

Donald Trump è il presidente degli Stati Uniti d’America. Il Senato è in maggioranza repubblicano. Anche la Camera si avvia ad avere una maggioranza repubblicana.
È crollato il muro blu dei democratici e la Banda suona il flop.
Un flop che è quello della Banda Clinton-Obama-Pelosi.
Un flop che è quello del governo ombra obamiano e clintoniano che aveva Joe Biden e Kamala Harris come attori ventriloqui sulla scena della Casa Bianca.
Un flop che è quello dei Mazzarino e dei Richelieu della tecno-finanza, nascosti dietro le quinte a tirare i fili del globalismo mondialista, ormai fallito assieme ai democratici che della tecno finanza erano la mano politica.
Un flop che ci libererà dalla spazzatura woke, dalla follia transumanista di Palo Alto, dall’idiozia green, dai deplorables delle élite tecno finanziarie: spazzatura mondiale, tramutatasi negli anni in veleno esiziale.
Gli Stati Uniti d’America voltano pagina e finalmente si respira aria nuova.
Si allontanano i venti di guerra.
La logica di Trump è kissingeriana, ossia guarda al mondo in chiave multipolare.
Questo non significa che Trump farà sconti, ma tratterà pragmaticamente, sostituendo la trattativa alla follia ideologica dei Dem, ormai incartati in un mondo che non esiste se non nelle loro logiche folli.
Forse davvero i matti rientreranno in manicomio e lasceranno, finalmente, le redini in mano ai sani di mente.
Non sarà una passeggiata in mezzo ai fiori, ma la vicenda ucraina con Trump si avvia verso la conclusione.
Escono di scena Victoria Nuland, George Soros e Joe Biden (padre e figlio), con le loro manovre e con i loro interessi e i grandi gruppi finanziari e le multinazionali se ne faranno una ragione, perché la Russia ha vinto la guerra e di questa realtà è necessario tenere conto.
Con Trump verrà ulteriormente isolato l’Iran e Israele, che già si avvia ad esserlo, diventerà la potenza nucleare di riferimento dell’area medio orientale.
Il rilancio degli Accordi di Abramo, con il riconoscimento reciproco di Israele e Arabia saudita, darà spazio alla realizzazione della Via del Cotone, che farà dell’India un partner privilegiato dei Paesi europei e renderà il Mediterraneo centrale.
I rapporti con l’Europa non saranno di elargizione di sconti, ma Trump sa bene che gli europei (non necessariamente l’Unione Europea) sono necessari per qualsiasi logica di grande potenza degli Usa.
La fine della guerra in Ucraina darà agli Stati europei la possibilità di riprendere fiato e anche di riprendere i rapporti con la Russia che, a dire il vero, non si sono mai davvero interrotti, ben al di là della propaganda.
Dalla vincita di Trump esce massacrata l’Unione Europea dei Socialisti & Democratici, dei Verdi e dei Liberali ed esce rafforzata la destra.
Se il partito popolare, in gran parte diretto dai tedeschi ormai con le mutande alle caviglie, saprà far tesoro di quanto avviene negli Usa, prenderà il largo dalle politiche idiote, deleterie, affossatrici dell’economia europea e del welfare e dalle ideologie demenziali che ne sono il corollario. Si apre una nuova fase anche in Europa.
Per quanto riguarda l’Italia non v’è dubbio che il Governo di centro destra troverà con Trump un’assonanza migliore che con quello attuale, ma, soprattutto per il Bel Paese si apre una fase che guarda al futuro: l’Africa. Un futuro che con lungimiranza Giorgia Meloni ha prefigurato con il Piano Mattei e che può vedere l’Italia giocare un ruolo significativo nell’ambito dell’alleanza con gli Stati Uniti.
Oggi è il giorno giusto per far festa.
Diciamo addio, senza rimpianti, alla Banda clinton-obamian, pelosiana, sperando di non vederla ma i più sulla scena del mondo. Un augurio ai Democratici è dovuto. Se si liberano di Hillary Clinton e dei suoi sodali avranno tutto da guadagnare. All’interno dell’Asinello è aperta la guerra di liberazione.





