
di Marco Pugliese
In questo Paese la sovversione spesso è confusa con altro, perfino con l’opinione. Se salta il patto sociale salta la società occidentale ed il benessere a cui siamo abituati con annessa libertà. Ma parlo della libertà vera, al cui riguardo certi “oratori” pare aizzino per scopi che esulano da ciò che proclamano e lavorino all’esatto contrario, capiremo in futuro se ignoranti od in malafede.
Inizia ad essere preoccupante e la cattiveria profusa da certi soggetti ha un che d’inquietante. Servono toni diversi, non enfatizzati o pretestuosi. La geopolitica internazionale è utilizzata come pretesto per scatenare destabilizzazioni interne, è una tattica di disturbo “cognitivo” di massa.
Invito alla riflessione. Dopo la pandemia si è diffusa una cultura “della paura e della continua emergenza”, siamo più fragili ed instabili. Questo porta le persone a vivere nella tensione perenne che mina il benessere psicofisico. Gli agenti d’influenza fanno il resto.
Abbiamo un problema: notizie manipolate ad arte per gli scopi più svariati, l’esempio che mi ha fatto più riflettere? Il consigliere comunale che critica la collega dell’opposizione che esce dall’aula per allattare. Deplorevole. Peccato il consigliere fosse all’oscuro della motivazione, di fatto criticando l’assenza (a detta sua frequente nelle opposizioni).
Su testate e social esce però un video che omette metà della notizia, di fatto facendo vedere agli utenti solo la parte in cui il consigliere attacca la collega per l’assenza dovuta dall’allattamento della figlia. Ovviamente si è scatenato un putiferio contro il consigliere che appunto era all’oscuro della motivazione.
Il consigliere è stato intervistato per una sorta di rettifica ad una mezza notizia che gli ha procurato un danno reputazionale.
La manipolazione “leggera” di notizie è in aumento, un po’ perché le si recupera dai social senza opportune verifiche, un po’ perché questo genere d’approccio di fatto non è sempre dimostrabile al pubblico.
Da giornalista ed analista sono abbastanza preoccupato per questa “guerra cognitiva” che coinvolge, oltre alle dinamiche sociali, tre asset strategici: informazione, filiere economiche, politica.





