
di Giulio Galetti
Ora che il polverone autocelebrativo si é posato, vale la pena di guardare, nel dettaglio, cosa é accaduto in UK e in Francia all’indomani di tornate elettorale resasi straordinarie per gli eventi pregressi che l’hanno determinata.
Iniziamo dalla Gran Bretgna.
7,5% in meno di affluenza rispetto alle elezioni precedenti.
I laburisti hanno perduto 700.000 consensi, ma aumentano la percentuale fino all’1,8% prevalentemente in Scozia per il crollo dei separatisti della Scotexit
I Conservatori hanno perso a causa di REFORM del famigerato Farage, che ha diviso la destra con parole d’ordine che fanno impallidire anche Marine Le Pen. Alle scorse elezioni, quella personcina a modo di Farange non si era presentato, dopo i disastri accumulati dalla Brexit.
Senza Farage, avrebbero vinto ancora i Conservatori.
Il sistema elettorale UK fa strame della rappresentatività. L’attribuzione dei seggi assegna uno strapotere enorme a Starmer.
Si realizza così una distorsione palese tra consenso e seggi attribuiti.
L’amico Fabio Ghiberti ha aggregato i voti su base assoluta.
*Election 2019*:
Labour 10.3m votes
Conservatives 13.9m votes
LibDem 3.7m votes
SNP 1.2m votes
Green 865k votes
Brexit 642k votes
*Election 2024*:
Labour 9.6m votes
Conservatives 6.7m votes
Reform 4.1m votes
LibDem 3.5m votes
SNP 685k votes
Green 1.9m votes
Passiamo ora alla Francia,
Fenomeno opposto rispetto alla Gran Bretagna.
Affluenza record al 66,7% in ragione della chiamata alle armi contro l’avanzata di Marine Le Pen.
Il Nuovo Fronte Popolare ottiene 182 seggi, sull’onda dello spirito anti populista Ensemble di Macron 168, il Rassemblement National di Le Pen 143.
Come nel caso inglese qui la desistenza ha determinato un surplus di seggi, grazie al meccanismo a due turni ,dove chi si aggiudica ogni seggio (anche con il 50,01%) lascia a bocca asciutta il 49,99% del candidato che lo contende.
Il fenomeno ha assunto una dimensione paradossale se si analizzano i voti assoluti riportati nel grafico.
Un insospettabile politico come Enrico Letta (nel senso dell’appartenenza) che conosce a fondo la Francia ha così commentato:
“…Se in Francia ora non riuscissero a fare un governo di coalizione forte e se non si proponessero di dare risposte alle paure e alle ansie dei cittadini, soprattutto delle aree periferiche, il terzo tempo sarebbe LePen a vincerlo”.
Queste sono quindi le conclusioni. I due paesi non si sono spostati a sinistra, bensì hanno goduto di sistemi elettorali che al confronto del vituperato PORCELLUM fanno una ben magra figura.
Con tutti i suoi difetti il nostro attuale sistema elettorale non è cosí artatamente dedito a schiacciare le minoranze e la rappresentatività del voto è tutelata da una lunga tradizione democratica che ha nel MATTARELLUM il suo padre nobile.





