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MANI PULITE, NON SI PUO’ TACERE

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di Giuseppe Augieri

Il Riformista scrive: «Pellegrino sostiene che “il principio che ispirò Mani Pulite, e che si basava sul primato del potere giudiziario, era in contrasto con il disegno costituzionale”. Dunque era di carattere eversivo. E ricorda che Borrelli nel 1993 aveva dichiarato che “se l’Ottocento era stato il secolo dei Parlamenti e il Novecento quello degli esecutivi, non escludeva che il secolo seguente sarebbe potuto essere il secolo della giurisdizione”. Dunque un vero colpo di stato»
“La Verità” incalza con il titolone “Gli ex PCI ammettono: Mani Pulite fu un golpe”.
Non c’è stato giornale che non abbia ripreso quanto sostenuto da Pellegrino. Il Corriere della Sera., La Repubblica, Panorama ….. solo per fare qualche nome.
Giovanni Pellegrino non è uno qualsiasi. Senatore della Repubblica dal 1990 al 2001 per il PCI e poi per il PDS, Presidente della Commissione bicamerale d’inchiesta sulle stragi , membro della Commissione Bicamerale sulla riforma istituzionale. All’epoca di Mani Pulite era il responsabile della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari: quella istituzione messa nel mirino dal populismo delle monetine (ma era solo populismo, o la prova generale i un golpe?) che portò alla abolizione non di un privilegio ma di uno strumento costituzionale di garanzia del potere legislativo. Ed infatti….
Altro che richieste di dimissioni a gogò. Altro che la pletora di “deve riferire in aula su…..”. Stiamo parlando di un’ipotesi – ipotesi – di colpo di Stato i cui effetti sarebbero tutt’ora in corso. Dichiarazioni di questo genere impongono di porre con urgenza l’accertamento su quanto dichiarato. Perché quello dichiarato se non vero, il Senatore deve rispondere di attentato alla fiducia nelle istituzioni; e se invece è vero qualcuno – non pochi – devono rispondere di attentato alla Costituzione.
Questo in un Paese normale.
L’Italia evidentemente non lo è, normale. Dopo una giornata di titoloni, oggi silenzio – che già vedo si prolungherà nei prossimi giorni – da parte dei mass-media. Ma già i due TG della TV di Stato, della cosa non mi risulta che ne abbiano parlato. E non c’è stata una voce di un politico, anche il più “scafesso”, che abbia sollevato il dito per dire “Scusate, ma mi sembra un po’ più grave dell’attentato alla Costituzione rappresentata dal Premierato. Parliamone.”
«La verità è che tutti i partiti godevano di finanziamenti irregolari» forse in questa dichiarazione di Pellegrino – sempre riportata da “Il Riformista” – sta il nocciolo di un silenzio che Craxi aveva già sperimentato il 3 luglio 1992 quando affermò a proposito di finanziamenti attraverso tangenti: «Se gran parte di questa materia deve essere considerata materia puramente criminale, allora gran parte del sistema sarebbe un sistema criminale. Non credo che ci sia nessuno in quest’Aula, responsabile politico di organizzazioni importanti, che possa alzarsi e pronunciare un giuramento in senso contrario a quanto affermo: presto o tardi i fatti si incaricherebbero di dichiararlo spergiuro.»
E nessuno si alzò. Non solo perché non avevano il coraggio di farlo, ma perché era iniziata l’era del silenzio che i “due poteri” che stavano affossando l’Italia avevano progettato di realizzare. Quegli stessi che ancora oggi impazzano.
E noi: zitti?

 

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  • Redazione

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