
di Francesco Pontelli
I controversi risultati relativi agli ultimi ballottaggi hanno suscitato l’irritazione da parte dei leader della maggioranza, in relazione alla minore affluenza al ballottaggio ma soprattutto per il loro esito.
Il Presidente del Senato, il quale rappresenta la seconda carica dello Stato e la sua stessa unità, dovrebbe astenersi da simili affermazioni in relazione a degli esiti elettorali ma soprattutto alla forma di sistema elettorale, esattamente come In tempi passati il presidente Boldrini avrebbe dovuto astenersi dalla polemica politica.
Innanzitutto, si rileva ancora una volta come l’Italia non sia in grado di esprimere un leader politico italiano in grado di assumere un incarico istituzionale comprendendone il ruolo e gli obblighi che questo comporti.
Risulta, infatti, assolutamente fuori luogo e scomposta la reazione del presidente del Senato La Russa, il quale si dimostra ancora una volta assolutamente inadeguato, come i suoi predecessori, nel ricoprire una carica istituzionale che rappresenti lo Stato nella sua massima espressione.
In relazione, poi, all’argomento oggetto della polemica politica, la maggior astensione riscontrata al ballottaggio risulta percentualmente minima in quanto questa viene calcolata su di una base elettorale/statistica che risulta già ridotta e vicina al 50% degli aventi diritto, ed in alcuni casi addirittura al di sotto, per cui anche poche decine di voti possono cambiare radicalmente l’esito del ballottaggio e la stessa percentuale dei votanti.
Risulta evidente quindi che il dato allarmante non sia il calo della affluenza al ballottaggio, quanto la percentuale di votanti al primo turno delle stesse elezioni.
Di conseguenza la analisi quanto la soluzione proposta al presidente del senato La Russa appare fuori luogo, inappropriata e soprattutto pericolosa.
Infatti, allargando il contesto istituzionale, il Parlamento sta votando la riforma del premierato al buio, in quanto ancora rimane sconosciuto quale potrebbe essere il sistema elettorale attraverso il quale eleggere il nuovo premier direttamente ai cittadini.
In altre parole, si vota una riforma priva di una sua parte essenziale come il sistema elettorale adottato che può determinare la stessa validità della riforma.
Fin da adesso si può tranquillamente affermare come risulterebbe assolutamente inappropriato che l’elezione del Premier venisse indicata attraverso un sistema elettorale a turno unico e magari con un premio di maggioranza e con I soliti listini bloccati che accentuerebbe ulteriormente la lontananza e di conseguenza l’astensione.
Il ballottaggio, in questo caso, rappresenta l’unica forma democratica di sistema elettorale, in quanto il mandato elettorale di un Premier deve essere espresso attraverso un confronto con un avversario politico e non attraverso accordi tra partiti e relativi premi di maggioranza.
Lo stile istituzionale risulta sconosciuto anche a questa maggioranza quanto a quelle precedenti.





