
di Nicola Leone
Basta con le filastrocche sul problema dell’inquinamento della plastica!
È la più bella invenzione che ha risolto i problemi contenitivi dei liquidi. Valida alternativa a vetro, ceramica, alluminio e pelli di animali. Da quando abbiamo la plastica possiamo trasportare liquidi per ogni uso, alimentare, corrosivo, tossico e infiammabile. Una manna dal cielo.
Certo che usi occasionali sono impropri, giustificabili solo dalla elevata economicità e malleabilità. Ma al tempo stesso diventano preludio all’abbandono nell’ambiente. Inizialmente ci sbarazzavamo della plastica con tecniche di “inumazione” e di incenerimento, ma essendo un ottimo prodotto permane e sopravvive anche ingerito, trasmettendosi nella catena alimentare e nei feti. Davvero stupefacente come prodotto, meno per la salute degli esseri viventi.
Alternative? Pensiamo a come facevamo prima! Pensiamo alle bacchette di bambù invece delle posate di polimeri. E il bambù è una validissima alternativa che cresce un metro al mese e si degrada nell’ambiente senza creare problemi. Al pari l’amido del mais ha una eccellente biodegradabilità ed è contenitivo al pari dei polimeri.
Ecco il vero problema della plastica: è l’utilizzo improprio che ne facciamo.
Eppure abbiamo tutti gli strumenti per un uso probo: Co.Re.Pla., aste telematiche, riuso e riciclo… usiamoli!
Basta soprattutto con il falso mito delle borracce in plastica riutilizzabili; meglio il riuso di contenitori esausti.
La obsolescenza programmata docet: rendere obsoleti prodotti crea spazzatura. Nata per fini commerciali pro lampadine e nylon Du Pont ha egregiamente alimentato le vendite, come testimonia il cartello Phoebus.
Applicando l’obsolescenza a moda e elettronica ha raggiunto i massimi livelli, con pari creazione di rifiuti RAER. Eppure non ci lamentiamo della moda usa e getta come facciamo con la plastica.
La plastica è un toccasana, se usato correttamente. La obsolescenza programmata invece crea volutamente spazzatura e rifiuti inducendoci abuttare profotti perfettamente funzionanti in luogo di nuovi modelli, colori, forme create ad hoc.
Viva la plastica, viva il buon senso.





