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FRANCESCO AL G7, PARIGI VAL BENE UNA MESSA

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di Marforius
Come ormai a tutti noto, Jorge Bergoglio – ovvero Papa Francesco, peraltro SJ (gesuita appartenente alla Societas Jesu) – ha partecipato al G7, in programma dal 13 al 15 giugno a Borgo Egnazia, in Puglia, alla sessione “Outreach” del Vertice, aperta ai Paesi invitati e non solo ai membri G7,  dedicata all’intelligenza artificiale e alle correlate problematiche politiche ed etiche, su invito del Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.
Come in altre occasioni sottolineato non si può che ribadire quanto detto. Certamente non è la prima volta che un pontefice partecipa a consessi politici. Nel passato abbiamo avuto papi che hanno parlato all’ONU, nelle aule parlamentari e in altre circostanze, aventi carattere soprattutto politico, come ad esempio allorché l’attuale pontefice si recò, appena eletto,  a Lampedusa, ove “entrò a gamba tesa” in materia di le problematiche migratorie.
Tali partecipazioni non sono un qualcosa di ordinario, perché un pontefice non è, o almeno non dovrebbe essere, un esponente politico. Se poi si fossero voluti invitare i religiosi allora si sarebbero dovuti invitare tutti, o quanto meno i vertici delle religioni più rappresentative.
Non ci vuole molta intelligenza, neanche quella artificiale, per capire Giorgia, che cerca di essere “garbata” ed atteggiarsi anche come una nuova pulzella di Orleans, come pure ricercare la protezione ovvero la “benevolentia” Vaticana, per accattivarsi il voto dei cattolici.
Peraltro la premier sembra ignorare l’avversione che il capo della CEI, cardinale Matteo Maria Zuppi, continua a palesare nei confronti dell’azione del Governo, come ad esempio da ultimo  riguardo le modifiche costituzionali.
Ormai, viste le continue interferenze del Vaticano, senza che qualcuno, salve qualche flebile voce, dica più nulla, arriveremo a mettere una pietra tombale riguardo la laicità dello Stato e, visto che ci siamo, anche a murare Porta Pia.
Ma forse non è neanche il caso di formulare osservazioni ulteriori, considerato che questo è il livello della nostra dirigenza politica, anche extra nazionale, la quale, non sapendo cosa fare, scaramanticamente si rivolge al santo di turno.
Altro che “non expedit” e portoni chiusi nei palazzi della nobiltà papalina, che caratterizzarono la Roma del post XX settembre, siamo alla “genuflexio” di una classe partitocratica compresa l’opposizione (che si limita a qualche pigolio, o forse meglio, ci fa sentire  solo un silenzio assordante) che vuole solo sopravvivere, che pensa anche all’appalto (si conferma appalto) del business dei “migrantes”, tanto caro a Francesco, paladino dei terzomondisti.

Autore

  • Marforius

    MarforiusMarforius, il Marforio del XXI secolo, in omaggio alla celebre statua "parlante" di Roma. Proclama la verità senza filtri ed esprime, in modo sferzante, il malcontento popolare e le proteste politiche e sociali degli italiani verso chi, fingendo di fare gli interessi del Belpaese, fa i propri.

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