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PERCHE’ NON PENSARE A UNA UNIONE DEI PAESI DEL MEDITERRANEO

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di Savino di Scanno

A vole leggere quanto riportato dal sito neodemos si apprendequanto segue.

Intendiamo qui per paesi del Mediterraneo quelli che hanno un accesso riconosciuto su questo mare. Si tratta di 22 paesi distribuiti su tre rive: la riva settentrionale o europea include, da ovest a est, Spagna, Francia, Principato di Monaco, Italia, Malta, Slovenia, Croazia, Bosnia-Erzegovina, Montenegro, Albania e Grecia; la riva orientale o asiatica comprende, da nord a sud, Turchia, Cipro, Repubblica araba di Siria, Libano, Israele e Stato di Palestina; Infine, la riva meridionale o africana è costituita, da est a ovest, da Egitto, Libia, Tunisia, Algeria e Marocco.

Il sito, altamente specialistico, scrive di demografia, citando il fatto che nel 1950 gli abitanti delle 3 rive mediterranee erano circa 206 milioni, divenuti 522 milioni nel 2020.

Ma è interessante trascrivere integralmente quanto riportato dai dati delle Nazioni Unite.

Secondo le previsioni delle Nazioni Unite (variante media) la riva meridionale con 289 milioni di individui attesi entro il 2050 (87 milioni in più rispetto al 2020) si imporrà per consistenza demografica nel Bacino Mediterraneo, posizionandosi molto più avanti rispetto alla riva europea (188 milioni, 10 milioni in meno rispetto al 2020) che sarà seguita da vicino dalla riva orientale (158 milioni, 36 milioni in più rispetto al 2020). Questo atteso squilibrio demografico ne richiama un secondo altrettanto importante, vale a dire la disuguale distribuzione per età che ne conseguirà da un lato e dall’altro del Mediterraneo. Nel 2050, infatti, i paesi della riva africana dovrebbero contare un numero di under 25 superiore a quello delle altre due rive congiunte: secondo lo scenario previsivo, 111 milioni di giovani di età inferiore a 25 anni abiteranno nei paesi della riva africana contro i 50 milioni di quelli della parte asiatica e i 42 milioni di quella europea. Più del 50% della “gioventù mediterranea” risulterà concentrata in soli cinque paesi: Marocco, Algeria, Tunisia, Libia ed Egitto. Al contempo, le previsioni stimano che quasi una persona su due di età pari o superiore a 65 anni risiederà nei paesi della riva nord (61 milioni contro 37 milioni nei paesi della sponda sud e 29 milioni in quelli della sponda orientale).

Come è evidente invece di dedicare tempo ed energie nell’assecondare le dottrine gender, vere e proprie cortine fumogene sociali espressione delle dottrine woke di cui l’osceno spettacolo l’attuale Olimpiade di Parigi, si dovrebbe porre attenzione alle vere dinamiche che sono demografiche ed economiche, interagenti i fenomeni migratori dal continente africano verso l’Europa.

Vogliamo aggiungere le tensioni in Medio Oriente sulle cui sponde mediterranee si sono sviluppate le 3 religioni abramitiche, e nel futuro prossimo lo sbocco della Via del Cotone, e dovremmo tutti inizare a pensare ad un futuro completamente diverso da quello offerto dai cerebrolesi di Bruxelles impegnati alla guerre di poltrone quando l’unica guerra vera è in Ucraina a seguito della invasione russa.

Proprio i russi, insieme ai cinesi, stanno portando avanti una vera e propria politica di neo colonizzazione dell’Africa dai porti del Pireo, a Tobruk, spodestando ciò che rimane della Legione Straniera in Africa.

E’ venuto il momento di pensare ad una Unione politico ed economica dell’area del Mediterraneo, con un Parlamento del Mediterraneo ove l’Italia avrebbe un ruolo primario e fondante su tale iniziativa, dando contenuto strategico a quello che chiamano “Piano Mattei”.

Un Parlamento con sede Roma, con 22 Paesi Membri.

Non si scrive niente di nuovo, ma forse o certamente di antico, visto che si scrive di aree, o quadranti geografici per far contenti gli inutili analisti di casa nostra, di ciò che è stato l’Impero Romano.

Scriviamo di soldi.

Basta dare uno sguardo alle cartine a seguito estrapolate dal sito Mondointernazionale.org con fonti Eurostat 2020 per comprendere il valore di cui si scrive.

Autore

  • Redazione

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