcoli elettorali”, tuona il co-portavoce di Europa Verde.
Eppure, proprio oggettivamente, il fatto non sussiste.
I naufraghi non sono stati affatto tenuti in mezzo all’oceano, come sostiene il Bonelli pensiero, bensì su un natante dove venivano accuditi.
Per aver difeso l’Italia. per avere difeso i confini, per avere difeso la patria. Queste le parole a caldo che faranno impazzire la sinistra.
Alessandra Porciani, esponente della Direzione Nazionale dei Liberaldemocratici Italiani si interroga.
Salvini assolto.
Ma da cosa? Quale era la gravissima colpa imputata a all’ allora ministro degli interni? Tre anni per affermare che “il fatto non sussiste“ e sei anni era la pena richiesta.
E l’allora Presidente del consiglio Conte non avrebbe forse dovuto essere messo alla gogna, lui per primo? Quanto tempo per arrivare a una sentenza che non poteva che essere questa. E chi paga i costi di tre anni di processo politico? MD, PD, AVS, IV O M5S? Possiamo sperare e pensare che la Magistratura sia più attenta e cominci ad essere davvero indipendente?
Anche Carlo Morganti, della Direzione Nazionale dei Liberaldemocratici Italiani, esordisce: Salvini, chi era costui? Un bruto malefico o un brutto ceffo senza scrupoli da condannare per sequestro di persona, o un eroe contemporaneo lasciato solo a difendere i confini della nostra patria?
E perché quella nave dopo uno due tre giorni non ha preso il mare per altri lidi? Era rimasta senza gasolio?
Tutti ci siamo domandati allora perché non l’abbia fatto.
Non lo ha fatto perché qualche potentato ha ordinato di non togliere l’ancora? Chi c’è dietro a tutto questo? Dietro a questa vicenda che ha tenuto col fiato sospeso almeno due terzi dell’Italia?
Salvini tenuto sulla graticola per tre anni oggi è stato assolto perché “il fatto non sussiste”. Gaudeamus igitur.
Siamo tutti contenti per questa assoluzione. Perchè non andare avanti cari giudici a vedere chi sta dietro a navi come Open Arms e tante altre che solcano impunemente i nostri mari?
E da dove arrivano i soldi per fare tutto questo?
Commercio invasivo di persone o pirateria col sostegno di qualche potentato? Chi ha interesse a invadere l’Italia in questo modo?
Miei cari giudici, non potete fermarvi qui.
Neanche Leoluca Orlando, ex sindaco di Palermo e oggi in Avs, molla l’osso: “I magistrati hanno svolto il loro ruolo e ritengo sia importante aspettare le motivazioni. L’assoluzione, però, non può prestare il fianco a facili strumentalizzazioni. Questa vicenda non deve e non può rimanere chiusa nelle aule di un tribunale. Richiama a una precisa responsabilità etica e politica: le vite dei migranti si salvano, le ong non si criminalizzano”.
“Salvini – ha aggiunto Orlando – ha utilizzato questo processo contribuendo a minare la credibilità delle istituzioni e l’assoluzione, di certo, non cancella comportamenti inaccettabili in spregio della vita umana”.
Più aulico e pomposo il commento del suo omonimo, Andrea Orlando, esponente di spicco del Pd nonché ex ministro della Giustizia: “Crediamo nella giustizia qualsiasi cosa dica”. Almeno per qualche ora, perché da domani ricomincerà a sinistra il tiro al piccione contro Salvini nonostante l’assoluzione.
Giustizia è fatta.
“Questa sentenza conferma che il Ministro Matteo Salvini agì con rigore e senso di responsabilità in una situazione delicata, evidenziando l’infondatezza delle accuse nei suoi confronti”. Anche Luca Zaia, governatore del Veneto nonché esimio esponente della Lega, esulta a caldo per l’assoluzione dell’attuale vicepremier e ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture nel processo Open Arms.
Salvini era accusato di sequestro di persona e rifiuto d’atti d’ufficio per aver bloccato lo sbarco di 147 migranti dalla nave della ong spagnola nell’agosto del 2019, quando era ministro degli Interni: il Tribunale di Palermo lo ha assolto “perché il fatto non sussiste”.
La giustizia ha finalmente prevalso. La sentenza emessa a Palermo viene salutata con soddisfazione dagli alleati di governo. Al leader della Lega e ministro delle Infrastrutture arrivano i messaggi di congratulazioni e di vicinanza.
“Grande soddisfazione per l’assoluzione del Vicepresidente e ministro Matteo Salvini nel processo Open Arms. Un giudizio che dimostra quanto fossero infondate e surreali le accuse rivoltegli”, dice la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. “Difendere i confini italiani non può essere mai un crimine. Una grande notizia l’assoluzione di Matteo Salvini. Proseguiamo insieme, con tenacia e determinazione, per combattere l’immigrazione illegale, il traffico di essere umani e difendere la sovranità nazionale. Evviva!”, scrive su X la premier.
“C’è un giudice a Palermo! Un abbraccio a Matteo Salvini”, scrive su X il vice premier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani.
“Sono infinitamente felice per Matteo Salvini. Ma soprattutto, da cittadino e da ministro, sottolineo l’importanza di questa sentenza che riafferma un principio importantissimo: non si può mettere sotto processo la linea politica di un governo. Di questo si stava parlando a Palermo”, sono le parole di Matteo Piantedosi, ministro dell’Interno. “E la verità è che la strategia contro l’immigrazione irregolare attuata dall’allora ministro dell’Interno Matteo Salvini rappresentava coerentemente la linea politica del Governo Conte 1, collegialmente perseguita dall’esecutivo con il sostegno della maggioranza parlamentare. I magistrati hanno evidentemente riaffermato questo principio che è fondamentale per assicurare un corretto rapporto tra i poteri dello Stato”.
“Onore a questi magistrati coraggiosi. Questo processo non si sarebbe nemmeno dovuto iniziare, come scrissi anni fa, come editorialista”, dice in una nota il ministro della Giustizia, Carlo Nordio che va oltre: “Grave è stata invece la decisione politica di autorizzare questo processo, in contrasto con la legge costituzionale che tutela la carica ministeriale Processi come questo, fondati sul nulla, rallentano l’amministrazione della giustizia e sprecano risorse. Dopo l’agonia del processo Stato-mafia e questa assoluzione, credo sia necessaria una riflessione sul nostro sistema imperfetto”.
“È un grande giorno per l’Italia. C’è un ‘giudice’ a Palermo”, scrive su Facebook Giuseppe Valditara, ministro dell’Istruzione e del Merito.
Arriva anche il tweet del premier ungherese Viktor Orban: “La giustizia ha prevalso! Bravo Matteo Salvini! Un’altra vittoria per i Patrioti”. C’è anche il messaggio di Elon Musk. Il magnate, proprietario di X, commenta con un perentorio “Bravo!” la notizia dell’assoluzione.





