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SALIS, UNA RIFLESSIONE DOVUTA

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di Sergio Pizzolante

Ilaria Salis: va detta meglio. L’ha detta meglio di me Annarita Digiorgio.
Ho pubblicato un post su Ilaria Salis parecchio contestato. Anche da chi, di solito, condivide pensieri e parole, per dirla con Battisti.
Le osservazioni sono state le seguenti:
1. certo che doveva essere liberata, ma bisognava fare una battaglia per la liberazione non portarla in Europa;
2. si da un messaggio sbagliato ai più giovani, se vai in giro a menare le mani sarai premiato;
3. se è battaglia contro l’ingiusta detenzione e la carcerazione preventiva perché solo per lei. Perché solo lei in Parlamento;
4. vedrai che lei non farà campagne contro la carcerazione preventiva per tutti, tantomeno per Toti;
5. vedrai che in Europa porterà le tesi contro gli aiuti all’Ucraina, con una linea “pacifista”, quella del partito che l’ha eletta.
Sono tutti buoni argomenti e sono tutti maledettamente giusti.
E Annarita ne aggiunge uno ancora più potente: non è il metodo Pannella. Pannella prendeva un caso, anche estremo, anche divisivo, per rappresentarli tutti.
I capi del partito della Salis chiedono le dimissioni di Toti e i talk di sinistra che si indignano per la Salis hanno fatto di Toti e dei tanti Toti dei mostri.
E’ maledettamente vero. Lo so.
E l’ho scritto con chiarezza. Mille volte l’ho scritto. Sono tante verità.
Ma io ne una anche mia. Giusta o sbagliata che sia.
Che non dico debba prevalere su tutte le altre. Dico che può stare con le altre.
La Salis andava, con ogni mezzo, sottratta al regime fascistoide ungherese.
15 mesi di carcerazione preventiva, il guinzaglio in tribunale, la prospettiva di 25 anni di carcere sono una cosa abnorme.
E’ diventata un simbolo. Simbolo che è diventato potentissimo.
Questa soluzione, per liberarla, non mi piace, non è quella che avrei voluto, ma è l’unica che ha funzionato. Io ne prendo atto. Tutto qui.
Avrei fatto e l’ho già scritto, una cosa diversa.
Avrei creato un caso in Europa, parlo del Governo. Una battaglia irriducibile. Per salvare la Salis arrivando a porre il caso della permanenza stessa dell’Ungheria in Europa.
Ed avrei colto questa occasione per porre in Europa anche il tema della giustizia e della carcerazione preventiva in Italia.
Il Paese più condannato in Europa per l’ingiusta carcerazione. Più dell’ Ungheria.
Ma non è stato fatto. Ahimè. Anzi, si sta trattando per far entrare Orban nei conservatori europei. Ahimè.
Poi così si crea un caso. E altri lo sfruttano. Ahimè.
Ultimo argomento: questa mia posizione mi fa sentire diverso da loro.

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