
di Sergio Pizzolante
L’Ucraina entra in Russia senza incontrare resistenza. Non ci sono difese, soldati ragazzini che scappano, nessuna intelligence, nessun mezzo tecnologico per prevenire e nemmeno vedere i carri armati ucraini. Generali russi buttati via da Putin come fazzoletti per incompetenza.
Niente funziona.
Dovevano prendere Kiev in una settimana e uccidere Zelensky e si trovano Zelensky che passeggia in Russia.
Dovevano riportare l’Ucraina in Russia secondo la dottrina putinista e invece non riescono nemmeno a prendersi il Donbass che, sostanzialmente, avevano già.
Dovevano riportare al mondo la grande Russia imperialista o sovietica, potenza mondiale fra le grandi potenze, capace di scherzare l’Europa e di trattare con l’America e la Cina alla pari e invece gli USA trattano Putin per quello che è, un despota fallito, mentre la Cina lo ha asservito. Ormai tratta alla pari solo con il suo pari dittatore nord coreano.
I suoi atleti devono competere con finte bandiere e senza inni alle olimpiadi dove erano potenza mondiale.
Il sistema industriale non esiste più se non quello di guerra o legato al gas e al petrolio che ormai Putin deve quasi regalare ai suoi nuovi padroni cinesi e indiani.
I ricchi russi e quel ceto medio che erano accolti con i tappeti rossi nelle tante località turistiche del mondo ormai sono spariti.
Le piazze e le città russe ormai riportate indietro verso il buio che era proprio dei tempi cupi della dittatura comunista.
L’unica cosa che funziona è la propaganda putinista in Europa e soprattutto in Italia. L’unica cosa che funziona in Russia sono i talk italiani. Alcuni giornali italiani anche. Alcuni politici e qualche partito italiano anche.
Perché noi ci accontentiamo degli spiccioli ancora a disposizione del despota fallito.





