Home Opinioni LA CATASTROFE DEI MEDIA E MAINSTREAM

LA CATASTROFE DEI MEDIA E MAINSTREAM

0

“Vincerà Harris”. È così che i giornaloni e le tv si rendono ridicoli, non fanno informazione, vendono spazi e aree di propaganda, perché lo prevedono i loro contratti con le agenzie internazionali che gestiscono i budget della pubblicità delle aziende multinazionali.

In pratica la grande maggioranza dei giornalisti è obbligata a prostituirsi con l’intento folle di poter manipolare l’opinione pubblica.

Poi succede che, come nelle favole di Andersen, un bambino si alza e dice con l’innocenza propria dei bambini: “Il Re e nudo”.

Ed ecco riproporsi il tema della differenza tra professione, che presuppone la verifica  alla narrazione drogata, che tende sempre a rimuovere la verifica e a trascurare l’obbligata saggezza culturale e professionale dell’esame di realtà.

La presunta onnipotenza della manipolazione del mondo della comunicazione ieri ha preso una smusata e si è ulteriormente squalificata.

Servono ancora i camerieri? Certo che servono, ma devono essere umili e con i piedi per terra, e devono avere un minimo di schiena diritta per il loro delicato ruolo di cerniera con la società civile, la quale ha radici ben profonde ed è attrezzata per saper distinguere quello che è tifo e ideologismo da quella che è la vita reale, avendo antenne sofisticate per saper scegliere anche le leadership con realismo.

Ricordardiamo bene come questi personaggi inqualificabili applaudivano Mario Draghi preventivamente ad ogni apparizione  ottenendo di trasferire il loro fondo pensioni in fallimento, per i lauti compensi pensionistici fuori da ogni logica di buona amministrazione – fondo Inpgi -, sulle casse dell’INPS, lasciando inalterato tutti i benefici artatamente costruiti.

Un’operazione che trovò l’applauso del più alto colle dovere risiede Sergio Mattarella.

Ora le loro narrazione drogata si trova davanti ad una smusata di proporzioni storiche anche sulla politica green deal di Ursula Von der Leyen, che ha distrutto il tessuto produttivo e industriale dell’Europa  con l’aggiunta di un sostegno folle a riportare la guerra in Europa via Ucraina .

L’altra figura di m**** riguarda il tifo sguaiato contro la campagna elettorale Presidenziale negli USA.

Ora chi lo dice ai lettori e agli ascoltatori che ha vinto Trump e che i cosiddetti progressisti americani hanno perso anche la maggioranza nel Senato e sono allo sbando?

In Europa resta alto politicamente solo l’effetto del green deal e lo spettacolo tragico di Valencia.

Autore

  • Pietro Imberti

    Pietro Imberti, sindacalista della UILM (metalmeccanici) di Brescia, Membro della Ceca (Comunità Europea del Carbone e dell'Acciaio) dal 1980 al 1992. Presidente del CREL (Centro Ricerche Economia del Lavoro) della Lombardia. Giornalista, ha contribuito attivamente al dibattito sociopolitico ed economico, firmando interventi e saggi.

Ricevi i nostri articoli via mail!

Ogni giorno i contenuti del Nuovo Giornale Nazionale sulla tua casella di posta elettronica

Non inviamo spam! Leggi la nostra Informativa sulla privacy per avere maggiori informazioni.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui