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TRUMP, UNA BATTAGLIA EPICA CONTRO ZUCKERBERG

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di Sergio Restelli

Trump con il suo  nuovo libro fotografico intitolato “Save America”, ha sollevato nuovamente polemiche, questa volta attaccando con forza Mark Zuckerberg, il fondatore di Meta (ex Facebook), accusandolo di aver complottato contro di lui durante le elezioni presidenziali del 2020.

Trump sostiene che Zuckerberg, insieme alla moglie Priscilla Chan, abbia donato somme ingenti di denaro per un’iniziativa finalizzata a rinnovare e modernizzare le infrastrutture elettorali negli Stati Uniti, un’azione che l’ex presidente vede come parte di un tentativo deliberato di influenzare negativamente la sua campagna presidenziale.

L’accusa principale riguarda i 420 milioni di dollari donati dalla coppia per sostenere l’infrastruttura elettorale, compreso l’uso di lock box, cioè cassette sicure in cui gli elettori potevano depositare le loro schede elettorali.

Secondo Trump, queste donazioni sono state un elemento chiave di un “complotto” orchestrato contro di lui, finalizzato a facilitare il presunto broglio elettorale, anche se queste accuse non hanno mai trovato riscontro nelle indagini ufficiali.

Il linguaggio utilizzato da Trump in questo libro non lascia spazio a interpretazioni: l’ex presidente minaccia esplicitamente che, se Zuckerberg dovesse tentare di ripetere simili azioni durante le elezioni del 2024, potrebbe finire per “passare il resto della sua vita in prigione”.

Questa retorica minacciosa segue una serie di dichiarazioni simili che Trump ha già fatto in passato.

Già nel luglio 2023, attraverso un post sulla sua piattaforma Truth Social, Trump aveva avvertito Zuckerberg e altri “truffatori elettorali”, promettendo che, se fosse stato rieletto, avrebbe avviato indagini senza precedenti per spedire questi individui in prigione per “molto tempo”. In quel post, Trump si era riferito a Zuckerberg con il soprannome dispregiativo di “Zuckerbucks”, deformando ironicamente il nome del fondatore di Facebook.

Le accuse e le minacce di Trump si inseriscono in un quadro più ampio delle sue rivendicazioni su presunti brogli elettorali avvenuti nelle elezioni presidenziali del 2020, che egli sostiene gli abbiano sottratto la vittoria.

Nonostante queste affermazioni siano state ampiamente smentite da esperti elettorali, giudici e investigatori, Trump ha continuato a farne un tema centrale della sua retorica politica, cercando di mobilitare il suo elettorato più fedele. Questo tema delle “elezioni rubate” è diventato una componente ricorrente del suo discorso politico, alimentando la divisione tra i suoi sostenitori e i suoi avversari.

L’attacco diretto contro Zuckerberg riflette anche un più ampio conflitto tra Trump e le grandi piattaforme tecnologiche.

Durante il suo mandato presidenziale, Trump ha spesso denunciato quella che definisce una “censura dei conservatori” da parte delle aziende di social media, in particolare Facebook e Twitter (ora X).

La tensione tra Trump e Zuckerberg è culminata nel 2021, quando Facebook ha sospeso l’account di Trump dopo l’attacco al Campidoglio del 6 gennaio, decisione che ha contribuito a intensificare ulteriormente l’astio tra i due.

Il libro *Save America*, pubblicato dalla Winning Team Publishing, una casa editrice co-fondata dal figlio di Trump, Donald Trump Jr., sembra essere un tentativo di mantenere viva l’attenzione su questi temi, utilizzando un mix di immagini potenti e affermazioni forti per galvanizzare la base elettorale dell’ex presidente in vista delle elezioni del 2024.

La copertina del libro, che mostra una foto iconica di Trump con il volto insanguinato, simbolo della sua resistenza alle avversità politiche, serve come un richiamo visivo alla narrativa del “guerriero assediato” che Trump ha spesso adottato.

Le sue minacce contro Zuckerberg, pur se prive di fondamento legale, mostrano come Trump continui a dipingere le prossime elezioni come una battaglia epica contro forze potenti e corrotte che, a suo dire, complottano contro di lui e i suoi sostenitori.

Questo tipo di retorica polarizzante non solo alimenta la sua base politica, ma contribuisce anche a mantenere alta l’attenzione mediatica su di lui, in un momento in cui la sua campagna per le elezioni del 2024 sta entrando nel vivo.

Nonostante le accuse e le minacce lanciate, rimane da vedere se ci saranno conseguenze legali concrete per Zuckerberg o altri coinvolti nelle elezioni. Fino ad ora, non sono emerse prove sufficienti a sostenere le accuse di Trump, ma le sue parole continuano a risuonare tra i suoi sostenitori più accaniti, rafforzando una narrativa di sfiducia nel sistema elettorale e nelle grandi piattaforme tecnologiche.

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  • Redazione

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