
di Raffaele Romano
È sempre più buio della notte senza stelle in Italia. Mi sono imbattuto, nelle ultime 24 ore, con due coriacei conoscenti che recentemente uno e poco prima l’altro mi hanno tramortito. La cosa più triste ma molto pericolosa è che uno dei due si appresta ad entrare nel mondo accademico dove propagherà le sue visioni che crede siano fonti certificate.
Purtroppo sono soggetti che non mettono da parte le loro forti certezze politiche, religiose, pregiudizi, l’ambientalismo catastrofico, il moralismo a tanto al chilo e tant’altro. Sono, nei fatti, lo specchio fedele dell’Italietta di oggi per il semplice fatto che mentre la Storia si basa solo sulla documentazione e non certamente sui social o addirittura in ambienti chiusi a riccio su narrazioni costruite ad arte piuttosto che sui fatti documentati.
Allo stesso tempo, alla santificazione di alcuni viene contrapposta la demonizzazione di un altro come entità di un “male assoluto”. Poi ci sono tantissimi “visionari” che, in molti campi, solo predicando pretendono di salvare il mondo. A tutti costoro vorrei, molto sommessamente, ricordare che non ci sono buoni e cattivi a prescindere nella Storia. Non esiste il bene e il male in assoluto, infatti esistono fra l’uno e l’altro una quantità infinita di “grigi” che rappresentano l’essenza reale della stessa “vita”.
Molti invece, per non dire quasi tutti, tendono a colorarla di un “rosa acceso” e li potremmo definire gli esegeti del “mondo di Barbie” che non esiste. Altre volte la dipingono totalmente “nera” che, in molti campi, solo predicando pretendono di salvare, anche qui, il mondo. Si ricordi nel Medio Evo c’erano personalità invasate che andavano in giro profetizzando morte, sciagure, cataclismi, malattie e per finire con la rabbia divina. Questi soggetti sono stati presi, spesso, in giro: non so se si ricorda un film di Massimo Troisi che veniva bersagliato da un personaggio che, ogni mattina, passando sotto casa gli urlava: “Ricordati che devi morire!”, mentre altri nell’antichità erano quelli che con fare divinatorio “interpretavano i segni del cielo”.
Nei giorni scorsi Francesca Albanese, un avvocato italiano a capo dell’indagine aperta del Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite sul trattamento riservato da Israele ai palestinesi, ha dichiarato durante un conflitto del 2014 tra Israele e gruppi terroristici di Gaza, che la “lobby ebraica aveva il controllo degli Stati Uniti” (sic!); successivamente la Albanese, si è rammaricata per la sua osservazione che aveva fatto sulla “lobby ebraica”.
La relatrice è stata definita “un’esperta indipendente” nominata dal Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite, incaricata di indagare sui diritti umani nelle aree palestinesi, pubblicare relazioni pubbliche e collaborare con governi e altri gruppi sulla questione. Il 1º maggio 2022 fu nominata Relatore Speciale sulla Situazione dei Diritti Umani nei Territori Palestinesi Occupati dal 1967 per un mandato di tre anni.
Lo scorso 17 gennaio 2023, quindi prima del massacro del 7 ottobre contro gli ebrei, un totale di 116 organizzazioni per i diritti umani, ONG, società civili, istituzioni accademiche e gruppi vari hanno approvato una dichiarazione congiunta che condanna la campagna diffamatoria mirata di Israele contro la stimata Relatrice speciale delle Nazioni Unite sulla situazione dei diritti umani nei territori palestinesi occupati dal 1967, appunto Francesca Albanese.
Un esame dei suoi post sui social media, delle sue apparizioni sui media e dei colloqui con gruppi di attivisti si è scoperto che ha paragonato gli israeliani ai nazisti e molto raramente ha riconosciuto il terrorismo palestinese dimenticando che dietro agli Hezbollah, agli Houti e Hamas c’è Teheran che ha il solo scopo di voler annientare lo Stato di Israele finanziandoli ed armandoli di tutto punto. Se a questo si aggiunge il dimenticato problema della costruzione dell’atomica iraniana che sconvolgerebbe, piaccia o meno, il già instabile equilibrio medio orientale con conseguenze incalcolabili ed il trattamento delle donne iraniane il quadro diventa tragico. Orbene di tutte queste altre problematiche la signora Albanese non pare avvedersene.
Queste brevi considerazioni invitano a considerare le complesse difficoltà in un’area con problematiche secolari che non possono essere cancellate con posizioni da stadio.





