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LE CERTEZZE ASSOLUTE E IL RISPETTO

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di Sergio Restelli

“Diffidate di chi è convito di avere certezze assolute perché quasi sempre per l’altro che non le condivide non proverà alcun rispetto”. Sono sempre più convinto del profondo valore delle convinzioni relative e della capacità di essere fautrici nel mondo in cui viviamo della diffusione del concetto di “rispetto”. Dal mio punto di vista tra le tante classificazioni che ci sono del genere umano, una di grande importanza è quella delle persone che hanno certezze assolute e di quelle che hanno convinzioni relative. Quelli che hanno certezze assolute sono generalmente i più intolleranti, sono quelli che nella vita di tutti i giorni, sia in ambito lavorativo, che in quello familiare, sono fermamente convinti che le loro idee, basate sull’esperienza di vita personale siano assolutamente quelle giuste e che per questo motivo vadano imposte agli altri in quanto inconfutabili certezze acquisite.

Sono gli individui che prendono le decisioni giuste per tutti e che pongono chi non le condivide ai margini del loro mondo. Sono quelli che scatenano le guerre, che compiono atti di violenza, che si arricchiscono frodando il sistema, che giocano barando, che ignorano l’opinione non condivisa e che soprattutto giustificano tutte le loro azioni con la convinzione incrollabile di aver sempre ragione. In una posizione spesso più defilata, troviamo invece le persone che dalle esperienze di vita traggono un insegnamento diverso che è quello delle convinzioni relative. Non si tratta di persone indecise o prive di convinzioni anche profonde, ma di persone che consapevoli della complessità dell’essere umano, espongono le proprie idee ma rispettano chi quelle idee non le condivide e ha opinioni differenti. È questo un universo molto più complesso, in cui si espone il proprio pensiero e si ascolta l’altro, senza dover giungere necessariamente all’identificazione di chi abbia ragione e di chi torto, ma semplicemente condividendo vicende diverse, di vite che proseguiranno il loro cammino in un’armonia parallela, rispettando l’uno il viaggio dell’altro e non accodandosi ad una fila con a capo una o più figure dominanti.

Quante guerre, quante violenze in ogni ambito, compreso quello sportivo, quante truffe economiche si sarebbero probabilmente potute evitare se prima di compiere una determinata azione ci si fosse posto il dubbio della fondatezza della propria certezza assoluta! Credo che se ognuno di noi nel proprio mondo, piccolo o grande che sia, familiare, professionale e in senso più ampio relazionale si facesse portavoce dell’importanza delle convinzioni relative e del rispetto che è alla base di queste, tanti rancori, tanti risentimenti ed asti si spegnerebbero sul nascere. Concentrandosi in particolare nel mondo del lavoro chi esercita la propria professione in un ambiente in cui si condividono convinzioni relative è più propenso a prendere decisioni capaci di rompere gli schemi precostituiti per aprirsi a nuove visioni in grado di tracciare strade mai percorse, innovative e rivoluzionarie. Ma anche questo, ovviamente, è solo le certezze assolute e il rispetto. Diffidate di chi è convito di avere certezze assolute perché quasi sempre per l’altro che non le condivide non proverà alcun rispetto”. Sono sempre più convinto del profondo valore delle convinzioni relative e della loro capacità di essere fautrici nel mondo in cui viviamo della diffusione del concetto di “rispetto”.

Dal mio punto di vista tra le tante classificazioni che ci sono del genere umano, una di grande importanza è quella delle persone che hanno certezze assolute e di quelle che hanno convinzioni relative. Quelli che hanno certezze assolute sono generalmente i più intolleranti, sono quelli che nella vita di tutti i giorni, sia in ambito lavorativo, che in quello familiare, sono fermamente convinti che le loro idee, basate sull’esperienza di vita personale siano assolutamente quelle giuste e che per questo motivo vadano imposte agli altri in quanto inconfutabili certezze acquisite. Sono gli individui che prendono le decisioni giuste per tutti e che pongono chi non le condivide ai margini del loro mondo. Sono quelli che scatenano le guerre, che compiono atti di violenza, che si arricchiscono frodando il sistema, che giocano barando, che ignorano l’opinione non condivisa e che soprattutto giustificano tutte le loro azioni con la convinzione incrollabile di aver sempre ragione. In una posizione spesso più defilata, troviamo invece le persone che dalle esperienze di vita traggono un insegnamento diverso che è quello delle convinzioni relative. Non si tratta di persone indecise o prive di convinzioni anche profonde, ma di persone che consapevoli della complessità dell’essere umano, espongono le proprie idee ma rispettano chi quelle idee non le condivide e ha opinioni differenti.

È questo un universo molto più complesso, in cui si espone il proprio pensiero e si ascolta l’altro, senza dover giungere necessariamente all’identificazione di chi abbia ragione e di chi torto, ma semplicemente condividendo vicende diverse, di vite che proseguiranno il loro cammino in un’armonia parallela, rispettando l’uno il viaggio dell’altro e non accodandosi ad una fila con a capo una o più figure dominanti. Quante guerre, quante violenze in ogni ambito, compreso quello sportivo, quante truffe economiche si sarebbero probabilmente potute evitare se prima di compiere una determinata azione ci si fosse posto il dubbio della fondatezza della propria certezza assoluta! Io credo che se ognuno di noi nel proprio mondo, piccolo o grande che sia, familiare, professionale e in senso più ampio relazionale si facesse portavoce dell’importanza delle convinzioni relative e del rispetto che è alla base di queste, tanti rancori, tanti risentimenti ed asti si spegnerebbero sul nascere. Concentrandosi in particolare nel mondo del lavoro chi esercita la propria professione in un ambiente in cui si condividono convinzioni relative è più propenso a prendere decisioni capaci di rompere gli schemi precostituiti per aprirsi a nuove visioni in grado di tracciare strade mai percorse, innovative e rivoluzionarie.

Ma anche questo, ovviamente, è solo il mio pensiero relativo. In una posizione spesso più defilata, troviamo invece le persone che dalle esperienze di vita traggono un insegnamento diverso che è quello delle convinzioni relative. Non si tratta di persone indecise o prive di convinzioni anche profonde, ma di persone che consapevoli della complessità dell’essere umano, espongono le proprie idee ma rispettano chi quelle idee non le condivide e ha opinioni differenti. È questo un universo molto più complesso, in cui si espone il proprio pensiero e si ascolta l’altro, senza dover giungere necessariamente all’identificazione di chi abbia ragione e di chi torto, ma semplicemente condividendo vicende diverse, di vite che proseguiranno il loro cammino in un’armonia parallela, rispettando l’uno il viaggio dell’altro e non accodandosi ad una fila con a capo una o più figure dominanti. Quante guerre, quante violenze in ogni ambito, compreso quello sportivo, quante truffe economiche si sarebbero probabilmente potute evitare se prima di compiere una determinata azione ci si fosse posto il dubbio della fondatezza della propria certezza assoluta!

Io credo che se ognuno di noi nel proprio mondo, piccolo o grande che sia, familiare, professionale e in senso più ampio relazionale si facesse portavoce dell’importanza delle convinzioni relative e del rispetto che è alla base di queste, tanti rancori, tanti risentimenti ed asti si spegnerebbero sul nascere. Concentrandosi in particolare nel mondo del lavoro chi esercita la propria professione in un ambiente in cui si condividono convinzioni relative è più propenso a prendere decisioni capaci di rompere gli schemi precostituiti per aprirsi a nuove visioni in grado di tracciare strade mai percorse, innovative e rivoluzionarie. Ma anche questo, ovviamente, è solo un pensiero relativo. La riflessione sulle certezze assolute contro le convinzioni relative è cruciale per comprendere le dinamiche umane, sia a livello personale che sociale. Questo tema si rivela particolarmente rilevante in un’epoca caratterizzata dalla polarizzazione delle opinioni, dove la divisione e il conflitto sono all’ordine del giorno. Certezze Assolute e Intolleranza

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