
di Nino Orlandi
Sono il solo a provare, nei confronti di certe sfilate, una sensazione di disagio?
Non di tipo moralistico, intendiamoci, ché ognuno ha le inclinazioni che ha, senza colpa, né merito. Estetico, allora?
No, non è un disagio di tipo estetico: il disagio che provo è molto più profondo. Avverto la presenza di forze invisibili, che si servono di strumenti visibili, che hanno come scopo rovesciare ogni residuo legame tra l’essere umano e la sua natura.
Forze ben camuffate, della cui esistenza, a mio avviso, solo pochi dei loro “ministri” sono consapevoli. Tutti gli altri sono travolti a loro insaputa in una danza macabra, in cui però si è avuto l’accortezza di coprire gli scheletri con abiti dai colori vivaci.
Così inconsapevoli, da arrivare a tradire senza saperlo i loro mandanti, come è nel caso, ad esempio, di chi sorreggeva uno striscione su cui stava scritto “Satan loves you”.
E la massima autorità della città ad aprire il corteo di quel carnevale tragico. E la leader di un partito a ballare dondolando su uno di quei carri.
No, Berlinguer su quel carro non ci sarebbe salito. Era un altro mondo, un mondo in cui esistevano come oggi e come sempre il bene ed il male, ma nessuno pensava si potesse cancellare la differenza tra l’uno e l’altro.
Non ditemi che ballare la pizzica è la stessa cosa, ma conoscendo certe proverbiali “facce toste”, sprezzanti del ridicolo, qualcuno obietterà anche questo .





