
di Marco Palombi
Una disamina critica[i]
Questo articolo esplora alcuni casi in cui i governi eletti non hanno necessariamente migliorato la governance, la stabilità o i risultati socio-economici del Paese che li ha eletti.
Attraverso esempi notevoli, come i periodi di assenza del governo in Belgio, la decisione del Qatar di abolire le elezioni e le elezioni storiche che hanno portato a risultati disastrosi, si vede che le elezioni democratiche, sebbene preziose in molti contesti, non sono sempre la soluzione ottimale alle sfide politiche.
Belgio: un paese fiorente senza un governo eletto
Il Belgio presenta un caso paradigmatico, in cui un paese non solo è riuscito a funzionare ma, secondo molti parametri, ha ottenuto risultati migliori durante lunghi periodi senza un governo federale eletto.
In particolare, dal giugno 2010 al dicembre 2011, il Belgio ha operato per 541 giorni senza un governo ufficiale dopo che i disaccordi politici hanno bloccato la formazione di una coalizione.
Nonostante questa pausa nella governance formale, il paese ha continuato a operare in modo efficace, con una crescita del PIL nel 2011 dell’1,8%, superando diverse nazioni europee alle prese con la crisi dell’Eurozona.
Anche il debito pubblico è rimasto stabile, attestandosi intorno al 98% del PIL, dimostrando che l’economia potrebbe sostenersi in assenza di una supervisione politica tradizionale.
L’esperienza belga è stata indicativa di come solide strutture di governance regionale, vicina al territorio, e da una funzione pubblica professionale fossero state in grado di garantire la continuità della vita sociale della Nazione.
Le decisioni in materia di sanità, istruzione e servizi sociali sono state in gran parte gestite a livello regionale, sottolineando un modello decentralizzato che ha consentito la continuità delle funzionalità.
Questo periodo senza governo federale offre un’idea di come specifici modelli di governance possano avere successo senza autorità nazionali elette, soprattutto negli Stati altamente decentrati.
Qatar: dove si vota per abolire il voto
Nell’ottobre 2024, l’emiro del Qatar, lo sceicco Tamim bin Hamad Al Thani, ha annunciato un referendum per modificare la costituzione, proponendo la cessazione delle elezioni legislative. Questa decisione ha fatto seguito alle prime elezioni della nazione nel 2021 per il Consiglio della Shura, che avevano portato a tensioni sociali inaspettate.
Le elezioni del 2021 miravano a eleggere i due terzi del Consiglio della Shura, un organo consultivo con poteri legislativi limitati. Tuttavia, il processo elettorale ha evidenziato le divisioni sociali sottostanti, in particolare tra le linee tribali. In particolare, i membri di un’importante tribù beduina si sono trovati senza diritto di voto, portando a rare proteste pubbliche e arresti.
Questi eventi hanno sottolineato la complessità dell’attuazione dei processi democratici in una società con affiliazioni tribali profondamente radicate.
Nel suo discorso annuale al Consiglio della Shura nell’ottobre 2024, lo sceicco Tamim ha definito le elezioni del 2021 “un esperimento” che è stato rivisto, portando alla proposta di emendamenti costituzionali. Ha sottolineato che lo status e i poteri del Consiglio della Shura rimarranno invariati, indipendentemente dal fatto che i suoi membri siano eletti o nominati. L’emiro ha dichiarato: “Il Consiglio della Shura non è un parlamento rappresentativo in un sistema democratico, e il suo status e i suoi poteri non saranno influenzati sia che i suoi membri siano scelti per elezione o per nomina”.
Il referendum, tenutosi il 5 novembre 2024, ha portato a una maggioranza schiacciante, oltre il 90%, a favore dell’abolizione delle elezioni legislative. Questo risultato suggerisce un ampio consenso tra i cittadini del Qatar, che probabilmente riflette una preferenza per la stabilità e la coesione rispetto alle incertezze introdotte dalla politica elettorale. La rapida organizzazione del referendum, in coincidenza con eventi internazionali significativi come le elezioni presidenziali statunitensi, potrebbe anche aver influenzato la percezione e la partecipazione pubblica.
La decisione del Qatar di sospendere le elezioni legislative evidenzia le sfide legate all’introduzione di riforme democratiche in società con strutture sociali complesse. Le elezioni del 2021, invece di promuovere l’inclusività, hanno messo in luce e forse esacerbato le divisioni sociali esistenti. Tornando a un Consiglio della Shura nominato, il Qatar mira a mantenere l’armonia sociale e la stabilità politica, dando priorità a queste rispetto ai benefici non realizzati (quindi puramente ipotetici) della rappresentanza elettorale.
Elezioni che portarono alla crisi nazionale e internazionale: la Germania, 1933
Uno degli esempi più infami di un’elezione che ha portato a una catastrofe nazionale e globale è l’ascesa di Adolf Hitler. Dopo le elezioni federali tedesche del 1932, il partito nazista emerse come il più grande partito del Reichstag, assicurandosi il 33,1% dei voti. Hitler fu nominato Cancelliere nel 1933, ponendo le basi per il suo regime totalitario, che alla fine portò alla Seconda Guerra Mondiale e all’Olocausto, provocando la morte di milioni di persone (Evans, 2003). Le elezioni hanno dimostrato come i processi democratici possano essere manipolati, in particolare in tempi di instabilità economica e disordini sociali.
La Repubblica di Weimar era afflitta da iperinflazione, disoccupazione di massa e malcontento sociale, creando un ambiente in cui le ideologie radicali potevano prendere piede. L’uso della propaganda da parte di Hitler, insieme alle promesse di una rinascita economica, risuonò con una popolazione disillusa dalle istituzioni democratiche tradizionali. Questo esempio storico evidenzia come le elezioni, in certi climi socio-politici, possano fungere da canali per regimi autoritari, che possono avere conseguenze catastrofiche.
Discussione: Le elezioni sono una panacea?
Questi esempi sfidano l’assunto collettivo che le elezioni siano universalmente il miglior meccanismo per la governance.
L’esperienza del Belgio suggerisce che, negli Stati fortemente decentrati, un governo centrale può talvolta ostacolare piuttosto che aiutare il funzionamento della società. Il modello socio-economico del Qatar dimostra che un regime non elettivo può mantenere il sostegno pubblico se fornisce stabilità e benessere. Infine, la tragica storia della Germania esemplifica i pericoli dei risultati elettorali nelle società vulnerabili.
Come analizzato in La crisi della civilizzazione statuale (primo libro della collana “Atlante delle Debolezze”), l’opinione pubblica e i risultati elettorali stanno diventando altamente suscettibili alle influenze esogene, in particolare quelle esercitate da potenti attori non statali come le ONG, le multinazionali e i conglomerati dei media. Questi attori, spesso al di fuori della supervisione diretta dello stato, esercitano un’influenza significativa sulle narrazioni pubbliche.
I loro interventi spaziano dall’advocacy e dal lobbying a complesse campagne di informazione, e spesso sfruttano messaggi carichi di emozioni per guidare l’opinione pubblica in modi che si allineano con i loro programmi specifici, come nel caso delle politiche Green.
Un aspetto cruciale di questa influenza è il fenomeno del “truth decay“, che si descrive come l’erosione dei confini tra fatti e opinioni.
Questo decadimento non è un processo passivo, ma un cambiamento strategicamente progettato in cui i fatti si intrecciano con interpretazioni cariche di valore, rendendo difficile per il pubblico distinguere l’informazione obiettiva dalla retorica persuasiva.
La frammentazione dei media e le piattaforme sociali guidate da algoritmi amplificano questo effetto, poiché gli individui incontrano sempre più informazioni su misura che rafforzano i pregiudizi esistenti e limitano l’esposizione a punti di vista alternativi. In un tale contesto, il sentimento pubblico e quindi il comportamento di voto non sono solo influenzati da appelli diretti all’ideologia, ma sono anche sottilmente rimodellati da un’esposizione continua e selettiva a narrazioni specifiche.
L’integrazione dei concetti di truth decay, maoismo digitale e stigmergia nel discorso fornisce un quadro globale di analisi per giustificare il fatto che il comportamento collettivo negli ambienti digitali può essere manipolato, portando spesso a un’uniformità di pensiero orientata dal di fuori, e di comportamento conseguente, che è distaccata dal ragionamento critico e indipendente.
Infatti il truth decay, così come studiato, attraverso l’offuscamento dei confini tra fatti e opinioni, viene guidato da media frammentati e dalla amplificazione algoritmica. Questo crea un terreno fertile per il maoismo digitale, in cui emerge un’intelligenza collettiva, che spesso enfatizza il consenso rispetto all’accuratezza. In questo contesto, i contributi individuali nelle comunità online sono aggregati in una “mente collettiva”, che spesso favorisce narrazioni prevalenti o emotivamente risonanti rispetto a voci sfumate o dissenzienti. E la “mente collettiva” funziona come… un alveare.
La stigmergia, un concetto tratto dalla biologia, in cui gli agenti coordinano le azioni degli appartenenti ad uno sciame (o alveare) indirettamente attraverso segnali ambientali, chiarisce ulteriormente questo processo negli spazi digitali.
Online, i “segnali” possono essere contenuti amplificati algoritmicamente, argomenti di tendenza o post popolari, che guidano sottilmente le interazioni degli utenti e rafforzano le idee dominanti. Proprio come le tracce di feromoni nelle colonie di formiche, o negli alveari, questi segnali digitali dirigono l’attenzione e convalidano determinate narrazioni, portando gli utenti a rafforzare e seguire collettivamente questi percorsi informativi senza un coordinamento diretto e consapevole.
Nel panorama digitale, tali segnali stigmergici sono lanciati da potenti interessi che usano il capitalismo della sorveglianza per guidare il sentimento collettivo.
Questa guida artificiale, simile alle tracce ormonali nella stigmergia biologica, crea cicli di feedback in cui i contenuti popolari modellano un ulteriore coinvolgimento, sopprimendo potenzialmente il pensiero individuale a favore di reazioni conformiste e allineate al gruppo.
Di conseguenza, l’opinione pubblica può diventare un riflesso non di un pensiero indipendente, ma di “feromoni” digitali orchestrati e posizionati strategicamente per influenzare le percezioni e le azioni della società.
Questa influenza può trasformare le elezioni da autentiche espressioni della volontà pubblica in riflessi di percezioni attentamente orchestrate.
Piuttosto che essere una questione meramente contemporanea, la documentazione storica mostra che tale manipolazione ha talvolta portato a risultati destabilizzanti, come con le elezioni che hanno rafforzato i leader autoritari facendo appello al malcontento di massa.
Il consolidamento dell’influenza da parte di questi attori solleva questioni fondamentali sull’integrità dei processi democratici e sulla capacità delle elezioni, in ogni contesto, di fungere da meccanismi efficaci per risolvere le questioni politiche.
Un esame più attento di queste dinamiche suggerisce che le istituzioni democratiche devono affrontare le vulnerabilità create dalle interferenze esterne, salvaguardando l’integrità elettorale contro l’indebita influenza di interessi organizzati non statali. Man mano che le società diventano sempre più interconnesse e i flussi di informazioni in modo più dinamico, questa ricalibrazione sarà essenziale per mantenere la legittimità e la stabilità che i processi democratici mirano a sostenere.
[i] – Al Jazeera. (2021). I qatarini votano alle prime elezioni legislative. Disponibile all’indirizzo: https://www.aljazeera.com/news/2021/10/2/qatari-voters-head-to-polls-for-first-legislative-elections
– Notizie della BBC. (2011). Il Belgio ha finalmente il governo dopo un record di 541 giorni. Disponibile all’indirizzo: https://www.bbc.com/news/world-europe-16116801
– Costituzione Rete. (2024). Il Qatar terrà un referendum sull’emendamento costituzionale per abbandonare le elezioni legislative. Disponibile all’indirizzo: https://constitutionnet.org/news/qatar-hold-referendum-constitutional-amendment-abandon-legislative-elections
– Evans, RJ (2003). L’avvento del Terzo Reich. Londra: Penguin Books.
-Eurostat. (2012). Debito pubblico negli Stati membri dell’area dell’euro. Disponibile all’indirizzo: https://ec.europa.eu/eurostat/statistics-explained/index.php?title=Government_finance_statistics
– Nuovo Giornale Nazionale. Capitalismo della sorveglianza e maoismo digitale: un pericolo per la libertà?. Disponibile all’indirizzo: https://www.nuovogiornalenazionale.com/index.php/italia/opinioni/18938-capitalismo-della-sorveglianza-e-maoismo-digitale-un-pericolo-per-la-liberta.html
– Palombi, M. (2024). Atlante delle debolezze. Primo libro: La crisi della civilizzazione statuale e la lezione degli USA. Disponibile all’indirizzo: https://www.amazon.it/Crisi-della-Civilizzazione-Statuale-Lezione-ebook/dp/B0CVS54WRZ
– Yahoo Notizie Regno Unito. (2024). Il Qatar vota in modo schiacciante per annullare le elezioni legislative. Disponibile all’indirizzo: https://uk.news.yahoo.com/qatar-votes-overwhelmingly-scrap-legislative-070303950.htmldi





