di Giovanni Bernardini
Ognuno la può pensare come vuole, ma Macron ha dimostrato coraggio e coerenza politica. Il suo partito ha subito una autentica catastrofe elettorale, lui la ha riconosciuta e ha dato la parola agli elettori.
Cosa succederebbe in Italia in un caso simile, a maggior ragione se il paese fosse governato da una maggioranza di centro sinistra?
“Erano elezioni europee, non politiche!”
“Il capo dello stato è il notaio della costituzione”
Eccetera eccetera…
non vi sembra di sentire simili discorsi?
In Italia sembra una sorta di peccato mortale dare la parola agli elettori. Si cerca di tenere in piedi la baracca anche se questa sta per crollare. Pur di evitare il voto si cercano maggioranze qualsiasi, anche le più improbabili, anche quelle in totale contrasto col responso delle urne. Ne abbiamo avuto ampia conferma nella precedente legislatura.
Macron ha il grosso merito di non stare ad un simile gioco. Si è reso conto che, almeno in una democrazia, governare contro la volontà popolare liberamente espressa nelle urne prepara probabilmente sconfitte ancora più gravi. Spera di rovesciare il responso delle europee, cercherà di metter su alleanze abbastanza improbabili, ma ha il grosso merito di voler sottoporre queste al giudizio del corpo elettorale, in Italia un simile atteggiamento sa di bestemmia.
Per questo il leader francese, quale che si il giudizio sulla sua politica, merita rispetto.




