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L’ASSE TURCHIA EGITTO E IL NUOVO MEDITERRNEO

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di Savino di Scanno

La “mia visita di oggi e prima ancora quella del presidente Erdogan al Cairo riflette la volontà comune di avviare una nuova fase di amicizia e cooperazione tra Egitto e Turchia, sulla base del loro ruolo cardine nel contesto regionale e internazionale, in modo da soddisfare le aspirazioni dei nostri due popoli fratelli”. Sono queste le parole pronunciate dal presidente dell’Egitto, Abdel Fattah al Sisi, appena giunto all’aeroporto Esenboga ad Ankara, la capitale della Turchia, per la prima volta dall’elezione nel 2014. 

Questo riporta la nota dell’agenzia Nova.News del giorno 4 settembre circa l’incontro ad Ankara tra il Presidente Egiziano Al Sisi ed il Presidente Turco Erdogan.

Notizia questa riportata, come costume corrente in questo Paese, solo principalmente dalle agenzie specializzate.

Un incontro tra il Sultano ed il Rais dopo circa un decennio di gelo ed incomprensioni tra i due Stati Islamici del Medio Oriente con sponda sul Mediterraneo.

Egitto e Turchia intendono portare avanti le loro “relazioni multidimensionali con un approccio vantaggioso per entrambe le parti”, ha affermato Erdogan, ribadendo l’obiettivo comune di “incrementare il volume del commercio bilaterale a 15 miliardi di dollari nei prossimi cinque anni”. Erdogan ha inoltre affermato che “i contributi di Turchia ed Egitto alla pace e alla stabilità regionale sono di importanza vitale” e ha sottolineato che i due Paesi mantengono “una posizione comune sulla questione palestinese”. Queste sono state le parole nella dichiarazione ufficiale dell’incontro tra i due leader  da parte di Erdogan ed inoltre il  presidente turco ha criticato duramente l’atteggiamento di Israele, circa la questione di Gaza.

Sul tavolo dell’incontro una pluralità di questioni, dalla vicenda palestinese, ai rapporti con Hamas, al Canale di Suez, al Corno d’Africa, alla presenza di truppe egiziane e turche in Libia, al nuovo rapporto con la Russia e Cina sempre in riferimento all’Africa del Nord e Centro Africa, allo sviluppo e sfruttamento delle risorse energetiche come il petrolio e l’estrazione di materie prime. In ultimo la scelta strategica della Turchia di voler aderire ai Paesi Brics a cui ha aderito l’Egitto dall’inizio di gennaio del corrente anno.

In chiusura la firma di ben 17 accordi commerciali.

Il mondo e la Storia vanno avanti, indipendentemente dalla volontà o dalle amenità di chi dovrebbe rappresentare l’Antico Continente a Bruxelles, i quali sono più interessati ad enumerare e classificare ortaggi, bibite e costumi di “genere” invece di pensare al mondo reale.

Chi scrive, conoscitore del Medio Oriente per motivi professionali, da sempre e per sempre filo Israele con modello di riferimento il Mossad, scrive con particolare attenzione su quanto riportato sopra. Si scrive con attenzione in quanto l’asse Turchia-Egitto  nel contesto del mondo islamico si contrappone al modello Arabia Saudita-Emirati Arabi e Paesi del Golfo con il Qatar come capofila. L’asse Turchia-Egitto potrebbe diventare interlocutore privilegiato dell’Iran, e, ultimo  ma non ultimo, non si deve dimenticare che nella penisola Arabica con terminale Haifa si traccerà la “Via del Cotone”.

Sono considerazioni concrete, che riguardano interessi economici rilevanti fino a toccare questioni di Sicurezza Nazionale a voler pensare ai fenomeni della immigrazione dal Nord Africa, che non si possono semplicemente risolvere eliminando fisicamente un singolo trafficante di persone come di recente in Libia.

Questa non è la geopolitica da “salotto” dei nostri professori specializzati in intelligence o delle riviste patinate da nomi roboanti.

Il nostro governo ha varato il Piano Mattei, ma forse su queste evoluzioni si dovrebbe tener adeguato conto riconsiderando, per chi ha dimenticato le lezioni di Geografia delle scuole elementari, che l’Italia è una Penisola ed in linea “teorica” dovrebbe disporre di più navi militari e marinai che di fanti e carri armati.

Ma evidentemente si ha più interesse per le notizie “pruriginose” come quelle della love story tra un ministro ed una assistente che per poco non provoca una crisi di governo, che di trattative ed accordi tra Paesi che sono situati dall’altra parte delle nostre sponde del Mediterraneo.

Da ultimo andrebbe chiesto alla avvenente stagista, che ricorda la Lewinsky con cui si intratteneva un Presidente degli Stati Uniti, dove si trova un negozio di ottica per poter richiedere un paio di occhiali muniti di video camera.

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  • Redazione

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