
di Savino di Scanno
È di Virgilio, tratta dal Suo poema “Moretum”, l’accezione “E Pluribus Unum”.
Motto adottato nel 1776 dagli irredentisti statunitensi all’inizio della Guerra di Indipendenza Americana con l’obiettivo di “.i molti proclameranno una Nazione”, termine quest’ultimo divenuto “Popolo” nel 1787 con la Costituzione Americana con la frase posta alla base dell’Aquila dal collo bianco emblema statunitense, realizzando il “sogno americano” di riconoscere nell’unità ogni forma di vita sociale ed economica, nella sintesi la più elevata forma di Democrazia.
Ma da noi ancora riecheggiano nelle piazze e nei palazzi del potere il grido “..Hey Welff, Hey Waiblingen..” gridato sotto le mura della roccaforte di Weisberg, presidio dei Duchi di Baviera assediata dall’Imperatore Svevo Corrado III nel 1140.
E’ la Storia di sempre per noi Italiani, la Storia dell’eterna lotta tra Guelfi e Ghibellini, iniziata nella più bella penisola del mondo, nel 12° Secolo.
Lotta iniziata tra i Comuni divisi tra obbedienza al Papa o all’Imperatore, mutuata nei secoli a divenire sino ad oggi, nella perpetua sudditanza a potenze straniere, dimentichi dei valori Risorgimentali e di chi affermava “…abbiamo fatto l’Italia dobbiamo fare gli Italiani..”.
E’ la Storia di sempre, ove connazionali fanno la spola tra filo americani, cinesi, russi, inglesi, francesi e “varie ed eventuali”, ove gli unici filo italiani, come Enrico Mattei sono stati sacrificati sull’Altare della Patria.
Ha ragione l’Onorevole Alfredo Mantovano, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega come Autorità Delegata alla Sicurezza Nazionale, come riportato recentemente da un quotidiano, quando afferma che “…siamo incapaci di realizzare il Sistema Paese..” e ciò a riguardo delle posizioni di partiti della sinistra radical chic sulle nomine per le cariche dell’Unione Europea.
Siamo un popolo in perenne “guerra civile”, che parte dalle riunioni condominiali che realizzano sgarbi ed offese per mera antipatia al vicino di pianerottolo, alleandosi con il primo lestofante straniero di transito nell’androne dello stabile. Un popolo che vive in un territorio meraviglioso sempre estraneo alle vicende importanti, difeso dalla “furbizia” dei servi come Arlecchino “servo di 2 padroni” e Pulcinella, tanto per citarne alcuni. Bravi ad esaltare corrotti e corruttori, invidiosi di chi ruba elevato ad esempio sociale, trastullatori di giochi on line, tik tok demenziali, gite in barca con vele a forma di tessera di partito, oltre alle quotidiane vite parallele di adulteri seriali.
Sono terminati gli esami scolastici. Ma a chi può interessare che abbiamo la Mafia spa che sta pianificando investimenti per la ricostruzione in Ucraina, che fa presagire fatturati da capogiro pari a svariati punti di pil nazionale.
Andiamo tutti al mare. Ormai oltre il 50% degli italiani non va più a votare, le questioni locali hanno maggior interesse di ciò che succede a Roma, tanto il principio è che alla fine non cambia nulla, ma sempre si è pronti a litigare per un colore al posto di un altro.
Andiamo al mare, ma attenzione. L’ombrellone del vicino, come la moglie od il marito di chi prende il sole al fianco potrebbe essere più bella/o e quindi divenire valido motivo per una sana polemica.





