
di Massimo Coccia
A volte immaginiamo di rivivere I momenti più belli della nostra vita insieme alle persone che ci sono state più care. Questi momenti indimenticabili ci appaiono davanti ai nostri occhi costantemente come se fossero in un moto perpetuo. Come se nel nostro software cerebrale il film della nostra esistenza venisse continuamente ricaricato.
Ci vorremmo addormentare come in un sogno con queste immagini che assorbono tutto il nostro io. I ricordi positivi scatenano le nostre endorfine e ci procurano un senso di benessere. Ricordi del profumo dei gelsomini che ci inebriano, ci immergono in un caleidoscopio di colori che appartengono alla natura che rifiorisce dopo la stagione invernale, diventando rigogliosa. La natura completa il suo ciclo perenne simile al ciclo della natura umana che inizia con la nascita, crescita, decadenza e finisce con la morte per poi ricominciare, più consapevoli, meno appesantiti dagli errori delle passate esistenze.
Il passato è solo una serie di momenti ognuno dei quali è perfetto, completo, una perla nella collana del tempo. Il passato non ci ossessiona non saprebbe neanche riconoscerci, ma se dobbiamo trovare dei fantasmi siamo noi l’ossessione del passato. Lo tormentiamo per guardare di nuovo per vedere le persone che ci mancano e le cose che ci mancano di loro. “ Io ti vedo pienamente ora, la tua oscurità è la tua luce che risplende, come la città al crepuscolo quando è più bella. Non esiste il lieto fine, la fine è sempre triste soprattutto se la storia era felice. Allora raccontami una storia felice ma fermati a metà.”(1)
In questa frase risiede il segreto della felicità perchè forse è meglio raccontare una storia nella sua fase più bella e fermarsi per poi non arrivare mai alla fine che rimanere delusi e tristi arrivando al suo inevitabile epilogo. Il passato presenta notevoli vantaggi rispetto all’incerto futuro, presenta come disse Seneca una certa acquisizione definitiva. E’ immutabile per definzione e potremmo scegliere di ricordare solo le storie più belle.
Attraverso alcuni schemi cognitivi immagazziniamo informazioni che ci servono per elaborare e conservare ciò che riteniamo più utile. Cerchiamo di rimuovere tutto ciò che nel passato ci ha procurato sofferenza ed elaboriamo strategie per schermarci e far si che questo non accada più nel proseguo della nostra esistenza. Se solo esistesse veramente la macchina del tempo, potremmo impostarla per ritornare nel passato ma non fisicamente, solo mentalmente, come in un immagine oleografica.
Questa immagine all’inizio apparirebbe sfocata ma poi si inizierebbero a distinguere due persone che mano nella mano si dirigono verso una bellissima struttura turistica immersa in un panorama invernale tenendosi per mano lungo il bordo di una piscina coperta promettendosi eterno amore. La scena continua lungo alcune bellissime spiagge dove le due persone cominciano a correre con il bosco che arriva quasi fino al mare. Subito l’immagine si colora dei colori tipici invernali di un panorama imbiancato con il bellissimo castello da visitare, un brindisi e un bacio indimenticabile come indimenticabile è stato il concerto di capodanno.
Per ultimo si vede un traghetto salpare diretto verso una fantastica meta, mentre il mare comincia ad agitarsi. La salita verso il famoso tempio è veloce e la loro curiosità verso i classici li assorbe durante tutta la giornata. La sera lungo i palazzi governativi i loro sorrisi emergono nelle luci mentre un lampo un flash immortala i loro sorrisi. Ci si dirige in seguito nella patria dei primi atleti e da lì si sale verso le Meteore, e mentre salivano i loro vestiti chiari risplendevano sotto il sole e la loro pelle era leggermente abbronzata.
Dipinti bellissimi apparivano davanti i loro occhi con una patina dorata caratteristiche dei Monasteri. Appare di nuovo una scogliera di un colore arancione con in cima un bellissimo tempio e tutti e due aprirono le braccia come se stessero per spiccare un volo verso l’ignoto in quel luogo mistico. Poi arrivarono sotto la porta dei Leoni e anche in quel luogo non poterono fare a meno di pensare agli antichi eroi mentre passeggiavano per le strade della città migliaia di anni fa. Sembrava quasi sentire il frastuono della gente che si radunava nella Polis per discutere degli affari e dei commerci.
In questo mix di ricordi è imperativo categorico selezionare solo ciò che ci fa sognare rimuovendo tutto il resto. Il mondo è dei sognatori dei visionari, solo chi sogna potrà cambiare le cose anche se è vero che a volte nel sogno bisogna intravedere anche una certa realtà.
1 Tratto dal film “Reminiscence”





