Home Politica estera LA CRESCITA DEL COMMERCIO SINO-RUSSO, ANALISI E LIMITI

LA CRESCITA DEL COMMERCIO SINO-RUSSO, ANALISI E LIMITI

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di Sergio Restelli

Negli ultimi anni, il commercio tra Russia e Cina ha subito un’accelerazione significativa. In soli due anni, la Russia ha superato Germania, Australia e Vietnam in termini di volume commerciale con la Cina, con un incremento del 60% nel 2023 rispetto all’anno precedente. Questa crescita esplosiva ha creato una stretta interdipendenza economica tra i due paesi, apportando vantaggi reciproci sostanziali.

La Cina ha beneficiato della possibilità di acquistare petrolio russo a prezzi inferiori rispetto alle quotazioni di mercato globali.

Questa opportunità ha permesso alla Cina di diversificare le sue fonti di approvvigionamento di materie prime, riducendo così i rischi geopolitici e di mercato.

L’accesso a materie prime a basso costo ha sostenuto la crescita economica cinese, migliorando la competitività delle sue industrie.

La Russia ha potuto sostituire le importazioni dai Paesi occidentali con prodotti cinesi, mantenendo così la stabilità della sua economia nonostante le sanzioni internazionali.

Lo yuan è diventato una componente centrale del sistema finanziario russo, rappresentando circa il 40% dei pagamenti di tutto l’import/export russo e più della metà del fatturato del mercato valutario.

L’adozione dello yuan in Russia è stata rapida e impressionante, considerando che è partita quasi da zero all’inizio del 2022. La Cina è diventata il principale partner commerciale della Russia, con la quasi totalità dell’interscambio sino-russo regolato in yuan. Questo cambiamento ha reso Mosca uno dei principali sostenitori degli sforzi di Pechino per aumentare l’uso dello yuan a livello internazionale.

Secondo gli economisti, l’adozione dello yuan da parte della Russia potrebbe aver raggiunto il suo picco per due motivi principali:

la minaccia di sanzioni secondarie e in quanto deterrente per le istituzioni finanziarie cinesi.

Le sanzioni imposte dagli Stati Uniti, che escludono dal sistema finanziario statunitense qualsiasi società o banca coinvolta in transazioni legate all’apparato militare di Mosca, hanno spaventato le banche cinesi, soprattutto quelle statali.

Molti istituti di credito hanno smesso di accettare yuan dalla Russia e introdotto limiti più stringenti ai finanziamenti dei clienti russi, richiedendo documentazione aggiuntiva per evitare sanzioni.

La prevalenza dello yuan nelle transazioni russo-cinesi è legata principalmente alle esportazioni di petrolio. Se i prezzi del greggio restassero stagnanti, anche il commercio in yuan ne risentirebbe.

Nel 2024, il commercio tra Cina e Russia ha iniziato a mostrare segnali di rallentamento. Secondo “Bloomberg”, nei primi cinque mesi del 2024, la crescita del commercio sino-russo si è fermata al 3% rispetto al 42,5% dello stesso periodo del 2023. Inoltre, la quota del commercio condotto in “valute amichevoli” (yuan e rupie indiane) non è aumentata rispetto all’anno precedente.

Le sanzioni secondarie introdotte dal presidente Joe Biden hanno aumentato la pressione sugli operatori dei paesi che continuano a fare affari con la Russia. Le banche cinesi, in particolare quelle statali, hanno ridotto le transazioni con la Russia per evitare sanzioni, introducendo limiti più severi e richiedendo ulteriore documentazione.

Le aziende russe hanno cercato di aggirare questi ostacoli utilizzando piccole banche regionali cinesi, le cosiddette “teiere”, isolate dal sistema finanziario globale. Tuttavia, nonostante queste soluzioni, permangono preoccupazioni significative.

I formidabili tassi di crescita del commercio sino-russo potrebbero diventare un ricordo, evidenziando la sproporzione dei rapporti di forza tra Mosca e Pechino.

In definitiva il commercio sino-russo ha raggiunto livelli senza precedenti grazie a una serie di vantaggi reciproci, ma sta affrontando limiti significativi dovuti a sanzioni e dipendenza dal settore energetico. La crescita sostenuta potrebbe rallentare, portando a una necessità di ricalibrare le strategie economiche e commerciali da parte di entrambi i paesi. La Russia, tributaria rispetto allo yuan, dovrà navigare con cautela le acque turbolente delle relazioni economiche internazionali, mentre la Cina dovrà gestire le implicazioni di una stretta collaborazione con un partner soggetto a sanzioni globali.

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  • Redazione

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