L’inaugurazione delle Olimpiadi a Parigi è stata sicuramente spettacolare, all’insegna della grandeur e del racconto di una Francia finta, autocelebrativa, che esiste solo nello spettacolo di luci della Tour Eiffel o nei molti spettacoli che si sono svolti lungo i sei chilometri di Senna percorsi dalle imbarcazioni che trasportavano le delegazioni olimpiche.
Parigi, Ville Lumière, città dell’amore è ormai una cartolina scaduta, buona solo per la grande scenografia predisposta per i giochi olimpici, mentre in Francia non c’è un governo, le banlieue sono ormai fuori controllo, gli ecoterroristi lasciano a piedi quasi un milione di persone proprio nel giorno dell’inaugurazione dei giochi, la Francafrique è passata di mano ed è stata acquisita dai russi ed Emmanuel Macron non sa cosa fare per dare un esecutivo ad un Paese in crisi economica.
Non si può negare che la cartolina presentata al mondo non sia stata in molte sue parti bella e originale, ma non si può nemmeno negare che siano state inserite scene di pessimo gusto, frutto di una deriva woke ormai insopportabile.
A colpire in negativo, però, sono state le aperture alla ideologia gender e, in particolare, la parodia dell’Ultima Cena di Leonardo in cui il Cristo viene sostituito da una donna obesa, mentre figure queen e trans (anche un bambino) raffigurano i suoi apostoli. Una scena che ha indignato il mondo dei social, con un fuoco di fila di proteste.


Inutile fare citazioni. Basta aprire un qualunque social per vedere l’ondata di proteste.
La sintesi l’ha fatta Il Giornale: “Un attacco ai valori cristiani alla luce del sole, con buona pace delle rivendicazioni Lgbtq: davanti alla macchina da presa una modella over size, un uomo dalla folta barba ma vestito da donna e persino un “puffo” dalla barba gialla. Il trionfo del trash, molto più vicino a un Gay Pride che a un’inaugurazione delle Olimpiadi”.
La deriva woke, gender, Lgbtq collega le due sponde dell’Atlantico in un unico tentativo di infilare ovunque ideologie create, volute, finanziate da una ristretta élite di paperoni americani che hanno in testa di essere i padroni del mondo.
Sono gli stessi che finanziano Kamala Harris, la quale, guarda caso, ha fatto un’apparizione a sorpresa nel reality show televisivo della drag queen RuPaul.
Registrato settimane prima che il presidente Joe Biden ponesse fine alla sua corsa alla rielezione domenica, l’episodio di “RuPaul’s Drag Race All Stars” con Harris sarà trasmesso in streaming su Paramount Plus.
Harris ha fatto un’apparizione a sorpresa nell’ultima stagione della serie televisiva e ha incoraggiato gli americani a registrarsi per votare.
“Ogni giorno vediamo i nostri diritti e le nostre libertà sotto attacco, compreso il diritto di tutti a essere se stessi, ad amare chi si ama, apertamente e con orgoglio”, afferma Harris in un’anteprima del video.

https://www.youtube.com/shorts/l_PveSHEyus
“Quindi – ha aggiunto Kamala Harris -, mentre combattiamo contro questi attacchi, ricordiamoci tutti che nessuno è solo. Siamo tutti sulla stessa barca e il tuo voto è il tuo potere. Quindi, per favore, assicurati che la tua voce venga ascoltata questo novembre e registrati per votare su vote.com”.
Harris si è unita alla deputata Alexandria Ocasio-Cortez, DN.Y., e all’ex presidente della Camera Nancy Pelosi come politici apparsi nella serie drag.
Come ha riferito la CNN, la maggior parte degli episodi di “Drag Race” si concludono con le drag queen sulla passerella, che issano cartelli con frasi come “È meglio che tu voti!” con il link vote.gov, attraverso il quale gli utenti possono registrarsi per votare.
Breibart ha riferito che gli artisti drag hanno fondato un nuovo PAC per “educare, rinvigorire e motivare la base di elettori LGBTQ”, sottolineando il sostegno ai candidati democratici come Harris. Si prevede che il Drag PAC convoglierà fondi ai candidati democratici che hanno dimostrato sostegno agli artisti drag e ai diritti delle persone transgender.
Realtà sociale e politica, grandi temi e problemi del mondo del lavoro e dell’economia reale, valori secolari non contano nulla mentre continua la proposizione di un mondo fasullo, fatto di maschere che oscenamente insultano storia, cultura, natura.
Questo è quanto ci propone il mondo di una sinistra liberal che è arroccata, in Europa come in America, intorno ad una cupola finanziaria che sta continuamente tentando di instaurare una dittatura woke, dove il termine dal significato di risveglio è usato, con diabolica inversione, per obnubilare le menti.
Dulcis in fundo, un esempio italiano.
Su Canale 5 la puntata finale di Temptation Island venerdi sera ha ottenuto 3.722.000 telespettatori, share 31,82%,share, che ha poi toccato il 46% sul finale, risultando il programma vincente della serata televisiva.
Temptation Island è un programma d’intrattenimento trash, altamente diseducativo e morboso che vede oltre il 50% di spettatori nella fascia d’età tra i 16 e i 24 anni.
Questi sono i valori che i media propongono alla nostra società.
L’Occidente è davvero arrivato al suicidio.





