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DISTOPIA CON PAILLETTES

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di Carlo Di Stanislao

Se non puoi cambiare il mondo cambia i tuoi desideri” 
Cartesio
 
” Se votare fosse importante non ce lo farebbero fare”
Mark Twain
 
Esiste un altro mondo, ma è in questo
Paul Eluard
 
In Austria vince l’estrema destra. Fpo primo partito con il 29,1%. Netanyahu fa un discorso complottista all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite dove parla di una cospirazione antisemita. L’Occidente dei fact-checker plaude al complottismo, mentre l’Iran provocato in ogni modo scaglia i suoi missili e entra in guerra.
Sala ha attacchi di piccolo male per fermare l’intitolazione a Berlusconi di Malpensa e la sinistra tutta crisi epilettiche per la stampa di un francobollo che la Zecca ha dedicato al premier che comunque non ha fatto solo il “bunga bunga” (ma anche i quattro governi più stabili e longevi della storia della Repubblica; la ricostruzione vera de L’Aquila in tempi record per l’Italia; la stretta di mano fra Putin e Bush, ecc.).
 
Sono già spuntati i primi nomi per il nuovo partito di Berlusconi Jr, da Gerry Scotti al figlio di Ennio Doris, senza che lui, né la sorella maggiore,  abbiamo mai ventilato tali intenzioni. 
A lanciare la bomba sulla probabile discesa in campo di Pier Silvio Berlusconi è stato Dagospia alcuni giorni fa. E Dagospia da Sanguino-Boccia in poi .è il nuovo araldo di verità.
 
Spopola su Instagram la pagina dei Carabinieri: nuova strategia di comunicazione per il brand più vecchio della Repubblica, in sottofondo nei reel la musica di GTA. Il mondo non sta diventando di destra come vogliono farci credere, solo perché in Europa, in America Latina, negli Stati Uniti o in Ucraina vincono i leader autoritari o perché riusciamo a difendere una teocrazia in nome della democrazia. Il mondo è di destra da un pezzo.
 
L’Occidente è un dispositivo di gestione della vita formattato con parametri di destra. Sono questi che regolano in maniera onnipervasiva il funzionamento quotidiano di questa megamacchina che abbiamo creato e che adesso non sappiamo più come distruggere o fermare. Domani potremo votare in massa i Verdi o Potere al popolo ma non aboliremo l’ideologia securitaria, l’ipercontrollo, le tecnologie di sorveglianza e profilazione degli individui e di ogni interazione umana, la pianificazione integrale della vita e dei corpi da parte delle istituzioni e di tutte quelle aziende paraistituzionali che i governi hanno assoldato, non aboliremo i diktat dell’ordine e della disciplina: a problemi transitori (11/09 e Covid  e vaccini obbligatori da ultimi), abbiamo trovato soluzioni permanenti che riducono lo spazio di esistenza quotidiana in limiti sempre più angusti e che non possiamo più dismettere, né con l’aiuto dei partiti conservatori né con quello dei progressisti.
 
E allora perché l’Occidente, che è di destra, è allo stesso tempo una drag queen? Una drag queen di destra? Una specie di cyborg che veste Prada, una distopia con le paillettes? Il filosofo francese Michel Clouscard, in termini più raffinati, diceva che viviamo un mondo in cui «tutto è permesso ma niente è possibile». Questa che sembra una contraddizione è in realtà la sintesi più efficace della modalità di funzionamento del nostro sistema, in cui cooperano, conniventi, destra e sinistra, proibizionismo e tolleranza. Da un lato niente è possibile: la destra come l’aria che respiriamo, la macchina con i suoi input e output che chiudono tutto l’orizzonte di significato del vivere, privandoci delle possibilità di immaginare altri mondi e altri futuri. Dall’altro tutto è permesso: la sinistra come il sogno che abitiamo, apparato onirico-mediatico-culturale-pubblicitario-intrattenente che proietta h24 l’illusione della libertà.
 
Da un lato quindi il realismo capitalista (la destra) di cui parlava Fisher, un sistema in cui “tutto, dalla salute all’educazione, viene gestito come un’azienda”. Ma dall’altro il surrealismo capitalista (la sinistra) un discorso che invece di trasformare i rapporti di forza adesso si limita a fare il make-up al cyborg, truccandolo da libertario. Il realismo capitalista è il non-detto, la realtà immutabile. Il surrealismo capitalista è ciò che deve essere pronunciato, la realtà trasformabile, il travestitismo del proprio io. L’unica cosa sui cui possiamo in qualche modo operare.
 
Ecco la complicità, la connivenza: la destra vieta le alternative perché la sinistra possa contrabbandare la sua merce tarocca. Dice sempre Clouscard: «Alla permissività dell’abbondanza, della crescita, dei nuovi modelli di consumo, succedono le proibizioni della crisi, della penuria, della pauperizzazione assoluta. Queste due componenti storiche si fondono nelle teste, negli spiriti, creando le condizioni soggettive del neofascismo»
Basta guardare il tg per accorgersi di questa ambivalenza: il primo blocco (crisi, disoccupazione, catastrofi naturali, guerre) è il realismo di destra. Il secondo (spettacolo, cultura, costume, moda) è il surrealismo di sinistra.
 
Ma mi sorge un dubbio. Forse le cose sono messe così anche per fare in modo che i vecchi possano morire senza troppi rammarichi, se non addirittura con una nota impercettibile di liberazione. Sarebbe insopportabile altrimenti accommiatarsi da un mondo ancora intellegibile, come da una festa bellissima da cui non vorremmo mai andare via.
 
Penso ai miei pochi veri amici: con alcuni condivido valori, fede, ideali; altri non potrebbero essere più diversi da me. Con loro mi capita di discutere anche animatamente. Eppure c’è qualcosa che ci accomuna profondamente, quello che Dante chiama talento: un’apertura alla vita; un desiderio, pur con tutti i nostri limiti, di lasciare un segno positivo sul mondo che ci circonda. Uno i questi amici, che la pensa in modo diametralmente opposto da me sulla fede, sulla filosofia, sulla visione dell’esistenza, mi ha detto di recente una frase bellissima: «Mi piace impegnarmi per gli altri perché sono stato fortunato e ho avuto la possibilità di fare tutto ciò che desideravo nella mia vita. Ora voglio restituire qualcosa alla comunità». 
 
Ecco il talento profondo, il legame che unisce: il desiderio di donare qualcosa di sé.
Ecco il senso che dovrebbe alimentare l’umano senza infingimenti e catene fuorvianti di destra e di sinistra. 
 
Secondo Dagospia Pier Silvio Berlusconi potrebbe fare il suo ingresso nella politica italiana già il prossimo anno. L’occasione potrebbe arrivare con il referendum sull’autonomia differenziata, che potrebbe tenersi nella primavera del 2025.
Vero, non vero? Con i miei amici abbiamo deciso di riderci sopra e chiederci piuttosto cosa fare contro la crociata che demonizza un buon bicchiere di vino.

Autore

  • Redazione

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