
di Giorgio Cattaneo
Così feroce, così improbabile. Stranissimo suicidio, quello dell’architetto Angelo Onorato, marito dell’ex europarlamentare Francesca Donato.
Secondo l’avvocato e criminologo che si firma con lo pseudonimo di “Aurum”, è davvero arduo credere che Onorato si sia tolto la vita, a Palermo, per giunta strangolandosi con una fascetta di plastica come quelle che usano gli elettricisti, dopo aver parcheggiato l’auto nell’unico tratto di strada non vigilato da telecamere.
Alcuni grandi poteri, sottolinea “Aurum”, ormai dispongono di servizi segreti privati: assai più brutali e spregiudicati dei servizi di intelligence statali.
«Multinazionali, colossi finanziari e industriali: certa gente non perdona. Se ti metti contro di loro, prima o poi te la fanno pagare». La prima a non credere al suicidio è proprio la vedova, Francesca Donato: sostiene che il marito sia stato assassinato.
«Le piste finora battute non reggono», anche secondo “Aurum”: «Un delitto simile non rientra negli schemi criminali degli strozzini e tantomeno in quelli dei mafiosi siciliani».
Il possibile vero bersaglio? «Proprio lei, Francesca Donato. L’unico parlamentare che, nel 2021, osò ribellarsi al delirio psico-sanitario imposto dall’alto».
La Donato arrivò ad abbandonare la Lega, accusando il partito che l’aveva fatta eleggere a Bruxelles di non aver fatto nulla contro il regime orwelliano che stava sottomettendo tutti.
Quella donna si batté come una leonessa, spesso ospitata in Tv: e una voce istituzionale può avere un impatto devastante. In attesa che la vicenda venga in qualche modo chiarita, “Aurum” propende per l’ipotesi della vendetta, la punizione esemplare tramite il coniuge.
E nel caso, comunque, perché colpire lui anziché lei? «Perché così la sofferenza della vittima principale, la vedova, viene protratta all’infinito».





