di Savino di Scanno
È nel 1957 l’anno in cui il professor Leon Festinger enuncia i principi sulla “dissonanza cognitiva”. Festinger, studioso di fenomeni sociali e comportamentali, basa i suoi enunciati sul rapporto “stimolo-risposta”.
Quindi in definizione la dissonanza cognitiva è “la complessa elaborazione della mente quando si trova a gestire credenze, nozioni e opinioni in contrasto ed in contraddizione funzionale tra di loro”.
Qualche esempio. Si dichiara di essere contrario al fumo ma poi si trovano giustificazioni nel fumare. Nel giornalismo si dichiara di perseguire criteri di verità e poi si giustificano menzogne per scopi politici o di parte. Si potrebbe scrivere della magistratura ma su questo parlano le sentenze come quella su Tortora o Via D’Amelio.
Nel suo libro pubblicato in Italia nel 2006 “Vita Liquida” Zygmunt Bauman ci introduce nella sua “Società Liquida”. Bauman scrive “…è liquida-moderna (la società) se la situazione in cui agiscono gli uomini si modificano prima che i loro modi di agire riescano a consolidare in abitudini e procedure. La vita liquida come la società liquida non è in grado di conservare la propria forma o di tenersi in rotta a lungo…”.
Riguardo la società liquida migliaia gli esempi da proporre. Dai comportamenti sociali più elementari come le relazioni cosiddette sentimentali ormai espressioni di consolidate e palesi infedeltà, cambi di genere multicolori, patologie specifiche come narcisismo e sociopatie varie, alle relazioni professionali ove è divenuto un privilegio per pochissimi dare risposte a quesiti o procedure specifiche, ove il riconoscimento degli onorari professionali è simile ad alchimie di tempi ancestrali , per non scrivere dei comportamenti in seno alla pubblica amministrazione per non far tracimare il breve scritto in un compendio di ingiurie ed offese.
In sintesi si potrebbe parlare del tramonto della società moderna, ove sul “Limes” abbiamo gli invasori, più o meno quelli di sempre.
Poi, come incanto, dal cilindro del grande mago, esce la “IA”, l’intelligenza artificiale, panacea di ogni male umano. Ma a leggere una elementare definizione la IA significa “…capacità di un sistema informatico ad elevata tecnologia di simulare l’intelligenza umana attraverso l’ottimizzazione di funzioni matematiche (algoritmi ed insiemi per intenderci).”
In definitiva “qualcuno” programma funzioni, inserisce dati, elabora processi matematici complessi “solo” per accelerare i processi della intelligenza umana.
Sulla IA è intervenuta l’Unione Europea con un suo codice etico, subito oggetto di profonde analisi da parte di tutte la agenzie di intelligence del mondo (??????), come pure delle grandi religioni, che si sono poste problematiche sul tema.
Quindi per i grandi burattinai, gli illuminati umanisti che si incontrano negli ovattati studi in luoghi incantati cosparsi di denro, lingotti e titoli, difesi da orde di manager ispirati dal film “Matrix”, l’umanità è solo un insieme di “scimmie antropomorfe senzienti”, prive di raziocinio, schiave di perversioni, vizi, debiti e quanto di più nefando ci possa essere, a parte loro ovviamente.
Qualche domanda semplice. Un esempio a caso. “La “Divina Commedia” sarebbe stata capace di scriverla un elaboratore tipo IBM? E “La Gioconda” chi la poteva dipingere, qualche devoto della Silicon Valley? Tralasciamo la “Cappella Sistina”, il “David” perchè a voler giocare Umanità vs IA, il gioco sarebbe interrotto per “squalifica derivata da palese inferiorità” della IA.
Ogni tanto ricordiamolo. Perchè è vero tutto. L’Umanità è la Storia continua di guerre, nefandezze, orrori, ma altresì di bellezza, cultura, innovazione, genio, arte, e questo la “deficienza artificiale” non lo capirà mai, a parte aggiungere un ultimo piccolo dettaglio: per chi crede esiste Dio.




